
La Cina ha esortato gli Stati Uniti a “smettere di prepararsi alla guerra” nello spazio, dopo che la US Space Force martedì ha confermato di aver dispiegato per la prima volta delle armi in orbita. I dettagli non sono noti, ma il 14 settembre il braccio delle forze armate Usa, responsabile di tutte le operazioni spaziali, ha annunciato l’impiego di “armi di controllo spaziale in grado di difendere [il paese]… da azioni ostili avversarie”. Da tempo, Pechino e Washington cercano di espandere i propri interessi – e la propria influenza strategica – in orbita. Nel 2024, Washington aveva dichiarato che la Russia stava sviluppando una nuova arma antisatellite lanciabile dallo spazio, anche se il pericolo non era imminente. “Il controllo dello spazio comprende le aree di missione necessarie per contendere e controllare il dominio spaziale, impiegando mezzi cinetici e non cinetici per incidere sulle capacità avversarie”, si legge nella nota, che aggiunge come tali capacità possono essere impiegate sia per scopi offensivi che difensivi”. Secondo la Space Force, la Cina “sviluppa e gestisce capacità spaziali e anti-spaziali nell’ambito di una strategia di modernizzazione militare”. Ad alimentare la temuta militarizzazione contribuisce un vuoto normativo: l’Articolo 4 del trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967 infatti vieta il dispiegamento in orbita soltanto di armi di distruzione di massa e armi nucleari, lasciando un’ampia zona grigia per tutte le altre categorie.
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