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In Cina non si canta più l’Internazionale….

di Claudio Bellavita | 20 Agosto 2018

…ma si progetta la nuova Via della Seta, per collegare i paesi più popolosi del mondo (e anche di più antica civiltà e con grandissime risorse naturali). Mentre l’Occidente che finora ha dominato il mondo, non solo non riesce a mettersi d’accordo sul TTIP, ma sta tornando al sovranismo che ha preceduto e seguito la prima guerra mondiale, uno dei nostri periodi peggiori.
Le ex colonie africane dell’Europa e le colonie di fatto degli USA in Sud e Centro America producono ondate di disperati migranti che cercano in tutti i modi e a qualunque costo di entrare nella civiltà dei consumi dell’occidente: che non pensa a vie della seta ma a barriere fisiche, poliziesche e doganali, e si affida sempre più a governanti demagoghi e ignoranti. In questi giorni gli Usa, per quattro soldi di dazi, stanno respingendo il loro storico alleato turco verso alleanze orientali.

Credo che nessuno si ricordi più in quanti pochi decenni il Giappone è passato dal medioevo a una potenza economica e militare in grado di sconfiggere la Russia zarista e poi di mettere a rischio gli stessi USA. Adesso l’ Europa affacciata sul Mediterraneo, che già non riesce a gestire il problema dei migranti, sta per vedersi arrivare addosso due problemi ancora più epocali:

1) le dighe che la Cina sta costruendo in Etiopia per irrigare i terreni che ha comprato per farne la sua principale fattoria, ridurranno di molto il flusso del Nilo in Egitto, il secondo paese africano per popolazione, con un governo militare incapace di tutto, salvo che provvedere di stipendi militari e poliziotti che insieme pare siano più di 3 milioni. Anche l’Egitto, ridotto alla fame, si metterà sui barconi

2)lo sfruttamento degli immensi depositi petroliferi sotto il Mediterraneo orientale, e cioè dalla Turchia all’Egitto passando per Cipro (fuori causa, il primo stato fallito dell’UE) e fronteggiando Siria (quelli che leggono i giornali italiani non han capito perchè si sono fatti tanta guerra), Libano, Israele, Gaza ed Egitto. Chissà quali aggressivi disastri combineranno gli israeliani, che hanno lo stato e l’esercito più efficiente della zona. In mezzo al Mediterraneo, a fronteggiare questi problemi epocali, ci sta l’Italia, che per l’occasione si è dotata di governanti semianalfabeti da fiera di provincia…

Claudio Bellavita

Pubblicato in : Primo pianoTag: cina, europa, giornali, governo, guerra mondiale, mondo, prima guerra, siria, soldi, usa

Info Claudio Bellavita

claudio bellavita, dirigente Stet-telecom in pensione, è anche stato amministratore di banche. Ora si occupa di politica locale (capogruppo pd circoscrizione centro di Torino) e scrive. La sua “tutta la storia del mondo in un pomeriggio” uscita come e-book su Amazon è in testa alla classifica del settore educazione, e verrà adottata dal liceo italiano di Parigi e consigliata come lettura alle matricole di ingegneria gestionale del Politecnico

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Tullio Pascoli

    23 Agosto 2018 alle 23:42

    Io che vivo Iìin America Latina, vorrei sapere quali sarebbero le colonie americane ai quali, mi pare che lei si riferisca…

    Della Cina, sì, sta investendo massicciamente in Africa perché ha capito che la manodopera è più economica che in casa e che ci sono risorse naturale oltremodo interessanti, oltre ad esserci anche un grandinò potenziale mercato. Ossia, fanno l’opposto degli Europei ostinati a distribuire sussidi a 2% della Popolazione europea che si dedica ancora a produzioni agricole che senza i sussidi che 98% degli Europei devono poi coprire, stimolando così l’esodo degli Africani che subiscono una concorrenza sleale.

    Si dimentica in fine che in circa 1 (uno) anno 2.300.000 Venezuelani sono fuggiti dal paradiso del proletariato del cosiddetto Socialismo del XXI Secolo (bolivariano), per non ferire di fame e di malattie perché ormai oltre agli alimenti scarseggiano anche i medicinali destinati agli animali.

    Ebbene, sarebbe utile avvisare i vari Salvini ed i difensori dei socialisti di questo emisfero che dal Venezuela non fuggono verso Cuba, Nicaragua, Ecuador o Bolivia, ma la metà va in Colombia e gli altri si distribuiscono fra Cile, Brasile Argentina, Perù ecc.

    Dunque, il doppio degli esuli rifugiati che hanno invaso l’Europa sono scappati dal regime di Maduro senza che nessuno nell’Europa frignona ne pali…

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