La stagione lirica del Teatro del Maggio, dopo il successo del Fernand Cortez di Spontini, prosegue con una messinscena di grande interesse per gli appassionati del melodramma, ossia il celebre “Trittico” di Giacomo Puccini (venerdì 15 novembre ore 20, repliche il 17, il 20 e il 23), comprendente Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi, opere che in verità non vengono rappresentate così di frequente nella stessa serata; infatti, sebbene i tre lavori fossero stati composti per essere un atto unico, al giorno d’oggi vengono spesso separati per essere affiancati ad altre opere dalla tematica similare o messi in scena singolarmente.
Rappresentate in prima assoluta il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York con esito sostanzialmente positivo, le tre opere proposte al Maggio costituiscono un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca e il Teatro Lirico di Cagliari; sul podio il direttore Valerio Galli, mentre la regia è affidata a Denis Krief, grande regista di formazione cosmopolita, che nella sua lunga carriera ha firmato sempre spettacoli di notevole originalità.
Al Teatro del Maggio soltanto tre volte (nel ’56, nell’83 e nell’88) il “Trittico” di Puccini è stato eseguito intergralmente, aspetto che induce a qualche riflessione il direttore Valerio Galli: «Sono tre opere molto complesse e diverse fra di loro, per cui ritengo che sia una vera fortuna poterle realizzare tutte insieme; infatti il cast complessivo comprende oltre 40 interpreti e dunque dobbiamo ringraziare i 13 cantanti dell’Accademia del Maggio, cui si uniscono numerosi coristi, altrimenti i costi sarebbero stati troppo elevati».
Da ricordare che Suor Angelica fu messa in scena due anni fa a Cagliari, mentre a Lucca lo scorso anno si aggiunse ad essa Gianni Schicchi e finalmente adesso a Firenze, con Il tabarro, il “Trittico” approda nella sua completezza al Teatro del Maggio.
« Malgrado si tratti di tre opere slegate fra di loro» afferma il regista Krief «vi sono alcuni punti di incontro: tutte quante contano tre morti, tre cadaveri. Per quanto riguarda il lavoro registico, io penso che ci si debba attenere a ciò che esprime l’autore nella partitura. Nel complesso con Puccini mi trovo molto bene, forse perché mi piace la sua modernità. Lui è un compositore della sua epoca, eppure quando sento la musica di Gianni Schicchi non riesco a non pensare a Nino Rota e quindi a registi come Fellini, Monicelli e Rosi; in qualche modo Puccini anticipa il Neorealismo e la commedia all’italiana, per cui si potrebbe affermare che il Trittico è una vera bandiera italiana». Interessanti alcune considerazioni più strettamente musicali del direttore Galli: «In particolare mi piace sottolineare una certa ‘semplicità’ di scrittura musicale di Suor Angelica, che sostanzialmente si basa su alcuni accordi essenziali, mentre ritengo che Il tabarro sia un’opera più moderna, soprattutto da un punto di vista timbrico (si pensi alla costante presenza dell’elemento dell’acqua, espresso dai pizzicati dei contrabbassi). La scrittura di Gianni Schicchi, infine, è a mio avviso quella più difficile».
Per quanto riguarda il cast dei cantanti, citiamo Franco Vassallo (Michele nel Tabarro) e Angelo Villari (Luigi nel Tabarro), Anna Maria Chiuri e Maria José Siri (entrambe impegnate in tre ruoli diversi nelle tre opere) e Bruno de Simone (Gianni Schicchi nell’omonima opera).
Si ricorda, infine, che il Trittico pucciniano sarà dedicato al grande baritono Rolando Panerai, recentemente scomparso all’età di 95 anni. La prima rappresentazione di venerdì 15 sarà trasmessa su Rai Radio3.
Per informazioni e acquisto biglietti, www.maggiofiorentino.com
Luca Summer

Lascia un commento