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IL TEMA DELL’AMORE PERDUTO IN TRE CANZONI

Il tema dell’amore perduto è ricorrente nelle canzoni. Ho scelto tre canzoni, ‘Stupido hotel’ di Vasco Rossi, ‘La canzone dell’amor perduto’ di Fabrizio De André e ‘Insieme a te non ci sto più’ cantata inizialmente da Caterina Caselli e, più recentemente da Ornella Vanoni e Franco Battiato. Tutte e tre trattano, con diverse sfumature, lo stesso argomento e, con parole ispirate, suggeriscono e alimentano la riflessione

di Rosita Bimbi | 28 Settembre 2009

Il tema dell’amore perduto è ricorrente nelle canzoni.
Ho scelto tre canzoni, ‘Stupido hotel’ di Vasco Rossi, ‘La canzone dell’amor perduto’ di Fabrizio De André e ‘Insieme a te non ci sto più’ cantata inizialmente da Caterina Caselli e, più recentemente da Ornella Vanoni e Franco Battiato. Tutte e tre trattano, con diverse sfumature, lo stesso argomento e, con parole ispirate, suggeriscono e alimentano la riflessione.

1). L’amore perduto in uno ‘Stupido hotel’

C’è una canzone di Vasco Rossi, ‘Stupido hotel’, che dice: ‘Ora che sono qui, in questo stupido, stupido hotel, e tu non sei qui con me, tutto mi sembra inutile, tutto mi sembra com’è. Farmi la barba o uccidere, che differenza c’è…’.
Una delle conseguenze terribili dell’amore perduto, dell’amore svilito, tradito o deluso, è l’oscuro, desolante senso di inutilità che pervade ogni dettaglio dell’esistenza.
Se il dolore non si trasforma in un’esperienza di maturazione e di crescita, può inaridire, rendere sterili, duri e indifferenti verso gli altri e verso se stessi.
Il senso di inutilità, allora, non si rivela come visione distorta del mondo in conseguenza di un dolore intenso, ma, semplicemente, per quello che è: il significato intrinseco di tutte le cose.
Tutto sembra inutile, perché in realtà lo è. L’amore era il senso di tutte le cose; in assenza di quell’amore, l’esistenza stessa perde il suo significato.
E, nel ‘vuoto pneumatico’ di un amore perduto, l’inutilità diventa nichilismo. Se tutto ha perso il suo significato, se rimane solo, perdurante, l’intima sensazione di un annientamento che segue il ritmo di uno stillicidio, allora anche la Vita e la Morte non sono altro che parole sterili e insensate.
In questa condizione, ‘farsi la barba o uccidere’, non sono azioni che si differenziano per le loro implicazioni morali o emozionali, ma sono il riflesso della stessa indifferente noncuranza verso la vita e tutte le sue storie.

2). L’amore perduto come un fiore sfiorito

Una canzone di Fabrizio De André, ‘La canzone dell’amor perduto’, parla di un amore che si è perduto nel corso del tempo, smarrito nel susseguirsi degli anni, finito con la passione che si è trasformata in abitudine.
L’amore come un fiore sfiorito, che ha perso l’intensità del suo profumo, la brillantezza dei suoi colori, la giovinezza limpida e appassionata di quando era ancora un bocciolo.
‘Ricordi, sbocciavan le rose, tra le nostre parole… “Non ci lasceremo mai, mai, mai e poi mai…”…Ma come fan presto, amore, ad appassire le rose, così per noi, l’amore che strappa i capelli è perduto, ormai, non resta che qualche svogliata carezza, e un po’ di tenerezza…’.
E’ perduto. L’amore appassionato, vivo e vitale, l’amore che infiamma il cuore, che impedisce di pensare, che riempie ogni strato dell’esistenza del profumo, dei gesti, dell’immagine di lei, è un ricordo sfocato ed evanescente.
La passione si è stemperata in tenerezza: l’amore di due amanti si è smarrito senza che ci sia possibilità che si ritrovi.
Ma l’amore è nell’aria, come essenza vitale che permea ogni cosa di sé; all’amore occorre solo lasciarsi andare, concedersi, perché l’amore torni a sorprenderci.
‘E sarà la prima che incontri per strada che coprirai d’oro per un bacio mai dato, per un amore nuovo…’.
Un nuovo amore è pronto a fiorire, a riempire la vita di profumi, colori, essenze e passione.
Un nuovo amore, vivo, vitale, luminoso e appassionato, risorto sulle macerie di un altro amore, un amore perduto.

3). L’amore perduto come le nuvole che sono già più in là…

‘Insieme a te non ci sto più, guardo le nuvole laggiù…Cercavo in te la tenerezza che non ho, la comprensione che non so trovare in questo mondo inutile…Quella persona non sei più, quella persona non sei tu…Finisce qua, chi se ne va che male fa…’

In una canzone, ‘Insieme a te non ci sto più’, cantata prima da Caterina Caselli, poi, in anni più recenti, da Ornella Vanoni e Franco Battiato, l’amore perduto è un amore è il riflesso di un percorso di cambiamento, di una trasformazione che ha condotto lei lontano da lui o viceversa.
L’uomo in cui cercava la tenerezza e la comprensione, adesso non c’è più per lei, c’è stato, una volta, forse al tempo del fiorire di quell’amore, ma non c’è più e quindi non è più lui quell’uomo.
Lei non vede più in lui quello che un tempo ha suscitato il suo amore.
Ma lasciarsi non è sempre un dolore da cui sembra impossibile ricominciare a vivere. Si possono guardare le nuvole, dopo essersi lasciati, e pensare a come ricostruire la propria vita, senza angosce, ma con la sola consapevolezza che, rimettersi in gioco, ricominciare, può essere una sorpresa e una scoperta da vivere con spirito avventuroso e sguardo incantato.
Ma non gli dice ‘addio’, gli dice ‘arrivederci’, come dirgli ‘ciao’, perché magari un giorno sarà possibile incontrarsi di nuovo, guardarsi e scoprire che è cambiato tutto ma non è cambiato l’amore. Arrivederci, perché tutto è sempre possibile, in amore…
‘E quando andrò, devi sorridermi se puoi, non sarà facile ma sai si muore un po’ per poter vivere’.
Si muore un po’. Muore una parte di noi stessi, mentre muore un amore, muoiono le emozioni e il sogno di quell’amore, ma è già morta la donna che, un giorno, aveva amato quell’uomo. E, forse, morirà di dolore chi è stato abbandonato, inveirà contro chi l’ha abbandonato, piangerà tutte le sue lacrime e penserà che vivere non ha più senso, fino a che ricomincerà a sentirsi vivo, forse più di prima, più che in quei giorni, in cui, ormai, si viveva e si amava per abitudine, per stanchezza o per noia.
Si muore per poter rinascere, ma non scegliere di morire, sarebbe morire ugualmente, giorno per giorno, rinunciando a se stessi per interpretare la vita di un altro.
‘Arrivederci amore ciao, le nubi sono già più in là, chi se ne va che male fa…’
Non fa male chi se ne va. Fa male chi rimane, quando l’amore se ne è andato…

Rosita Bimbi

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. NaNCY

    13 Agosto 2017 alle 07:24

    http://www.robadadonne.it/103278/orazione-san-cipriano-far-ritornare-lamore-perduto/

    Rispondi
  2. Marzio Siracusa

    1 Ottobre 2009 alle 09:05

    Vero. Vasco Rossi, De André, la Caselli hanno approfondito quello che Catullo, stilnovisti, Petrarca, Goethe, solo per ricordare i meno importanti, non riuscirono a esprimere meglio.

    Rispondi

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