In quattro e quattr’otto un bel decreto legge – l’ennesimo – stabilirà che la restituzione della mancata perequazione delle pensioni sarà “selettiva e parziale” e una tantum.

Ma il mugnaio di Podstam insegna: ci sono dei giudici a Berlino. E anche a Roma, a Palazzo della Consulta. Così i giudici della Corte costituzionale hanno giudicato costituzionalmente illegittima, vale a dire una schifezza, la misura messa nero su bianco dalla coppia di desaparecido Monti-Fornero. Irreperibili a “Chi l’ha visto”, non hanno detto una parola. In compenso non s’è negato di dire la sua, mordendosi le labbra, lo statista di Pontassieve, al secolo Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio pro tempore ha inarcato il sopracciglio, ha fatto quella faccia feroce che fa ridere perfino i polli, e a mezza voce ha fatto chiaramente intendere che i predetti giudici sono dei nemici pubblici numero uno. Colpevoli di aver dato ragione a coloro ai quali era stato dato torto.
Si dà il dannato caso che lo statista di Pontassieve ha la parlantina dei rappresentanti di commercio. Ti imbottiscono di parole fino a rimbambirti. E con un gioco di prestigio ha assicurato che la botte piena andrà a braccetto con la moglie ubriaca. Ma, come ammoniva Abramo Lincoln, si può ingannare un uomo per tutta la vita, tutti per una volta, ma non si può ingannare tutti per sempre. E’ davvero una bella pretesa fare la frittata senza rompere le uova. Tanto più che la Corte costituzionale ha precisato – dopo aver annusato puzza di bruciato – che per riavere il dovuto non occorre fare domanda in quanto il governo avrebbe dovuto risarcire i malcapitati automaticamente. Dapprima lo statista sullodato ha detto che il governo si sarebbe adeguato alla sentenza della Corte. Ma poi s’è bellamente rimangiato la parola. Così in quattro e quattr’otto un bel decreto legge – l’ennesimo – stabilirà che la restituzione della mancata perequazione sarà “selettiva e parziale” e una tantum. E non già per gli anni passati e per quelli a venire. A riprova che in questo mondo di ladri il pesce puzza dalla testa. E che puzza, Dio bonino!

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