• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

«Il vaccino? Diventi obbligatorio per chi lavora nelle Rsa»

Foto di torstensimon da Pixabay
Per molte ragioni la somministrazione del vaccino anti Covid-19 non consente di abbassare la guardia nelle strutture che ospitano soggetti fragili. Al contempo, mentre un vuoto normativo legittima il rifiuto di vaccinarsi, in Toscana i gestori delle Rsa non possono, per ragioni di privacy, chiedere agli operatori se si sono vaccinati o meno. Un problema già sollevato da Nicola Cariglia, presidente della Fondazione Turati, in un’intervista comparsa su La Nazione di Firenze lo scorso 17 gennaio.

di Redazione Pensalibero.it | 14 Febbraio 2021

Stanno destando attenzione nell’opinione pubblica i casi di nuovi focolai di Covid-19 in Rsa dove è stato già completato il ciclo della doppia vaccinazione. Il problema deriva da una doppia circostanza: un possibile 5% di popolazione che, secondo le statistiche e gli studi effettuati, non reagisce al vaccino, che infatti non viene dato con la copertura assicurata del 100%, e il fatto che anche una persona vaccinata può essere infettata dal virus senza per questo, grazie al vaccino, sviluppare la malattia. Questi soggetti, una volta contagiati, presenterebbero così una bassa carica virale per un lasso di tempo ristretto.

Per questa ragione la somministrazione del vaccino non può far abbassare il livello di guardia nelle strutture dove sono ricoverate persone fragili. Restano però irrisolte, soprattutto alla luce di queste considerazioni, le problematiche collegate alla decisione di chi, lavorando in Rsa, Rsd e strutture sanitarie, rifiuta di vaccinarsi.

È un tema che ha molteplici riflessi sul quale si registra un vuoto normativo che sulla base del secondo comma dell’art. 32 della Costituzione, «Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge», legittima il rifiuto di vaccinarsi. E questo nonostante nell’ordinamento vi sia una legge che obbliga alla vaccinazione il dipendente di un’azienda nei cui processi produttivi sia presente un agente patogeno che possa infettare le persone. La tesi, prevalente in dottrina, è che quell’obbligo di vaccinazione esiste per un virus che è “interno” al luogo di lavoro mentre il Covid è “esterno”.

L’analisi solo giuridica del problema non esaurisce però la questione perché per un’azienda che eroga prestazioni sanitarie il rifiuto di un dipendente di vaccinarsi, in presenza di una pandemia, ha molte altre implicazioni che impattano sui diritti degli altri dipendenti, dei pazienti e sul dovere dell’imprenditore di erogare le prestazioni sanitarie secondo i canoni stabiliti dall’Autorità sanitaria pubblica oltre che dell’appropriatezza. Il dipendente non vaccinato può infettare pazienti e dipendenti vaccinati che, anche se per effetto del vaccino risultano a bassa carica virale, devono comunque, per precauzione, essere tenuti isolati lasciandoli a casa. Questo può influire sulla possibilità dell’azienda di erogare nella maniera dovuta le prestazioni a cui è tenuta, anche perché in momenti di pandemia, come l’attuale, non è possibile reperire personale sanitario sostitutivo.

Il diritto di un singolo di scegliere di non vaccinarsi confligge quindi con il diritto alla salute degli altri, dipendenti e pazienti, e può impedire all’imprenditore sanitario di erogare nella maniera dovuta le prestazioni a cui tenuto.

È per tutte queste ragioni che si rende urgente un provvedimento di legge per rendere obbligatorio il vaccino almeno per tutte le persone che operano in ambito sanitario. Il tema, a gennaio scorso, era stato già sollevato dal presidente della Fondazione Turati, Nicola Cariglia, nell’intervista a Lisa Ciardi de “La Nazione” che riportiamo.

Intervista a Nicola Cariglia presidente della Fondazione Turati (di Lisa Ciardi, dal quotidiano La Nazione – Firenze del 17 gennaio 2021)

FIRENZE – «Gli operatori delle Rsa scelgo­no di non vaccinarsi? Per le strutture è impossibile anche so­lo accertarlo». A denunciare il problema è Nicola Cariglia, pre­sidente della Fondazione Filip­po Turati Onlus, realtà naziona­le che gestisce diverse strutture anche in Toscana. «Va detto, pri­ma di tutto, che la situazione delle Rsa nella seconda ondata pandemica è stata e rimane mol­to più grave rispetto alla prima – spiega-. Abbiamo avuto più an­ziani infettati e conseguenze peggiori. Perché? Da quello che siamo riusciti a capire, il conta­gio nelle Rsa arriva da chi si spo­sta fra dentro e fuori ovvero dagli operatori. Non c’è alcuna negligenza: chi ha una vita sociale e si muove è più esposto a contatti e quindi a contagi. In que­sto contesto è chiaro che pro­teggere gli operatori è essenzia­le – continua Cariglia – e lo abbiamo sempre fatto con tutti gli strumenti disponibili e, peral­tro, obbligatori: mascherine e tutti gli altri Dpi. Peccato che, al momento, non lo sia il vaccino, l’arma principale a nostra dispo­sizione. Sembra paradossale ep­pure è così: non potremmo cer­to far lavorare qualcuno in Rsa senza mascherina ma non abbia­mo  strumenti  di  controllo sulla vaccinazione anti Covid. Non possiamo neppure chiedere agli operatori se l’abbiano fatta o meno».

Un problema collegato al siste­ma prenotazioni. «In altre regio­ni – continua Cariglia – le vacci­nazioni al personale passano at­traverso le strutture: sono le stesse Rsa a coordinare le pre­notazioni,  avendo  il controllo della  situazione. In Toscana invece i dipendenti devono preno­tare autonomamente e, per le regole della privacy, noi non possiamo poi chiedere informazioni in merito. Servirebbe una presa di posizione chiara: chi non si vaccina non deve  poter lavorare nelle Rsa e nelle struttu­re sanitarie a contatto con i pa­zienti e gli ospiti.  D’altronde cos’è più importante? Il diritto all’obiezione del lavoratore o la salute delle persone assistite?».

La questione vaccini non è co­munque l’unico problema per i gestori di Rsa. «Abbiamo avuto rincari enormi – conclude Cari­glia – uno su tutti quello delle polizze assicurative. E stiamo af­frontando una grave carenza di infermieri, Oss e altri operatori, che sono stati assorbiti dal pub­blico. Ci stiamo rivolgendo all’estero e abbiamo dovuto per­sino presentare un ricorso al Tar (vincendolo) perché ci avevano bloccato l’assunzione di alcuni infermieri dall’Albania».

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: considerazioni, costituzione, disposizione, firenze, fondazione turati, intervista, la nazione, lavoro, luogo di lavoro, merito, nazione, persone, rsa, tar, toscana

Info Redazione Pensalibero.it

Redazione della testata

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti