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In Cina già otto ospedali gestiti direttamente dalla AI

Mentre in Italia ci si straccia le vesti su questioni ridicole e si consente questa continua, triste e tragicomica lite fra comari di ballatoio nel mondo, oltre che in geopolitica di cui “giustamente” i nostri non si interessano per consolidata codardia, avvengono fatti così innovativi di cui gli italioti ignorano totalmente e che, fra poco, saranno il presente: le applicazioni quotidiane dell’intelligenza artificiale. Un caso già in funzione riguarda la sfida più ambiziosa della sanità cinese è l’AI Agent Hospital, un ospedale virtuale gestito interamente dall’intelligenza artificiale, già in sperimentazione in ben otto strutture. I pazienti interagiscono con medici virtuali tramite smartphone: inviano sintomi e referti, ricevono diagnosi e terapie senza recarsi fisicamente in ospedale.

di Raffaele Romano | 29 Marzo 2026

Mentre in Italia ci si straccia le vesti su questioni ridicole e si consente questa continua, triste e tragicomica lite fra comari di ballatoio nel mondo, oltre che in geopolitica di cui “giustamente” i nostri non si interessano per consolidata codardia, avvengono fatti così innovativi di cui gli italioti ignorano totalmente e che, fra poco, saranno il presente: le applicazioni quotidiane dell’intelligenza artificiale.

Un caso già in funzione riguarda la sfida più ambiziosa della sanità cinese è l’AI Agent Hospital, un ospedale virtuale gestito interamente dall’intelligenza artificiale, già in sperimentazione in ben otto strutture. I pazienti interagiscono con medici virtuali tramite smartphone: inviano sintomi e referti, ricevono diagnosi e terapie senza recarsi fisicamente in ospedale. Il sistema è stato addestrato con centinaia di migliaia di cartelle cliniche, accede a banche dati mediche e protocolli internazionali e sa leggere Tac e radiografie con precisione perfetta. Secondo il professor Liu Yang, direttore del progetto, finora ben 42 medici virtuali hanno trattato 70.000 pazienti con precisione diagnostica vicina al 100%. L’ospedale virtuale conta 21 reparti, dalla cardiologia alla pediatria e può rispondere alle esigenze dei pazienti 100 volte più velocemente di un reparto reale. Liu Yang sottolinea che l’obiettivo è offrire cure di alta qualità e a basso costo, ridurre il carico sugli ospedali e rispondere alla crescente domanda sanitaria legata all’invecchiamento della popolazione, rappresentando una possibile svolta per la sanità pubblica globale.

La produzione inesauribile di dati ci spinge a costruire infrastrutture cloud sempre più immense ed energivore. Dall’altro, la fragilità dei supporti attuali: dischi rigidi e quant’altro si degradano in meno di un decennio, costringono i server a continui travasi di file e a un raffreddamento ininterrotto. Siamo davvero condannati a consumare oceani di elettricità solo per non perdere la nostra memoria digitale? La risposta è NO! Infatti, per superare i limiti fisici del problema, Microsoft ha pubblicato su Nature i risultati del Project Silica, uno studio che testa un nuovo sistema in grado di incidere quasi cinque terabyte, pari a circa mille miliardi di byte, di dati all’interno di una semplice lastra di vetro.

Sfruttando laser ultraveloci per scolpire le informazioni, il vetro non richiede un solo watt per conservare i file, resiste all’acqua, a 290°C di calore e garantisce la sopravvivenza dei dati per 10.000 anni.

A Miami, in Florida Stati Uniti, è in servizio da tempo un robot che si chiama Judy, serve robotic. È piccolo e molto maneggevole e lavora su quattro ruote per consegne a domicilio agendo da remoto.

A Rudong, non lontano da Shanghai, c’è un grande palazzo in cui non c’è nessuno. Al suo interno si muovono esclusivamente enormi blocchi di cemento da 24 tonnellate in un continuo salire e scendere. Questo palazzo, in realtà è una mega-batteria progettata dall’azienda svizzera Energy Vault che ha come scopo primario quello del metodo del deposito energetico. Questa infrastruttura è stata costruita per risolvere uno dei nodi più critici della transizione ecologica: lo stoccaggio a lunga durata dell’energia elettrica. In altre parole, serve a conservare i picchi produttivi di energia solare ed eolica, garantendo alla rete una riserva pronta all’uso proprio quando il cielo si copre o non c’è vento. Quindi niente litio e nessuna reazione chimica prodotta. Il tutto gestito da un software con intelligenza artificiale. La chiave di volta per lo stoccaggio a lunghissima durata.

A San Francisco in California ci sono, già in funzione, i driverless taxi spesso chiamati anche robotaxi, sono veicoli a guida autonoma utilizzati per il trasporto di passeggeri, operanti senza un conducente umano a bordo. Questi mezzi si prenotano tramite applicazioni dedicate e rappresentano un’altra vera e propria rivoluzione tecnologica nel settore della mobilità urbana. Mentre da noi Gualtieri, sindaco di Roma, Manfredi a Napoli e Sala a Milano tentano, con la forte opposizione dei tassinari, la possibilità di aumentare le licenze di taxi.

Siamo ormai fuori dalla realtà del mondo ma noi, nel frattempo, discutiamo con animo guerriero quelle che Fantozzi, giustamente, definì: cag….pazzesche!

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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