Non interesserà a nessuno.
La mia vicenda personale.
Mi sono detta.
Ma interessa a me e mi rasserena ricordare l’uomo, gentile e dotato di sottile ironia, sempre con atteggiamento affabile, sempre attento e pronto all’ascolto.
Un gentiluomo, vero, se n’è andato. Aveva ancora tanto da dare e da fare, nonostante un’età che non si può definire giovane. Vecchi si è quando vecchi si fa, avrebbe detto Forrest. Del resto davvero la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita.
L’avevo conosciuto qualche decina d’anni fa. Lui il moderatore in un convegno politico, io in platea a sostenere il mio partito, allora Forza Italia.
Per un motivo che non ricordo il nostro gruppo politico si alzò di scatto con aria di protesta. E lui, con la sua consueta amabilità ci chiese di sederci.
Io rimasi in piedi. E lui, pacato e gentile, con sguardo sornione, “Signora, la prego, si sieda”.
E io “Neanche per sogno!”
Ecco, da allora siamo diventati amici. Ci incontravamo raramente e ogni volta ricordava quella scena. Io un metro e ottannta, gli facevo soggezione, e, mi confessò, aveva avuto paura che lo picchiassi, con quel suo sorriso inconfondibile e la sua amabilità e finezza scevra di affettazione. Mi vengono i brividi .”Oddio, ricordo la tua altezza e l’abuso che minacciavi di farne. Ben trovata, un saluto con sincera e amichevole simpatia, Nicola”
Dopo diversi anni, non so quanti, comunque nel 2013, mi scrisse un breve messaggio su messenger “Cara Carla, avendo visto che sei una bravissima giornalista, commentarice, osservatrice, etc, vorrei chiederti di scrivere qualcosa per Pensalibero. Ci posso contare? Un caro saluto, Nicola”.
Rimasi di stucco. “Non sono giornalista, e nemmeno pubblicista”! E lui ” Devi scrivere con il tuo modo spontaneo, come fai su FacebooK di temin e argomenti anche seri e profondi ma con la leggerezza che ti contaddistingue. Francamente ne fui piuttosto lusingata
E così è iniziata la mia avventura su Pensalibero. Dato che anche io non sono più giovanissima è stata una esperienza inaspettata.. Anche perchè da ragazza avrei volito scrivere, ma ero troppo timorosa e non mi sentivo all’altezza.
E così sono nati i miei articoletti cresciuti nel tempo. 534 più o meno settimanali. Insieme a quelli di giornalisti e intellettuali di chiara fama. Estremamente gratificante per una semplice opinionista come me. Infatti mi sono sempre espressa come sapevo e potevo, in modo assolutamente libero nel pensiero.In questo giornale, creatura del Direttore, che ha visto aumentare in modo esponenziale i lettori.
Nicola , sempre sincero ma benevolo qualche volta mi ha tirato le orecchie, raramente e sempre con grande signorilità.
L’ultima volta ci siamo incontrati alla festa emozionante e coinvolgente del matrimonio di Hasnaa e Graziano Cioni.
Era mercoledì e non avevo visto il mio ultimo articolo pubblicato. Gli chiesi se lo aveva dimenticato o lo aveva perso , o per scelta.. E lui “L’ho fatto perchè ti voglio bene, era decisamente brutto”. Con grande stupenda sincerità. Ed era la prima volta che non pubblicava senza dirmi niente.
E poi l’ultimo nostro carteggio. Del 17 settembre 2022.
“Ciao Carla, da tanto volevo dirti una cosa che ho già detto a molti altri. Nei titoli, appartenendo io alla tradizione dei giornali e non a quella della era digitale, non accetto punteggiatura, salvo i due punti. Forse non te ne sei accorta, ma virgole, punti, etc. te li tolgo tutti. Se tu non li mettessi, ci risparmieremmo fatica in due…. Grazie e consueto abbraccio di fine settimana, Nicola”.
“Ops, forse me lo avevi detto e mi era sfuggito, ne prendo atto. Un abbraccio e buona domenica”.
Mentre scrivo gli occhi si appannano, non certo per la mancata pubblicazione.
Ciao Nicola, amico sincero schietto, colto, profondo e gentile. Un vero gentleman.
Hai visto, ho obbedito. Nel titolo c’è solo il punto finale. Metaforicamente, il tuo. Purtroppo.
Carla Ceretelli

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