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In cattedra, l’enologo batte il pedagogo?

Quando si dice di un istruito è scemo o è matto, bisogna capire se aveva un cervello capace di “digerire” cultura, oppure se è stato danneggiato insaccandolo di saperi demenziali come tutte le ideologie politiche che possono indurre in un individuo immaturo delirio di onnipotenza o aggressività, fino a spingerlo a premeditare un omicidio. Come l’americano Cole Thomas Allen, ingegnere meccanico col cervello sbiellato, che ha pensato di poter ammazzare Trump; ma come un topo ha mangiato il formaggio ed è rimasto nella tagliola.

di Franco Luceri | 2 Maggio 2026
L’americano Cole Thomas Allen, ingegnere meccanico, che ha tentato di uccidere il presidente Trump

Forse il professore dovrebbe travasare sapere nella testa degli alunni, con la stessa perizia di un enologo che cura la qualità del mosto, ma poi seleziona anche il tipo di contenitore in cui alloggiarlo, per evitare che invece di vino o spumante di qualità, il contenitore sbagliato restituisca aceto marcio.

Perché se il sapere finisce imbottigliato in cervelli non idonei a valorizzarlo, la possibilità che sviluppi vero progresso: intelligenza, civiltà, utilità sociale è a dir poco remota.

E non è improbabile che il sapere travasato nel cervello sbagliato, finisca per danneggiarlo, accentuandone stupidità o pazzia. Proprio come il mosto imbottigliato in un contenitore sporco o debole, finisce per far saltare il tappo o scoppiare il contenitore.

Quando si dice di un istruito è scemo o è matto, bisogna capire se aveva un cervello capace di “digerire” cultura, oppure se è stato danneggiato insaccandolo di saperi demenziali come tutte le ideologie politiche che possono indurre in un individuo immaturo delirio di onnipotenza o aggressività, fino a spingerlo a premeditare un omicidio.

Come l’americano Cole Thomas Allen, ingegnere meccanico col cervello sbiellato, che ha pensato di poter ammazzare Trump; ma come un topo ha mangiato il formaggio ed è rimasto nella tagliola.

In Italia, lo sfascio del sistema sociale, prima chè alla politica di oggi, è imputabile a quella di 167 anni fa, (legge Casati 1859, che rese obbligatorio un biennio di istruzione. E alle riforme successive che hanno elevato l’obbligo fino all’età di 16 anni. 

Questo ha impedito e continua ad impedire ai  professori,  (ai mancati enologi del sapere), di selezionare i contenitori  cerebrali idonei a convertire il “mosto in vino”, la cultura in vera civiltà e vera ricchezza per il popolo e per lo Stato.

Ecco perché oggi, (grazie all’istruzione, obbligatoria  quasi ovunque a livello planetario) convivono due cose incompatibili: il progresso scientifico arrivato a livelli di perfezione inimmaginabili, e la stupidità o criminalità crescente di troppi addetti ai lavori che ingrassano danneggiando la collettività e i loro colleghi onesti, capaci e responsabili.

La qualità della cultura va curata; ma serve anche una scelta maniacale, “enologica”, dei “contenitori cerebrali” entro cui travasarla, se vogliamo che sviluppi vera intelligenza socio ed ecocompatibile. 

Oggi nel mondo il sapere garantisce due catastrofi: debito pubblico impagabile e guerre a 360 gradi con tutti i mezzi possibili e immaginabili, nell’illusione di appianare i debiti.

La cultura è l’arma più potente che esiste al mondo, renderla accessibile a chiunque è diventata una istigazione a delinquere, come lasciare armi incustodite e con il colpo in canna in una scuola a disposizione degli alunni.

Con l’istruzione obbligatoria, (travasando saperi a casaccio) si sono fatti per 167 anni, danni incalcolabili; forse è il caso di correggere enologicamente la pedagogia, prima che di questo imbarbarimento sociale precoce e galoppante, (in Italia, in poco più di un anno, per divergenza di opinioni, 133 professori sono stati aggrediti dagli alunni o dai loro familiari) anche la politica perda totalmente il controllo.

Restituite al pedagogo lo stesso potere e la stessa responsabilità che ha l’enologo sull’intera filiera: dalla produzione della “cultura” alla qualità dei “cervelli“.

Chi produce sapere, deve poter scegliere dove imbottigliarlo, se vogliamo che garantisca intelligenza individuale e progresso sociale governabile in pace e prosperità.

Perché per un secolo e mezzo, con l’istruzione obbligatoria imposta politicamente, la scuola ha garantito: progresso scientifico e imbarbarimento sociale galoppante, che come un boomerang torna a colpire la politica, costringendola a tappare i danni finanziari e ambientali a colpi di terrorismo e guerra, per evitare che Stato e Popolo finiscano al default e alla guerra civile.

Non vorrei sbagliarmi, ma temo che serva una sola parola d’ordine: torniamo indietro per andare avanti.

Oggi, anche il premier più potente del mondo, ha lo stesso potere di un autista di TIR a pieno carico, con le gomme lisce, e su strada ghiacciata. 

Trump, Netanyahu e Putin sono gli attuali autisti politici più “potenti-impotenti” che offra il mercato. 

Se provano a salvarsi sterzando a destra, sbandano a sinistra; e se sterzano a sinistra sbandano a destra.

Questa è la massima autonomia di chi oggi “s-governa il mondo” ormai ridotto culturalmente ed economicamente a manicomio criminale, dove tutti per paura di perdere ci improvvisiamo carnefici, ma puntualmente finiamo tutti, (prede e predatori) da povere vittime.

Franco Luceri

Pubblicato in : Blog, Editoriale, Menù Soluzioni

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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