La spesa pubblica dello Stato italiano rimane il “grande problema” da affrontare, per chiunque venga chiamato a governare il Paese. Per rendere l’idea di che cosa voglia dire spesa pubblica, e dei danni che una politica scellerata tesa al clientelismo ha prodotto, offriamo ai nostri lettori una riflessione. L’aspetto, che colpisce di più della nostra economia, è la crescita esponenziale, che la spesa pubblica ha rispetto al pil (prodotto interno lordo; il fatturato dell’intera nazione). In una recente intervista concessa ai microfoni di Radio radicale, l’ex ministro degli Esteri Antonio Martino, figlio di Gaetano Martino (padre nobile dell’Europa e firmatario del trattato di Roma che diede il via all’Eu) ha denunciato l’abnorme crescita del nostro indebitamento. Martino, nel corso dell’intervista, ha dichiarato che quando suo nonno Antonino era sindaco di Messina (1920), la spesa pubblica, era pari al 10% del pil. “All’epoca di mio padre ministro era salita al 20% (metà anni ’50), e negli anni in cui ero agli Esteri con il governo Berlusconi eravamo al 30%”. Adesso siamo circa al 50%. I dati sopra esposti sono impressionanti è fanno immaginare “un mostro chiamato spesa pubblica” che divora le intere risorse del Paese. Il dato potrebbe preoccuparci un po’ meno, se ci trovassimo di fronte a governi che attuino, una politica kennesiana di spesa per grandi investimenti in opere pubbliche, ma i governi che si sono susseguiti negli ultimi tempi, sono riusciti a fare a mala pena, l’ordinaria amministrazione. Il problema della spesa pubblica è strettamente collegato all’eccessiva tassazione. Il malcostume, la criminalità, i fenomeni mafiosi ruotano intorno alla spesa pubblica, perché c’è una grossa torta da spartire. Se come d’incanto dovessimo tornare agli anni ’20, al tempo di Antonino Martino, con una spesa pari al 10% di pil, i malavitosi, che ruotano intorno alla spesa pubblica, si darebbero da fare altrove. Per tradurre tutto in cifre, ricordiamo ai nostri lettori che il pil italiano ammonta a circa 1600 miliardi, con una spesa pubblica pari a 800 miliardi. In queste cifre troviamo anche le motivazioni in base alle quali cresce la pressione fiscale. Il grosso degli 800 miliardi, che vengono erogati per i vari servizi, derivano dagli incassi dello Stato per imposte e tasse. Sul sito di www.pensalibero.it (settimanale on line) c’è un impressionante congegno, che noi chiameremo conta debito pubblico. E’ un dispositivo che aggiorna in tempo reale, secondo dopo secondo, il calcolo del debito pubblico, che non si ferma mai. Ha superato i 2.200 miliardi e cresce tutti gli anni, con tutti i governi, a causa degli 80 miliardi d’interessi che lo Stato paga ai possessori di bot e cct. E che dire dei famosi tentativi di taglio della spesa pubblica fatti da Cottarelli? Il presidente del Consiglio ha pensato bene di non utilizzare i tagli per diminuire il debito, ma di usare i risparmi per finanziare nuove spese. In questo modo non si va da nessuna parte; abbiamo bisogno di uno Stato meno invadente, che riduca drasticamente la spesa pubblica e la pressione fiscale.
In meno di 100 anni il debito è cresciuto cinque volte
In questo modo non si va da nessuna parte; abbiamo bisogno di uno Stato meno invadente, che riduca drasticamente la spesa pubblica e la pressione fiscale.
Info Roberto Fronzuti
Fronzuti Roberto, editore e giornalista. Nel 1967 Inizia l’attività giornalistica collaborando con varie testate. Nel 1968 Fonda e tuttora dirige il settimanale d’informazione “L’Eco di Milano e Provincia”. Ha fondato le riviste di settore mensili, “Stampare” e la pubblicazione “F & C Magazine” tradotta anche in inglese e spedita in altri paesi. Dal 1970 al 1980 ricopre incarichi a livello amministrativo nel Comune di San Donato Milanese, nel ruolo di assessore alle Finanze e Commercio. Nel 1992, su nomina del Presidente dell’0rdine dei Giornalisti, entra nel Consiglio di Presidenza dell’Istituto per formazione al Giornalismo Carlo De Martino. Dal 1992-1997, viene eletto nel Consiglio direttivo dell’Associazione Lombarda dei giornalisti. Dal 1997 ad oggi, è Segretario Nazionale della Associazione onlus “Tribunale per la Tutela della Salute”.
Ad oggi, Editorialista del settimanale on-line www.pensalibero.it, dal 1
gennaio 2016 è stato nominato direttore de Il Globulo, la rivista dei Donatori di Sangue dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

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