
Prima puntata – Il viaggio
“ Bene si parte…” L’autobus dei calciatori dell’A.C. Prato infine si mosse dallo stadio “Lungobisenzio” per la sua destinazione. “ la prima della stagione si gioca fuori…” pensò l’autista, mentre i giocatori, dietro, si sistemavano comodi a sedere. Alcuni di loro guardavano fuori del finestrino, altri erano impegnati a sfogliare giornali sportivi, qualcuno, con aria inespressiva un po’ ebete, provava ad esplorare le narici con tutta la falangetta del dito indice, facendo poi, in modo appropriato del contenuto trovato, delle palline rotonde tra pollice e l’anulare, perfette sferette da gettare sul capo del collega seduto davanti. Zac!“ Oh… per viaggiar ben basta prendere l’autostrada A1 !” disse scherzoso Simone, il fisioterapista della squadra, sapendo bene che la via da prendere era l’A 11, direzione Genova. “ Sì, ma la devi prendere bene, bene, perché ora siamo in C2 !” “Che cominci subito te, non siamo ancora partiti e fai le battute a bischero! Come se si giocasse a Basket. Al calcio c’è soltanto la Serie A, per chi ci può giocare.” “ Tranquillo “ ribatté l’autista a Marco, accompagnatore della società. “ Con questa squadra, vero Mister….Questo anno non ce né per nessuno! “ Un sorriso appena abbozzato affiorò sul viso sereno dell’allenatore che si era voltato verso il finestrino senza rispondere. “ Ma quando! Siamo ancora sul viale Marconi e si comincia già…” pensò il Mister. “Si va a Carrara…! “ Esclamò Leo, l’autista, e inforcò la strada giusta per Pisa.Un momento, addio. L’autobus frenò bruscamente. Il portiere titolare della squadra, volò via dal suo posto a sedere, così lungo che, diremmo, con un esempio sportivo, da palo a palo, fino sbattere con la testa quasi alla consolle del guidatore, ma nessun l’apprezzò, sicché disse fra sé e sé il portiere titolare, che la prossima volta col cavolo…! La radio, nel frattempo, aveva capitalizzato le attenzioni di tutti, e diceva” Dunque ricapitolando…in base al regolamento e alle decisioni improcrastinabili prese dalla federazione calcio, sarà retrocessa in C1 il Perugia e promosso dalla C2…vediamo un po’ …che non ci capisco più nulla…ecco sì…Il Prato! Prato, che non giocherà più a Carrara la prima di campionato, ma appunto a Perugia. E devono far presto, perché sono già un po’ arrabbiati ad aspettarli.” Il tempo di un fulmine, come se si decidesse in un attimo il destino di tutti, prima di schiantarsi sulla segnaletica Firenze – Bologna – Roma – Pisa – Genova ormai di fronte, Leo sterzò bruscamente a sinistra e imboccò la strada giusta che portava, era vero, sull’A1 verso Perugia. “ Alé, Alé, te l’avevo detto siamo in A!” esclamò ridendo Simone e tutti, allenatore compreso, si congratularono fra loro meravigliati per quest’insperata promozione in C1. L’allenatore, ad ogni modo rimasto il più lucido, mentre gli altri non sapevano contenersi dalla gioia, era un po’ preoccupato.
Fine della prima puntata

Scrissi questo racconto in quattro puntate cinque anni fa, nel momento in cui il calcio italiano sembrava su punto di collassare e finalmente purgarsi di tutto quel marcio di anti sportività che conteneva. Non fu così che andarono le cose. Come tutti sapete, diventammo campioni del mondo l’estate successiva, ponendo una bella pietra tombale sulle ingiustizie e birbanterie sportive e finanziarie delle società calcistiche del nostro bel paese. Nel tentativo di scrivere qualcosa di serio, coinvolgendo gli allora miei concittadini della ridente Prato, credetti d’inserire la società di calcio locale, come protagonista positiva di un’avventura quanto mai sorprendente, eleggendola a squadra netta ed onesta, seppur povera. Avevo fatto male i mie calcoli. I propositi furono travisati da alcuni cultori di Eupalla votati alla difesa dell’ A. C. Prato, così definiti, Ultras. E’ vero quell’adagio che dice pressapoco ” Parlatene bene, parlatene male, ma parlatene”, solo che la misura dei commenti ricevuti, non furono molto cortesi e rispettosi. Il mio editore smise di recapitarmi i messaggi di minaccia e di simpatia che, pare, traboccassero dalla sua posta elettronica. Lusingato, non mi azzardai più a ripresentarlo. Solo ora, sotto l’insistente pressione di Claudio, lo ripropongo. Non pensate malignamente al fatto che ho cambiato città per questo motivo. La vita si sa, ti porta lontano….
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