Denunciamo alle forze politiche italiane ed europee autenticamente democratiche le condizioni dei lavoratori immigrati extracomunitari in Italia.
I morti nel canale di Sicilia occupano le prime pagine dei giornali. Si sono riscontrate inchieste giornalistiche in cui si evidenzia la riduzione in schiavitù di lavoratori extracomunitari molto spesso vittime della malavita sia italiana che dei paesi di origine che opererebbero addirittura in coordinamento.
Altre inchieste giornalistiche denunciano la scomparsa di cittadini extracomunitari in Italia di cui non si sa più nulla nonchè episodi di violenza che è fatto inaudito per un paese che si dice “civile”.
Quello che è più incomprensibile è che le lavoratrici ed i lavoratori extracomunitari entrati in Italia dopo il 10.09.02 non possono lavorare da regolari.
Essi per il solo fatto di essere entrati in Italia dopo il 10/9/02 sono irregolari, i c.d. “clandestini”, in base alla legge Bossi/Fini, una legge che il centrosinistra continua a mantenere in vita con le sue contraddizioni e le sue ipocrisie.
Ancora oggi un datore di lavoro che ha necessità di assumere personale extracomunitario non può procedere all’assunzione di un extracomunitario che già si trova in Italia e di cui può verificare le capacità lavorative, ma deve ricorrere necessariamente alla c.d. “chiamata diretta” cioè all’assunzione di un lavoratore extracomunitario che si trova nella propria nazione di origine che non conosce.
Poiché, di tutta evidenza, difficilmente un datore di lavoro assume personale senza conoscerne le capacità lavorative, per centinaia di migliaia di extracomunitari dopo il 10.09.02 è stata via obbligata, una volta entrati in Italia con il visto turistico, essere “clandestini” costretti ad ingrossare le file del lavoro “a nero”.
Clandestini dunque non si è per sfida all’Italia o alla legge dell’Italia, ma si diventa per la legge dell’Italia!
Si denuncia che tale riduzione in clandestinità è stata, pertanto, voluta o vi è stata ad oggi una incapacità politica a saperla superare.
Qui ci sarebbe anche da argomentare inoltre che la regolarizzazione è un diritto che nasce nel momento in cui si radica il rapporto di lavoro anche se l’extracomunitario è entrato in Italia con il visto turistico. E’ infatti contrario al dettato Costituzionale ed al diritto Comunitario Europeo – che qui espressamente si invoca – la condizione di un soggetto che ha lo status di “lavoratore” con dei doveri nascenti da un rapporto contrattuale di subordinazione lavorativa regolati dalle norme legislative dello Stato Italiano e gli viene contestualmente negato il diritto nello stesso Stato Italiano inerenti lo stesso rapporto di lavoro tra cui proprio il diritto ad un regolare soggiorno quando “di fatto” esplica la prestazione lavorativa.
I sottoscrittori del presente manifesto, cittadini italiani, evidenziando che i fatti suesposti creano una pessima immagine dell’Italia agli occhi dei lavoratori extracomunitari e delle rispettive famiglie nei Paesi di origine che sono i cittadini di quell’Europa che verrà, di quell’Europa che si sta tanto faticosamente costruendo in altre sedi, consapevoli che l’Italia è Terra di antiche tradizioni di ospitalità e di diritto, ritenendo che sarebbe penoso che i nostri figli – e le generazioni che verranno – andranno a leggere nei libri di storia che, mentre si costruiva l’Europa, si negava in Italia ad onesti lavoratori i diritti più elementari contenuti nella Carta Costituzionale, prima che la vergogna sommerga l’Italia
rivolgono un rispettoso invito
al Presidente della Repubblica a far sentire la Sua voce perché siano rispettati per i cittadini extracomunitari i principi Costituzionali oggi calpestati e alle forze politiche autenticamente democratiche perché si adottino urgentemente tutte le iniziative normative tese a superare l’attuale andazzo.
Avv. Gino Di Maro – Vicepresidente della RONDINE
Per sottoscrivere questo manifesto mandare una e-mail a:
rondine1@katamail.com

“Clandestini dunque non si è per sfida all’Italia o alla legge dell’Italia, ma si diventa per la legge dell’Italia!”
Questo mi sembra veramente clamoroso ,come assunto ! Come a dire che ladri non si è perché si va a togliere proprietà di altri,ma perché la legge che vieta il furto ti considera ladro ! Sta a vedere che il primo miserando appunto (“I morti nel canale di Sicilia occupano le prime pagine dei giornali”) è da intendersi ancora una colpa della legge italiana…….Ma una cosa è certa . Se l’attribuzione di cittadinanza e di pieni diritti è ostacolata da leggi restrittive ed incivili , il carattere di “ lavoratori” è spalmabile su chiunque ,nobilitandolo “ a prescindere” .E’vero,ci sono contraddizioni portate dalle normative,ma i casi sono due : o si nobilita (nella sostaza)i “lavoratori” extra-comunitari presenti ,chiudendo però le frontiere a tutti gli altri ; o si cerca di porre regole. Almeno mi pare .Finche dura la saggezza del detto che esclude la botte piena e la moglie briaca. Ma se non servono regole ,diciamolo . O se le regole debbano essere tali solo per i fessi che le seguono, diciamolo . Ma un discrimine , quale che sia , mi sembra che debba essere l’unico sistema per rispettare se stessi e gli altri. Trovo comunque tendenzioso ed offensivo l’appunto espresso :” una pessima immagine dell’Italia agli occhi dei lavoratori extracomunitari e delle rispettive famiglie nei Paesi di origine”. Se mio figlio non trova lavoro non è un dramma , ma se non lo trova un senegalese (la citazione casuale,per carità), od un africano in genere ,debbo battermi il petto e digiunare non so per quanto. E l’esistenza della malavita non è un male in sé ,ma solo se opprime poveri “onesti lavoratori” immigrati di soppiatto con barconi sovraccarichi. Scusatemi tanto ,il problema (i problemi ) sono cosa seria ,ma l’appello – per come é posto – mi pare sconcertante.
Bisogna agire ,“prima che la vergogna sommerga l’Italia “ : concordo sul riconoscere il problema ,che notoriamente affligge svariati Paesi europei .Ma la vergogna ,od il ridicolo ,lo intravedo più che altro per certi populistici appelli ,fatti tanto di parole e molto meno di soluzioni..
A proposito : a quando un appello “perché siano rispettati per i cittadini ” italiani ( anche se il testo originale dice”extracomunitari”,fornendo buon esempio ,Avvocato,di come sia attribuibile la cittadinanza in modo automatico) ” i principi Costituzionali oggi calpestati e alle forze politiche autenticamente democratiche perché si adottino urgentemente tutte le iniziative normative tese a superare l’attuale andazzo” ? O di questo non si vede il bisogno ?