Quello del lavoro cattivo, cioè fuori regole o sottopagato, più che un problema è uno scandalo. Dopo tanti anni e decenni di provvedimenti più o meno intelligenti, l’agognato incontro tra domanda e offerta di lavoro è rimasta una chimera, nel senso che non si avvera. Navigator e collocamento sembran solo un gran tormento. Così si assiste al ben noto fenomeno che tanti cervelli e menti ma anche tante braccia e mani faccian la scelta di non stare nel Paese e di cercar fortuna all’estero in Australia o nel Regno Unito ma sempre con l’intento di far tornare i conti con le spese. Fuor di rima: perché un esperto di energia solare doveva accontentarsi di 800 euro in Italia quando a Londra prende 3400 sterline?
Con che faccia un manager magari da 300 mila euro l’anno offre a un ingegnere di 34 anni magari pieno di genio 600 euro al mese di apprendistato per 36 mesi? Vieni e poi vediamo. Pendolariato mentale. Con che faccia? Perché se ha già fatto la magistrale ed è uscito con lode deve fare un’altra triennale?
L’ematologa a 650 euro al mese con cento chilometri al giorno, e il bagnino a 400 euro al mese dalle 6 del mattino alle 20 di sera, e il cuciniere a 800 euro che sennò il ristorante non va ma anche il contatto è un po’ fritto misto, e il cameriere che si fa cento tavoli a 500 euro al mese? Malpagati e pure umiliati. Lo scandalo del lavoro cattivo investe parecchi Paesi e sicuramente l‘Italia.
Tutto questo mentre l’università e la scuola attendono di riformarsi invocando una indispensabile interdisciplinarietà che tarda ad arrivare perché tutti lo ammettono che ci vorrebbe un po’ di ingegneria a giurisprudenza, ci vorrebbe un po’ di legge a biologia, ci vorrebbe filosofia a chimica e dappertutto una bella spruzzata di psicologi, eppure dopo tanti proclami e lamenti siamo ancora nei progetti latenti.
E l’imprenditoria? Beh quella è un po’ così in talune zone avanzata e innovativa in altre un po’ sorda rigida e poco reattiva, aziende aperte e altre molto meno, e quindi che si fa ci si butta sul pubblico e sul sindacato che tutto non posson fare. E’ vero che la politica ha lanciati la Garanzia Giovani ma vi prego di chiedere in giro se è stata vera garanzia e per chi, se per i giovani o per altri soggetti non bisognosi. Si ha notizia di giovai partiti garantiti sulla carta e poi reietti alla prima scadenza.
Morale della favola dopo tanti anni siamo ancora qui con l’ascensore del lavoro ancora bloccato chi lavora è un po’ fortunato chi non lavora o ha lavoro cattivo è in mezzo al guado e un po’ guadato, parliamone seriamente perché aventi così non si può andare e la Next Generation EU rischia di diventare la Past Generation BOH, nel senso cacofonico del pasticcio generazionale, o poco più.
C’è purtroppo tanto lavoro cattivo e malpagato in giro per il Paese e solo il lavoro buono e i contratti corretti potranno rendere più buona l’Italia.
Fabrizio Binacchi

Penso che in Italia in un prossimo futuro gli stipendi dei lavoratori dipendenti si adegueranno più facilmente ai paesi Ue ex comunisti piuttosto che ai paesi più avanzati dell’Ue. Questo per evitare l’improvvisa chiusura di stabilimenti di proprietà di multinazionali.