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“Inasprire” la parola d’ordine del governo delle destre

L’uso populista del diritto e della giustizia penale può essere promosso da partiti, movimenti politici e mezzi di informazione che si autodefiniscono o che vengono qualificati come “populisti”, ma può anche appartenere a forze politiche dell’establishment, che tentino di rafforzare la propria posizione elettorale sfruttando e amplificando l’allarme sociale provocato dal crimine”.

di Enrico Rossi | 19 Settembre 2023

Ieri alla riunione del Consiglio dei ministri è stato tutto un “inasprire”.

Le pene per i migranti sono state inasprite e il tempo di detenzione nei centri per il rimpatrio (CPR) è stato triplicato e portato a 18 mesi.

Sono stati inaspriti pure i provvedimenti disciplinari nelle scuole verso gli studenti che con il 6 in condotta saranno automaticamente bocciati o potranno essere sospesi e condannati ai lavori socialmente utili.

Anche le pene per gli automobilisti che parlano al telefonino sono state inasprite con multe insostenibili per chi ha redditi bassi e non ha il Bluetooth in auto per parlare.

È legittimo dubitare che tutti questi provvedimenti di inasprimento delle pene avranno come effetto di risolvere anche minimamente i problemi.

Però mirano a dare l’illusione di affrontarli.

Si tratta, tecnicamente, di populismo penale, cioè di un metodo di governo in cui “ogni decisione in materia penale è demagogica, strumentale all’acquisizione di popolarità, visibilità mediatica o successo elettorale, e ha un orientamento punitivo in risposta a umori collettivi più o meno consapevolmente aizzati ed esasperati.

L’uso populista del diritto e della giustizia penale può essere promosso da partiti, movimenti politici e mezzi di informazione che si autodefiniscono o che vengono qualificati come “populisti”, ma può anche appartenere a forze politiche dell’establishment, che tentino di rafforzare la propria posizione elettorale sfruttando e amplificando l’allarme sociale provocato dal crimine”. Da Wikipedia.

Così, di questi tempi, è governata l’Italia dalla destra.

Enrico Rossi

Pubblicato in : EditorialeTag: consiglio dei ministri, enrico rossi, governo, informazione, multe, orientamento, populista, provvedimenti, studenti

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. DrAnvilon

    19 Settembre 2023 alle 14:52

    “””Così, di questi tempi, è governata l’Italia dalla destra.”””
    Senza alcuna personalizzazione … ma l’Italia, governata in illo tempore > et hōra < dalla sinistra cosa ha saputo fare di meno peggio? Siccome, i "migliori" non ci sono più e nemmeno i taumaturghi, ma solo "esperti" traumaturgi.

    Rispondi
  2. DrAnvilon

    19 Settembre 2023 alle 14:52

    “””Così, di questi tempi, è governata l’Italia dalla destra.”””
    Senza alcuna personalizzazione … ma l’Italia, governata in illo tempore > et hōra < dalla sinistra cosa ha saputo fare di meno peggio? Siccome, i "migliori" non ci sono più e nemmeno i taumaturghi, ma solo "esperti" traumaturgi.

    Rispondi
  3. Giovanni

    19 Settembre 2023 alle 14:21

    Eh sì, caro Dott. Rossi, la destra governa così, inasprendo le pene per i criminali mentre la sinistra lascia occupare abusivamente gli alberghi dove rapiscono le bambine. Nella sua regione, in quella dove lei è stato amministratore. Oppure i suoi sodali solidarizzano con le Carola che fanno parte della filiera dei trafficanti. La smetta, e faccia qualcosa di sinistra e non di sinistro.

    Rispondi

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