
Quanto rispecchiano le esaltanti vittorie di Tokyo il sistema politico italiano? Bella domanda eh?! E’ normale e comprensibile che la politica possa e voglia cavalcare il successo dei nostri eroi olimpionici per dare un’immagine all’Italia di riscatto mondiale, quel riscatto che il sistema politico non è riuscito a dare, per conto suo, negli ultimi decenni.
Certo mi si dirà che fare un salto in lungo o una corsa non è come portare a casa piani integrati di rilancio per il Paese, miliardi di euro per strade e scuole, che i problemi della tasse e dello sviluppo, delle opere pubbliche e della previdenza sono ben più grossi di una avventura olimpionica ma dovremmo convenire che due fattori alla base dei successi olimpici possono essere comuni con quelli dei possibili e invocabili successi politici e istituzionali in Europa e nel mondo: i molti colori e l’integrazione. Tradotto per la politica: rispettare e valorizzare le differenze e portare a sintesi il meglio che le differenze offrono e consentono per la migliore realizzazione del risultato.
Un po’ quello che questo governo sta cercando di fare e sta facendo in molti campi: sanità, lavoro, sostegno, scuola, fisco, sviluppo. Per far valere i molti colori e non far sentire un colore perso o brutto bisogna capire che tutti i colori possono essere utili, il bianco come il nero, il rosso come il verde, il blue come l’arancione il marrone come il giallo. Se mi manca un colore l’affresco non viene come penseremmo, se mi manca un sapore, che è colore, mi manca un gusto, se mi manca un gusto mi manca qualcosa per integrare meglio e al meglio un obiettivo.
Andrea, nome di fantasia, ragazzo cieco e campione di nuoto, aveva gli occhi accesi e spenti al contempo verso la mia bocca. Seguiva il mio parlare fissando le mie labbra alterando lo sguardo verso l’alto. Mi ha detto che vedeva anche lui i colori: quelli del coraggio e del successo. E anche io chiudevo gli occhi e sentivo il profumo della piscina e un po’ l’odore del cloro, mentre mi raccontava le sue avventure di nuotatore non vedente, di campione di umanità e non solo di sport.
Viene un confronto in più: anche se qualche amministratore o politico si trovasse, per le cause più diverse, a non vedere per un po’ si dovrebbe affidare ai colori e ai sapori che ha nel suo cuore e nel suo cervello per individuare strada e obiettivo, concretezza e sogno, avventura e verità.
Le olimpiadi di Tokyo ci fanno sentire sul piano sportivo ed umano orgogliosi di essere italiani e di essere noi. Dovremmo fare in modo che anche le altre olimpiadi quelle quotidiane e quelle epocali dell’economia e della politica, della scienza e della cultura, delle relazioni e delle istituzioni possano vederci italiani multicolori e integrati, differenti e uguali, capaci di stare insieme oltre ogni pregiudizio e luogo comune. Saranno medaglie diverse magari non d’oro ma luccicheranno più a lungo. Dentro. Come i bagliori di felicità negli occhi di Andrea, nome di fantasia, campione di nuoto e di umanità.
Fabrizio Binacchi

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