Talune virtù non sono altro che brutti vizi: il vizio, per esempio, di
appellarsi alle virtù anche quando non le hai. E di questi tempi sono in molti
a decantare virtù antiche e nuove. Valori nobili, impolverati dalla storia,
riaffiorano dai cassetti. Passati sotto il panno umido del detergente,
riprendono luce e vigore. L’onore e l’amicizia per esempio pare siano risaliti
nella classifica dei valori più ambiti da taluni politici. Ma come tutte le
cose, anche i valori e le virtù sono segnate dai tempi. Oggi l’onore è l’
onere che qualcun altro assume nei tuoi confronti. L’amicizia è la gratitudine
nei confronti di chi ti ha favorito. Onore e amicizia vanno a braccetto. Se ti
ho favorito per raggiungere quella posizione mi devi gratitudine. E la
gratitudine si regge sull’onore, ossia sull’onere che assumi nei miei confronti
in virtù del favore che ti ho donato. Dono, virtù, onore, amicizia. Categorie
nobili che, spolverate maldestramente da una cultura dell’affare, tornano a
vivere, anzi a convivere, con una nuova modernità. Secondo una certa visione,
il moderno è tutto quanto accade in questo istante, l’antico è ciò che è
accaduto un istante fa. I valori, nella falsa modernità, non sono altro che
banconote. E le buone azioni sono solo quelle ben quotate in borsa.
Michele Finizio
IL VIZIO E LA VIRTU’
Di questi tempi sono in molti a decantare virtù antiche e nuove. Valori nobili, impolverati dalla storia, riaffiorano dai cassetti. Di Michele Finizio

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