Immagini che corrono per occhi distratti. Ma qualche fotogramma rimane. Immagine di quel ragazzino al davanzale della finestra di una casa, neanche popolare, ma con affaccio su una finta aiuola tra tendoni e piloni in cementi. Beve a cannuccia un succo di frutta e guarda un mondo sottosera che forse non riesce ad agguantare. Immagine di tre ragazzine che escono dal portone dello stesso palazzo, giovani giovani, e si infilano nella sera bolognese, aspettando un sorriso di un amico o i voti al tabellone della scuola. Non si sa cosa preferiscono, ma ha poca importanza. E’ l’immagine di un’età che non deve chiedere niente, e che in fondo chiede tutto a un mondo che non ha riposte pronte. Ma solo congelate. Immagine della signora del bar che alle nove della sera si vede che è provata dai mille e più caffè che avrà fatto e dalle centinaia di pacchetti di sigarette che avrà venduto: è imperlata di sudore e ha gli occhiali sul naso che scivolano stanchi. Chiede con lo sguardo la comprensione che viene da una vita sempre uguale. Immagini di cartelloni elettorali che sembrano improvvisamente vecchi e smunti a poche ore dai risultati, quando gli scrutini fanno invecchiare anche gli slogan e le facce di candidati che non sono più niente o che sono, pensano, diventati tutto. Immagine di quei trenta giovani, sorridenti e baldanzosi, che a marzo mi dicevano: vogliamo impegnarci per Roverbella Futura e li vedevo convinti e impegnati nel senso civico, quasi da commozione, e che oggi sono il nuovo di Roverbella Presente e Futura, avendo vinto alle comunali e accingendosi a gestire uno dei comuni più interessanti della zona. Immagine di una strada che un anno fa era piena di Suv, in doppia fila, davanti ad un pub-bar-caffè alla moda, e che adesso sembra un pezzo di deserto metropolitano, perché accidenti la crisi ha colpito davvero e quelli che potevano fare aperitivo, a dieci euro, non lo possono più fare e sono sparite anche le tartine dal tavolo e quel prosecco che costava cinque euro adesso viene servito a due tre euro, immagina l’immagine dei commercianti. Immagine davvero controtendenza di un ristorante giapponese dove una barca di sushi sashimi e connessioni varie viene dai 23 ai 39 euro, quando va bene, ed è sempre pieno e arrivano da ogni ora, e si direbbe che chi mangia giapponese non sente la crisi. Ripagato da fettine di tonno rosso veramente superiori. Immagine di cartelli d’affitto e di vendite case e appartamenti che sono sempre stra cari nonostante la crisi, che non calano mai nonostante le fluttuazioni di mercato e di code a sbattere il naso sulle vetrine di immobiliari con prezzi a cifre ancora incomprensibili. Immagini di studenti nella segreteria di facoltà a discutere con il personale sulle tasse e sui tempi della tesi, e delle facce che dicono perché devo pagare un altro anno intero di tasse accademiche se la tesi è prevista ad aprile. Immagini di domande senza risposte plausibili. Immagine di occhialini 3D tutti stesi sul tavolino all’ingresso della sala, per vedere un film d’animazione o di terrore in tridimensionale e aspettarsi le api che ti ronzano dentro le orecchie o una canna di fucile che ti sfiora il naso o la pallottola che ti rasenta la guancia sinistra, e poi uscire dal cinema con un leggero ma insistente mal di testa. Immagine di Simone (nome di fantasia) che aveva 24 anni, che non aveva problemi gravi apparenti, e che una bella brutta sera di primavera inoltrata non ce l’ha più fatta a combattere con la vita e ha pensato di farla finita buttandosi da una finestra della sua università in centro di una città del nord. Dicono che non riusciva più a portare il peso di non passare statistica. Perdonaci Simone se non abbiamo capito in tempo che volevi scendere dal mondo e non ti siamo stati vicini prima che tu pensassi al dopo, che non c’è più. Immagini normali e terribili di vita e di morte del giugno 2009. Nonostante noi.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

Lascia un commento