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Il vero significato della visita di Putin in Vaticano

di Angelo Giubileo | 1 Dicembre 2013

La visita fa da sfondo all’idea storica di costruzione di un’Europa politica estesa fino agli Urali.

Pope Francis meets Russia's President Vladimir Putin during a private audience at the VaticanNel corso della settimana, il fatto che ritengo meritasse la maggiore attenzione è stata la visita in Vaticano del presidente russo Vladimir Putin. La visita fa da sfondo all’idea storica di costruzione di un’Europa politica estesa fino agli Urali, idea che sarebbe supportata e quindi incoraggiata da un possibile ingresso dell’Ucraina nell’odierno assetto UE. Istanza questa, che tuttavia oggi a Vilnius – riuniti i 28 capi di Stato e di governo dell’UE – non è stata recepita, per ammissione della stessa Merkel, la quale ha dichiarato: “Non c’è speranza che l’accordo venga firmato questa volta, ma la porta della Ue rimane aperta”. La dichiarazione della Cancelliera tedesca è stata peraltro preceduta da un breve intervento del Premier inglese Cameron, che su twitter ha dichiarato la “(necessità di) fermare gli abusi delle regole sull’immigrazione nella Ue”.

Da più parti, e non senza almeno apparenti buoni motivi, si sostiene che la Guerra fredda tra Stati Uniti e potenze economico-militari dell’ex-Urss non sia davvero finita e che, dopo il crollo dell’ideologia comunista e dell’impero sovietico, essa prosegua con contenuti e forme diversi.

Gli eventi storici che hanno caratterizzato il secolo scorso hanno avuto come scenario l’Europa e sono stati quasi unanimemente interpretati secondo una logica di scontro di forze di potere interne al territorio, provenienti cioè dal territorio. Il territorio di un antico Impero, quello Romano, che nel 476 viene suddiviso in due, Occidente e Oriente, nonostante l’opera di consolidamento tentata da Costantino (274-337) attraverso la promulgazione e la diffusione del cristianesimo, vero e proprio instrumentum regni. Nell’ambito di parte dello stesso territorio, l’Occidente post-imperiale, il successivo scontro culturale sarà alimentato, dopo poco più di un millennio (Lutero, 1517), dalla Riforma protestante e nell’ottica di Max Weber dallo spirito dell’allora nascente capitalismo.

L’Oriente, invece, manteneva sostanzialmente immutato lo spirito bizantino-ortodosso, alimentato, diversamente dall’Occidente, da un’originaria idea di separazione della sfera dominante del potere temporale dell’imperatore da quella del potere spirituale del capo religioso. Nella storia d’Oriente è in pratica mancato un atto costitutivo di tipo unitario, come viceversa appare con la (falsa) donazione di Costantino.

Dopo le tragiche vicende del secolo passato, la vittoria delle truppe alleate guidate dagli Stati Uniti ha significato anche nel nostro continente l’esportazione e l’affermazione di un modello d’impresa, meglio noto come capitalismo, orientato dalle diverse fasi di progresso e diffusione della Tecnica su scala ormai planetaria. Il modello sembra rivelarsi vincente e per il momento senz’altro lo è. In un  recente saggio dal titolo L’aquila e la farfalla, il corrispondente da New York de La Stampa, Maurizio Molinari, sostiene con dovizia di argomenti ed esperienze che “il XXI secolo sarà ancora americano” considerato che “gli Usa si stanno infatti confermando la più brillante e prolifica fucina di innovazione e di idee del pianeta, un laboratorio formidabile in grado di creare ricchezza in ogni ambito”… (Ma c’è di più, ed è qui, su quanto immediatamente dirò, che risiede infatti il punto centrale di questo mio articolo, che vorrebbe far discutere e che prescinde persino dall’affermazione anche futura del modello statunitense) … facendo (anche) a meno della Politica e servendosi (esclusivamente) della Tecnica quale strumento prometeico in grado di oltrepassare ogni limite.

Pubblicato in : Editoriale, Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    2 Dicembre 2013 alle 19:25

    Mi sembra un articolo che fa i conti senza l’oste, e l’oste è che non possiamo sfruttare la gerarchia logica che ci ha generato credendo di appartenere a un’altra gerarchia logica. Il cerchio si chiude, e infatti siamo già affetti da caprofagia camuffata, al di là d’ogni capitalismo o socialismo.

    Rispondi

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