Cari amici e cari compagni,
tutte queste cose che vengono giustamente messe in evidenza ora (l’antisocialismo del PCI-PDS-DS-PD), la partecipazione a pieno titolo al sistema delle tangenti, la doppia morale,etc, non erano forse note anche prima?
Cioè: erano conosciute o no anche quando a Bertinoro, a Chianciano e immediatamente dopo, venne dalla dirigenza socialista sancita la linea non dell’autonomia, ma quella suicida dello stare comunque “a sinistra” inteso non nei contenuti ma nell’alleanza pregiudiziale col PD? E non è stato forse un errore sacrificare su questo altare la ricerca di un rapporto con i laici e i liberali?.
La conseguenza è stata l’isolamento dei socialisti. Dico questo non per individuare torti e ragioni ma per segnalare il problema.
Il 1 marzo ci sarà a Firenze, promossa da Pensalibero, una assemblea nazionale di democratici laici, liberali e socialisti, alla quale hanno già aderito moltissime personalità di questa area ( socialisti, socialdemocratici, radicali, liberali, repubblicani). Già è sicura la partecipazione del segretario del PLI De Luca, del PSDI, Magistro e si attendono conferme di altri segretari, oltre che di intellettuali, associazioni e circoli di area.
E’ una iniziativa che mettiamo a disposizione per l’obbiettivo comune.
Nicola Cariglia
Caro Nicola,
purtroppo nel corso di questi mesi sono stati commessi molti errori
di tattica e di strategia.Il guaio è che,come spesso accade ai
socialisti,il prezzo che rischiamo di pagare è altissimo e questa
volta potrebbe essere insostenibile.
Il rischio della scomparsa socialista è tra le sciagurate ipotesi
che dovremo considerare.
La mia preoccupazione non è motivata soltanto per le sorti del
partito nel quale ho militato per 40 anni,ma per le sorti della
democrazia italiana che rischia di essere assegnata per il concorso
di diverse condizioni,ad una ristretta oligarchia a capo di
contenitori eterogenei e quindi spinta dalla necessità di rendere
sempre più ristretti i margini di una corretta dialettica
parlamentare.
Le prime vittime saranno quelle minoranze che non avranno più
ascolto e sponde parlamentari capaci di rappresentarle.
Per questo motivo avremmo dovuto compiere scelte diverse da quelle
operate e avremmo dovuto avere più coraggio nella nostra azione
politica pur sostenendo il Governo.
Ma ora è il momento dell’emergenza,è la battaglia per la
sopravvivenza,poi ci sarà,se ce la faremo, l’occasione per
riprendere i discorsi interrotti.
Abbiamo bisogno di un atto di generosità che metta da parte le
amarezze e aiuti il partito dei socialisti a superare anche questa
prova.
A questo appuntamento non puoi mancare.
Aldo Potenza
Caro Aldo,
mi fa piacere ciò che scrivi. E ti assicuro che il tuo spirito è anche il mio. Di più: comunque vadano le cose, a continuare la storia nostra ci sarò anch’io. Con la speranza che nessuno dimentichi la lezione dei propri errori (a scanso di equivoci, tutti ne abbiamo fatti). L’iniziativa del 1 marzo è, nello stesso tempo, l’estremo tentativo di dare una mano a salvare il salvabile, ed un messaggio chiaro e forte che in ogni caso ci saremo anche dopo le elezioni.
Un caro saluto,
Nicola Cariglia

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