Scoperte
Con la nomina dei Saggi il Presidente ha sancito la fine della Seconda Repubblica. Sarà più difficile per tutti fare i soliti giochetti.

L’ operazione rottamazione dentro il Pd era pertanto diventata una vera e propria mission impossibile, il cui effetto si è fatto sentire ben oltre la casa democratica, tanto da avere indirettamente agevolato il rientro dell’ altro big della politica da Seconda Repubblica, Silvio Berlusconi, e contribuito a rispedire in panchina il giovane Angelino Alfano che già si era messa al braccio la fascia da capitano del Pdl.
Così siamo andati alle elezioni, con la quasi certezza della vittoria del centrosinistra e dell’ esplosione del Movimento 5 Stelle: ebbene, la seconda c’è stata, la prima no. In più, il Cavaliere ha recuperato alla grande ed il risultato finale è stato quello che abbiamo visto e cioè di tre minoranze inconciliabili, incomunicabili, narcisistiche e presuntuose che sembravano sul punto di voler prendere l’ Italia e gettarla nel cestino dell’ immondizia. Il leader minimo Bersani ha giocato al masochismo politico per quasi un mese durante il quale ha incassato senza batter ciglio una serie di vaffa e di epiteti irripetibili, fino alla scena patetica dell’ incontro finale all’ OK Corral coi grillini, trasmesso on streaming a memoria nonché vergogna eterne; Berlusconi ha offerto la mano per un governo di larghe intese e contemporaneamente ha aizzato la piazza a fare un altro ’68, magari un po’ di destra, contro la magistratura; e Grillo ha continuato a fare il suo solito avanspettacolo, cioè a mandarli tutti a quel paese mentre spediva i suoi a protestare contro la Tav, il progresso, la crescita che magari ci fosse almeno un po’, eccetera.
A questo punto, i soliti noti hanno iniziato ad evocare il ritorno alle urne. Ma con lo stesso Porcellum che ci aveva consegnato questa situazione di ingovernabilità, non si capiva perché nuove elezioni avrebbero permesso la formazione di un qualsivoglia governo. C’ erano poi i disfattisti radicali che da sempre teorizzano il “tanto peggio tanto meglio” e persino i nichilisti anarchici che se ne sbattono dello spread e dei mercati, e quindi tifavano per le dimissioni anticipate di Napolitano, augurandosi forse una rapida soluzione della crisi come avvenuto di recente in Vaticano. Ma lo Stato italiano è dai tempi di Cavour ben altra cosa dalla Chiesa, e su questo non ci piove.
A dirimere ‘sta bella matassa, è arrivato finalmente il Presidente Napolitano, ma certo non per dimettersi o per sciogliere le Camere (quest’ultima prerogativa ormai non gli competeva neppure). Ha fatto, invece, quello che probabilmente andava fatto: la cosa giusta, cioè il Presidente più nel senso etimologico della parola che in quello previsto dalla vigente, ma evidentemente tramontata, Costituzione. Innanzitutto ha dato un semplice pre-incarico a chi non era per niente certo di avere una maggioranza e, quando successivamente Bersani gli ha confermato tale assoluta incertezza, l’ha preso per il colletto e l’ ha riposto in soffitta sotto naftalina; ma subito dopo ha tirato fuori dal cilindro un vero coup de theatre, altro che coniglio o colomba pasquale. Volevate la Rivoluzione francese? volevate la Convenzione? vi facevano tanto schifo l’inciucio e le larghe intese? Mai insieme al Pdl, come spergiurava Pierluigi? Mai insieme al Pd e al Pdl come strillava Grillo? Mai più un altro governo dei tecnici come cantavano all’ unisono Berlusconi e Brunetta? Ebbene, l’ ottantasettenne Napolitano li ha, diciamolo pure, sistemati tutti quanti con un semplice discorsetto e un bell’ uovo di cioccolato con relativa sorpresa: gli agitatori pseudomoderati del Pdl se ne stiano buoni e zitti, i grillini seduti in Parlamento e ben allineati, Bersani vada a far le vacanze, il governo Monti avanti tutta ancora un po’, dieci teste pensanti ve le trovo io, fate ‘na bella legge elettorale, un po’ di riforme istituzionali, anche qualche liberalizzazione ci starebbe bene e dopo l’ estate, se sarete pronti, nuove elezioni.
E forse così è veramente nata la Terza Repubblica, quella che aspettavamo da un pezzo: dal cilindro presidenziale di un grande vecchio rottamatore.

Ma che nazione siamo, come pretendiamo che il Mondo ci rispetti se eleggiamo una classe politica che fà di tutto meno no che pensare al proprio popolo. Non ho aggettivi per dimostrare la delusione che sento intorno a me, cerco di consolare e aiutare, ma chi lo dovrebbe fare per delega del popolo non fà altro che mettere tasse per pagare i loro sguatteri venduti con 15 anni 6 mesi e 1 giorno.
Spero che al Grande Vecchio venga chiesto un secondo mandato, magari a tempo, per assistere quest’Italia altrimenti in balia di rissosita, di rancori e troppo lontana dai cittadini. Il Presidente Napolitano è l’unico sinora ad aver dimostrato serietà e concretezza. Se mi è unico concesso, lo ringrazierei anche per quel po’ di sicurezza che riesce a trasmettere.