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Il vero nome dell’Europa

quando oggi sentiamo parlare dell’ipotesi di una nuova Unione europea fondata sul principio della decisione politica a maggioranza, ci assale un dubbio sul criterio della decisione politica a maggioranza

di Angelo Giubileo | 19 Dicembre 2023
Влада на РСМ, PDM-owner, da Wikimedia Commons

Ho ascoltato il Primo Ministro albanese Edi Rama sabato alla manifestazione di Atreju. Ha parlato in italiano e risposto alle domande, spesso provocatorie dei due intervistatori, in modo chiaro e netto.
In particolare, mi ha colpito l’argomento che Rama ha usato riguardo alla posizione dell’Albania in ottica europea. Egli ha infatti posto l’accento sul fatto che “l’Albania è in Europa, anche se non è (ancora) parte dell’Unione europea”. Il Primo Ministro ha cioè sottolineato l’importanza, che direi fondamentale, del criterio geopolitico. Criterio che, in Europa, negli ultimi trent’anni è stato soggiogato all’implementazione e sviluppo di un pensiero essenzialmente tecnologico e globalista. Per intenderci, negli ultimi trent’anni, la pratica burocratica dell’Unione europea è stata mossa dall’impulso di creare un’ampia condivisione tecnologica tra popoli di diversi territori e culture al fine di realizzare una corrispondente e sempre più ampia area mercatale.
Ma, com’è oggi del tutto evidente, l’esperimento è fallito! 

Ed è fallito, perché il criterio geopolitico, che identifica territori e rispettive culture, ha finito, direi come di solito è accaduto, per prevalere. Ciò che la guerra russo-ucraina testimonia in via prioritaria.
E allora, quando oggi sentiamo parlare dell’ipotesi di una nuova Unione europea fondata sul principio della decisione politica a maggioranza, ci assale invece un dubbio. Direi, però, quasi scontato. E cioè che il criterio della decisione politica a maggioranza – “democratico” quanto si vuole, ma per l’appunto mai garante del bene comune (Churchill docet) – possa applicarsi soltanto a una comunità territoriale che condivida al proprio interno una propria cultura.
E quindi qualcosa di assai diverso da ciò che costituisce attualmente l’area mercatale dell’Unione europea, al cui interno le diverse culture dei diversi Paesi membri hanno infatti mostrato un livello di coesione senz’altro minore rispetto al livello di coesione raggiunto storicamente da una comune cultura geopolitica europea. 

Per fare un esempio: l’Albania non è la Turchia, né la Georgia, né l’Ucraina, etc. E questo perché i confini territoriali e quindi culturali dell’Albania sono interamente, per intero, tutti in Europa.
Ma gli antichi sapevano benissimo tutto questo: Zeus, il toro bianco, riuscì a ottenere l’amore di Europa soltanto dopo che l’una in groppa all’altro sbarcarono sull’isola o terra, che – come ha detto bene Edi Rama – ancora porta il suo nome.

Angelo Giubileo 

Pubblicato in : Editoriale, MetamorfosiTag: anni, europa, importanza, manifestazione, sviluppo, unione europea

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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