
Docenti aggrediti e insultati, presi di mira dalla rabbia di studenti e genitori scatenata per futilità, da un brutto voto o da un rimprovero. La gravità dei frequenti episodi, che vedono sempre più insegnanti insultati, picchiati, derisi va oltre dei singoli casi, poiché sta diventando un fenomeno sociale, una tendenza alla quale occorre porre un freno.
Risaputo che la scuola, subito dopo la famiglia è la principale agenzia di socializzazione e formazione della personalità degli alunni e il suo compito fondamentale è fornire gli strumenti necessari per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente acquisire un certo grado di responsabilità e autonomia formando alla cittadinanza e al vivere sociale.
Affinché tutto questo sia perseguito è necessario che il percorso scolastico non sia ostacolato da episodi o atti che possano contrastare il compito primario della scuola è impedire di attingere a quanto essa è in grado di dare ai suoi alunni.
Attualmente tale fenomeno vede gli insegnanti avviliti, impediti di svolgere la loro missione sociale ed educativa e ogni autorevolezza della figura professionale dell’insegnante è perduta e con essa il rispetto per la persona.
Di fronte alle ultime vicende di violenza e intimidazione accadute negli ultimi tempi, il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha promosso un’azione decisa. Appare imminente l’approvazione di una legge volta a garantire maggiore sicurezza per presidi e docenti vittime di aggressioni. Il personale scolastico aggredito avrà diritto di essere difeso d’ufficio dall’avvocatura dello Stato, senza dover sostenere spese legali personali.
La legge introduce diverse misure volte a prevenire la violenza e a migliorare la sicurezza all’interno delle scuole. L’emendamento stabilisce che la sentenza condanna per i reati contro il personale scolastico comporti il pagamento di una somma da 500 a 10.000 euro in favore dell’istituzione scolastica di appartenenza della persona offesa, oltre all’eventuale risarcimento dei danni.
In aggiunta alla misure punitiva, la legge prevede percorsi formativi di sensibilizzazione e la costituzione di un Osservatorio nazionale sulla sicurezza del personale scolastico, il cui compito di tale organo è segnalare casi di violenza e proporre iniziative per la prevenzione della violenza a scuola.
Occorre rimettere al centro il rispetto delle regole a partire dalla scuola mediante la cultura del rispetto verso la persona, rilanciando un patto di alleanza educativa tra scuola e famiglia per evitare antagonismi errarti per i giovani.
La decisione del ministro Valditara è motivata dall’esigenza di tutelare la dignità professionale e l’incolumità di docenti e personale, un segnale concreto di tutela verso chi ogni giorno si impegna a educare gli alunni restituendo alla scuola il ruolo che merita.
Dolores Di Mambro

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