Tema profondamente radicato nella nostra quotidianità, purtroppo, quello della violenza sulle donne . Qui c’è poco da ironizzare. Non passa giorno senza un femminicidio o uno stupro nel nostro Belpaese. Ma anche altrove. Siamo convinti che più se ne parla peggio è, ma è anche difficile trovare la giusta misura. Quanto e come affrontarlo non è facile a dirsi. Purtroppo ci sono tanti mitomani in giro, tanti maschi fragili che pian piano si sentono quasi autorizzati a violentare le donne, compagne o sconosciute. Della serie mal comune…. No non vorremmo davvero cadere nella trappola dell’ironia che di norma ci è congeniale. La serietà e la drammatica realtà di fatti eventi tragedie quotidiane non ce lo consentono.
Tutto quanto sopra premesso, ci sovviene un incontro istituzionale non recentissimo ma di inizio estate, sul tema che ha visto protagoniste tre donne delle nostre principali istituzioni, esemplari di tre fasce d’età una giovane, una meno giovane e una, come si suol dire quando una signora ha passato la cinquantina, non più giovanissima. Accompagnate da un offuscato sbiadito e quasi ectoplasmatico ministro dell’interno. Ah sì, Angelino.
Tutte e tre accomunate dal neologismo, che di questo si tratta, attraverso il quale si vuole generizzare a tutti i costi i propri titoli e ruoli istituzionali..
Dopo le battaglie ormai secolari anche violente e talvolta cruente di suffragette e femministe, anzichè sottolineare e rafforzare parità e pari opportunità, tanto e giustamente agognate e, perchè no, la complicità fra sole e luna e raccogliere ciò che accomuna anzichè ciò che divide, fanno di tutto per distinguersi dal maschio. Un paradossale e grottesco divario che fa venire in mente il bagno dei maschi e quello delle femmine. Che pensavamo superato in tempi così emancipati. Almeno speravamo . Allora l’autista sarà l’autisto??
Che poi questa scena sia bellissima è un’altra cosa, con la Virgin , la Mariele e la Presidenta per antonomasia, che non si stanno minimamente simpatiche, rinchiuse dentro un camper con.. Alfano! Bellissimo quadretto di alto rango, da scompisciarsi.
«Il mio ringraziamento per questa iniziativa va alla polizia. Da parte della città ci sarà la massima attenzione sul tema, con gli sportelli e tutte le strutture necessarie. Importante sarà la fase successiva e il ‘follow up’ per chi subisce violenze. Bisognerà trovare luoghi dove queste donne potranno andare ad abitare. Fondamentale sarà anche l’attività di prevenzione nelle scuole, con il contrasto a fenomeni come il bullismo. E noi ci impegneremo in questo. È importante far capire ai bambini che non è un gioco quello che a volte può essere concepito come tale». Così il sindaco di Roma Virginia Raggi durante l’iniziativa promossa dal Viminale e della Polizia di Stato contro la violenza sulle donne. Mentre si incamminava verso il Vaticano dove l’attendeva Papa Francesco. Ottima iniziativa, come da manuale. Non ha osato non presentari nè farlo attendere, la signora, nonostante abbia anche quella pessima abitudine. Ma qualcuno, un giornalista dispettoso e birichino, ha chiesto al primo cittadino dell’Urbe, insomma alla Virgin, un commento alla frase pronunciata dal suo guru Beppe :
” Cosa ci fareste voi in macchina con la Boldrini?”
Non le forniamo alcuno specchio su cui arrampicarsi.
“…Questo non è amore” è l’iniziativa promossa dalla Polizia di Stato contro il femminicidio e i maltrattamenti in famiglia. Il progetto è rivolto a chi ha paura di entrare in un ufficio di polizia per sporgere denuncia. E prevede un contatto diretto tra le donne e una équipe di operatori specializzati. La presidente della Camera Laura Boldrini, la ministra alle Riforme Maria Elena Boschi e la sindaca di Roma Virginia Raggi, accompagnate dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, hanno fatto visita al camper anti-violenza della polizia che fa parte del progetto.
In extremis si fa strada sgomitando per aggiungersi al gruppetto il ministro della salute che ci ha scassato con il suo fertilityday et similia.
Per poi fare outing ammettendo che la campagna era brutta. Cambiamola, aggiunge con un sorrisino ebete. Ah ecco. E a spese di chi. Ma lei dov’era quando la elaboravano? E poi, qualcuno l’ha vista l’errata corrige? Obbrobriosa. Per riprendersi ha avuto un guizzo e ha postato ovunque due foto che se non sono state prese da scientology, come si vocifera, poco ci manca. Da una parte biondi ariani puliti e tersi, dall’altra brutti neri e ricciolini. Il bene e il male. Salvo poi a dire che la scelta è stata dei suoi giannizzeri. Nata vota..Ma lei ci fa o ci è ?
Queste signore, di tutti gli schieramenti, ci hanno messo decenni per arrivare agli alti gradi. Per far fare al genere queste figure?
Note a margine
Dieci milioni , no, non di lire, poi diventati 35, non si sa come. Insomma un gruzzoletto buttato al vento. Ma senza responsabilità personale. E poi che sarà mai qualche eurino in fumo…
No, perchè la candidatura c’era già su richiesta di Roma, del Comune, appunto, e ovviamente dei romani. Ma di un altro sindaco, certo Ignazio, Marino per gli amici, nel settembre 2015, in accordo con CONI. Ma Roma era e Roma è.
Ma la Virgin, sindaco neoeletto e eterodiretto, non l’ha capito. Evidentemente, nonostante la sua laurea in giurisprudenza. Giurin giurello, prudenza poca.
Perchè dunque non aprire una terza via.. quella della conciliazione . Perchè in politica appare impossibile, anche quando un evento è trasversale, nè di destra nè di sinistra.
Perchè lo sport paraolimpionico preferito è la boxe.
Non darla vinta ai palazzinari, no alle olimpiadi del mattone, sarebbe da irresponsabili questo il succo delle motivazioni. Ma noi pensiamo , voce fuori dal coro ma tanto non ci sente nessuno, e senza averne degna cognizione , che sarebbe stata un’occasione, se gestita bene, con competenza e onestàonestà, anche per risolvere i tanti atavici problemi della città, quelli quotidiani e contingenti. Anche se ci si indebita per uscire dal guado e dal guano. Bisogna aver coraggio e intraprendere. E non avere troppa paura del baubau.
Crediamo dunque che sarebbe stato possibile e opportuno percorrere le due strade.. a lungo e a breve e ordinario termine. Che spesso si incontrano e l’una non esclude l’altra.
Certo occorrono risorse a babbo morto, competenza e coraggio . Che evidentemente sono carenti.
Carla Ceretelli

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