La vita è fatta di incontri e di prossimità. Devo ringraziare ogni incontro e tutte le persone che incontrate per caso o per agenda dono diventate “prossimo”. Ci pensiamo a quanti “prossimi” abbiamo avuto? Penso a quelle due signore, impiegate di lungo corso della Rai, che a cavallo delle ore 14 del mio primo giorno di lavoro a via Teulada nel 1988 mi hanno visto un po’ sperso e mi hanno detto: vuoi venire a mensa con noi?
Fondamentale, tra i tanti, l’incontro con Leonardo Valente, giornalista e scrittore, già direttore del quotidiano Avvenire e poi vice direttore di Rai2 e direttore della Tgr. Tra le grandi idee di Leonardo Valentedirettore della Tgr dal 1990 al 1993 ci fu la nuova trasmissione dedicata al mondo delle campagne e delle tradizioni agricole regionali. Si affiancava alle altre storiche dedicate ad ambiente, viaggi, beni culturali, Europa, Balcani, Mediterraneo, scienza e tecnologia. A Firenze venne confermata e potenziata la cura del settimanale “Bellitalia” per tanti anni condotta da Marco Hagge e Cristina Di Domenico, attuale caporedattrice regionale. Ma accanto a quella specialità di racconto storico, artistico e culturale, con Leonardo Valente pensammo di mettere tanta Toscana nell’avvio e nello sviluppo della nuova trasmissione dedicata al mondo della campagne. Ma non quello spiegato dal marketing o dai sondaggi bensì quello vissuto dai contadini, dagli allevatori, dalle massaie, dagli agricoltori, insomma dalla gente che vive davvero il mondo della terra.
Così con l’aiuto del collega Massimo Lucchesi, gran cultore di storie della campana e dell’agricoltura, trovammo personaggi e luoghi, prodotti e sapori che hanno caratterizzato quelle trasmissioni facendo venire l’acquolina in bocca: le coltivazioni del Senese e del Casentino, i piatti fumanti come il Brasato al Chianti, una delizia che rappresentava e rappresenta storia e cultura di una terza e poi il lardo di colonnata, il tesoro celebrato nel mondo come la raccordante Cinta senese. Inoltre ricordo quei viaggi nella campagna della Maremma.
C’erano programmi e rubriche per tutto e per tutti: per la cultura per la geografia per la storia, per i confini, per le tradizioni, per la scienza e la tecnica. Ma gli mancava qualcosa. Un giorno quasi estivo del 1992 mi chiamò e mi disse: facciamo un programma per le campagne. Dopo 5 minuti chiamò il vicedirettore Mario Colangeli che veniva anche lui dai programmi di Rai2 capostruttura dei programmi di Arbore e non solo, e ridisse: facciamo un programma per le campagne e per l’agricoltura, e per le agricolture regionali, e che sia molto popolare, che sia utile alla gente di campagne e che lo possa vedere il popolo delle campagne, quindi dobbiamo farlo all’orario della colazione. Imbattibile Valente. Fu vincente.
L’orario della colazione è quella fascia tra le sette e le nove del mattino quando nella case degli agricoltori, dei coltivatori diretti, dei mezzadri c’è il raduno storico e rituale per l’ abbondante colazione del mattino. Fu così che la prima edizione di Tgr Italia Agricoltura venne pensata, prodotta e messa in onda su Rai3 al mattino del sabato dalle 7 alle 9. Alba di fatto. Due ore piene di informazioni, tradizioni, servizi dal territorio, discussioni in studio, ospiti e folklore, e per cominciare la luna e il sole, quando seminare e quando concimare, quando e come raccogliere come conservare e come fare le conserve robe che noi contadini abbiamo nel sangue.
E poi le tradizioni e le colture della settimana. Un po’ almanacco un po’ frate Indovino. L’allora direttore di Rai3 Angelo Guglielmi accettò la sfida anche perché non c’erano trasmissioni sulla rete almeno al sabato a quell’ora. Cominciavamo noi, eravamo i primi. E ricordo che a metà della prima stagione arrivò anche la prima pubblicità tra una parte e l’altra della trasmissione. Con un Telegiornale dell’agricoltura dentro. Aria bella di Toscana nella storia di “Agricoltura Regioni” la prima trasmissione dedicata alla vita vera della campagna delle nostre regioni.
Fabrizio Binacchi

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