Lo chiamano Patto per Milano, ma quello siglato ieri dal sindaco Beppe Sala con il presidente del Consiglio Matteo Renzi pare essere più un “patto d’acciaio” tra mister Expo e il premier. Che arriva proprio in concomitanza con le roventi polemiche che investono la capitale e la giovane sindaco Pentastellata Virginia Raggi, alle prese con la ventilata rinuncia alle Olimpiadi, la sequela di dimissioni in giunta e nelle principali aziende municipali, con l’emergenza rifiuti e una miriade di problemi quotidiani nella gestione ordinaria della Città eterna. La nuova pioggia di miliardi per Milano arriva come naturale conseguenza nell’azione politica di Renzi che ha voluto fortemente Sala prima al vertice di Expo come commissario e poi come successore di Giuliano Pisapia a Palazzo Marino. Il premier, infatti, gioca molto sull’efficienza di Milano come vetrina del suo Esecutivo e per cercare di rilanciare al Nord i piani di governo sperando di rimettere in moto la locomotiva dell’economia italiana. “Il Patto per Milano in soldoni vale 2,5 miliardi di euro di investimenti, di cui 650 milioni già finanziati a copertura del biennio 2017-2018″. È quanto annunciato dal sindaco di Milano, Beppe Sala, nel suo intervento alla presenza del premier Matteo Renzi in vista della firma del documento. Sala ha poi elencato gli interventi principali che riguarderanno i trasporti, la riqualificazione delle case popolari con un investimento di 174 milioni, di cui 30 già stanziati, la gestione del rischio idrogeologico con investimenti per 151 milioni che in due anni dovrebbero ridurre sensibilmente il rischio di innondanzioni. Tra gli altri obiettivi del piano, il sindaco ha ricordato l’equilibrio finanziario dell’ex provincia di Milano che, dopo una sensibile riduzione dei costi, necessita ancora di 25 milioni per chiudere in pareggio l’ultimo bilancio. Sala infine ha poi ribadito la centralità del progetto Human Technopole sull’ex area Expo e un piano per la sicurezza di Milano che prevede l’impiego di più militari rispetto a quelli già presenti in città.
Il governo secondo il primo cittadino riconosce quindi “la centralità di Milano in Italia e sostiene il suo rafforzamento”. “Noi non siamo qui con il cappello in mano a chiedere soldi – ha precisato il primo cittadino di Milano – ma siamo qui con la nostra capacità progettuale anche se i soldi li chiederemo”. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di “arrivare a dicembre avendo definito tutto quello che c’è da fare nei prossimi quattro anni e mezzo – ha concluso Sala -. Milano è forte e viviamo questa consapevolezza ma con il sostegno del governo possiamo moltiplicare la nostra forza”. Insomma un modello di città e di amministrazione politica efficiente ben lontana da quella romana partita assieme e che doveva risollevare la Capitale dalle polveri e dagli scandali causati dalle precedenti amministrazioni di centro-destra di Gianni Alemanno e di centro-sinistra di Ignazio Marino. Che dire infine se non che la luna di miele tra Renzi e Sala ora più che mai è benedetta da lassù dalla brillantissima Madonnina?
Cesare Mannucci

Buongiorno Cesare, per quanto riguarda SALA, non desidero parlarne perché un commissario entro trenta giorni dalla fine del mandato dovrebbe dare i CONTI, invece non sappiamo come è andata, una persona consapevole deve dire la verità nel proprio curriculum, lui ha disatteso la Legge, dopo tutte queste situazioni, si è permesso di presentarsi come sindaco di Milano ed il populo lo ha eletto.Una volta pensavo agli italiani come pecoroni, ora dico COGLIONI.
Renzi doveva rottamare tutti e invece non ha rottamato nessuno, perchè anche quelli che non hanno incarichi: Fassino, Veltroni, Dalema ed altri, mico muoino di fame? Anzi sono presenti in organi che pagano, poi ci sono una miriade di Politici, Burocrati, Manager e Impiegati pubblici, che denquono, che ru8bano, che non vanno a lavoro; nessuno le arresta, nessuno paga, ma che cavolo di governo è questo?.
Allora dove vogliamo andare?
Se avete un programma politico ditelo e posso seguirvi, certo non sono nessuno ma il numero fa la forza.
Grazie e buon lavoro.
Raffaello da Montepulciano