• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

IL TESORO DIMENTICATO

Quanti miliardi di euro potremmo incamerare da un’accorta politica di tutele e promozioni delle nostre culture? Imparando dagli altri paesi, quanto incremento potremmo portare al nostro turismo? Basterebbe ricordare come, a fronte dei 104 milioni di euro raccolti in un anno da tutti i musei italiani, il solo Louvre ne raccolga 800. di Andrea Viero

di Andrea Viero | 24 Agosto 2011

Ogni nazione, ogni regione della terra, vive e cerca di prosperare sulle sue ricchezze naturali. Tali materie prime o le vende direttamente, oppure le trasforma e le vende come prodotto finito. Uniche eccezioni sono i territori poveri ai quali imprese colonialiste straniere sottraggono risorse a loro unico vantaggio (per lasciare in cambio soltanto un po’ di quella che “noi” chiamiamo civilizzazione).
L’italia potrebbe essere oggi una delle nazioni più ricche della terra. Certamente più ricca della tanto decantata Germania. Basterebbe che l’Italia si domandasse (agendo di conseguenza) qual è la sua materia prima, la sua risorsa naturale più desiderata dal resto del mondo.
Il nostro tesoro nascosto si chiama CULTURA.
Sul Corriere fiorentino (allegato al Corriere della sera del 17 agosto 2011, alla pag.5) si legge un bell’articolo di Claudio Giunta sull’eterna precarietà dell’Accademia della Crusca. Precarietà che, secondo il Decreto del Governo, verrebbe perduta da questa come da altre prestigiose istituzioni in quanto destinata a scomparire a causa del numero, inferiore a 70, dei propri dipendenti.
Non è sempre facile definire un concetto con poche, semplici ed efficaci parole, come è riuscito a fare Giunta: “Le istituzioni culturali sono come le fondamenta di un palazzo, non si vedono”. Aggiungerei, sommessamente, che non si vedono fino a quando cominciano a cedere!….. E in Italia tali fondamenta hanno cominciato a cedere già da molti lustri.
Per dare un’idea di quanto affermato in epigrafe, basterebbe ricordare come, a fronte dei 104 milioni di euro raccolti in un anno da tutti i musei italiani, il solo Louvre ne raccolga 800 (notizia ascoltata su Rai Storia del 16.08 u.s., ore 11,30-12,30). Ma, anche non credendo a Rai Storia, basterebbe guardare come gli americani, che non possiedono “nulla” se confrontato con il nostro patrimonio culturale, riescono a far fruttare le loro istituzioni culturali, a cominciare dai musei: sono vere e proprie macchine da soldi.
Perché all’estero si e da noi no?!…..
Nel rincorrere lo sviluppo economico, scimmiottando quello dei più forti paesi occidentali, abbiamo chiuso gli occhi sulla nostra unica e grande ricchezza. Oggi più che mai lasciamo deperire i nostri monumenti, i nostri siti archeologici, la nostra lingua e letteratura, la nostra musica, la nostra lirica mentre le nostre opere d’arte scultorea e pittorica ammuffiscono in musei inadeguati, poco sorvegliati e valorizzati, senza i soldi sufficienti per i loro necessari restauri.
Ecco da dove dobbiamo ricominciare! Quanti miliardi di euro potremmo incamerare da un’accorta politica di tutele e promozioni delle nostre culture? Imparando dagli altri paesi, quanto incremento potremmo portare al nostro turismo? Considerando che deteniamo il 60% delle opere d’arte del mondo occidentale, che il maggiore poeta è nostro come il Rinascimento, che il melodramma è nato da noi e che il resto del mondo celebra l’Italia ogni qual volta ci rappresenta nei teatri, cosa ci vorrebbe a trasformare questa ricchezza culturale in ricchezza materiale? Forse ci mancano i bravi manager?
Purtroppo in Italia si premia la mediocrità perché i nostri meccanismi politici e rappresentanti partitici, non sono rivolti al bene della nazione ma solo a quello proprio; sono perversi e autoreferenziali, unicamente finalizzati al perpetuare le poltrone conquistate immeritatamente e indegnamente. Quando qualche funzionario capace si affaccia sulla scena viene subito avviluppato dalla miscela vischiosa che si chiama burocrazia, invidia, rivalità, mediocrità, settarismo, autodifesa, calunnia, etc. etc. etc.
I rimedi? Premesso che il pesce inizia sempre a puzzare dalla testa, va detto che solo i bravi comandanti riescono a ottenere buoni risultati sul campo (già in un precedente intervento ho richiamato l’efficienza e la capacità di produrre ricchezza dei Musei Vaticani) e, quindi, ciò che dovrebbe essere fatto lo sappiamo tutti. Iniziando dai vertici, fare piazza pulita dell’apparato direttivo esistente e nominare persone scelte per concorso (non truccato come invece avviene per tutti i concorsi pubblici italiani) o per chiamata diretta. Queste persone, con lo stesso metodo precedente, rinnovano tutta la parte restante della piramide, sulla base di un progetto di sviluppo e indicando precisi obiettivi. Tale piano, presentato al Parlamento e da questo approvato per cinque anni, viene verificato in itinere e alla sua scadenza: o gli obiettivi sono stati raggiunti o si cambia: avanti un altro. Chi ha vinto il posto per concorso resta in servizio, chi è stato chiamato direttamente se ne va, se non è confermato dalla nuova gestione.
Questa cura, in paesi dove l’efficienza è un valore, non sembrerebbe così utopistica come, invece, appare subito in Italia! Ma, come ho già detto in altre occasioni, o ci scuotiamo dal torpore, cominciando a entrare in quest’ottica, oppure il nostro destino è già segnato. Cosa aspettiamo?… Un altro Napoleone?!

Andrea Viero

Pubblicato in : Primo piano

Info Andrea Viero

Andrea Viero ha esercitato la libera professione fin dagli anni settanta come architetto (realizzando, fra l’altro, opere per il Comune di Firenze), arredatore e designer. Nel corso degli anni ha partecipato a vari concorsi di architettura e design pubblicando alcuni articoli e commenti di carattere professionale. Successivamente si è dedicato all’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte nei licei scientifici e linguistici di Firenze e provincia. E’ autore fra l’altro, con l’arch. Pierluigi Costa, della parte storico-urbanistica (Considerazioni sulla Firenze degli anni risorgimentali) in “Firenze, percorsi risorgimentali”, di Adalberto Scarlino e Silvestra Bietoletti, Lucio Pugliese editore, seconda edizione 2010. E’ scomparso nel 2012.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti