La Corte Costituzionale prendendo in osservazione il ricorso per illegittimità dell’articolo 580 del codice penale (Istigazione o aiuto al suicidio) con comminazione di pena di reclusione da cinque a dodici anni, innestato dalla vicenda di Marco Cappato, dell’Associazione Coscioni, accusato in primo grado di aver portato a morire Dj Fabo in Svizzera, ha stabilito che sia il Parlamento italiano a legiferare circa l’incostituzionalità di tale vecchia norma (Codice Roco) e sul costume ed eticità del popolo italiano che la Somma Corte ritiene, questo è un dato certo, sia profondamente mutato verso un diverso approccio al problema, forse anche sulla scia di paesi nordici o più vicini a noi come la Confederazione svizzera, molto aperturisti sul tema.
Giustamente i fautori e propugnatori dell’eutanasia e del suicidio assistito hanno plaudito a questa decisione. La Corte ha ritenuto sia il Parlamento il depositario della fabbricazione di norme e che comunque questo articolo abbia in sé elementi di vetustà e di inapplicabilità, anche in riferimento ai diritti personali tutelati dalla Costituzione. Ciò non significa che vi sia un sostanziale favore verso l’eutanasia né verso il suicidio assistito, in quanto la decisione della Corte potrebbe semplicemente propendere per una minore penalizzazione, ma non certo per una totale depenalizzazione. Decisioni comunque queste lasciate totalmente alla volontà dei rappresentanti del popolo.
Quindi non equivochiamo, non illudiamoci, da una parte o dall’altra: la battaglia è agli inizi.
Quello che deve preoccupare gli entusiasti della Corte, dell’eutanasia, del suicidio assistito è il caso recentissimo del Portogallo dove per pochi voti la legge non passò, nonostante un governo socialista.
Deve preoccupare altresì il silenzio, per ora, della Chiesa cattolica. Che fa secondo voi ? Attende fiduciosa l’intervento della Madonna di Fatima, la quale apparendo nel 1917 preservò il Portogallo dalla guerra e assicurando che in tale Paese non verrà mai meno la fede? O non sta già muovendo silenziosamente le proprie sette segrete?
Dal quinto Comandamento: “Non uccidere” al codice 2277 del Catechismo: “Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l’eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa è moralmente inaccettabile”, la Chiesa cattolica su tale punto è tetragona.
A nulla servirebbe ricordare che il cardinale Carlo Maria Martini, il quale rifiutò l’accanimento terapeutico, prima della legge sul testamento biologico, non temeva la morte, quanto il morire soffocato e pertanto chiese di essere addormentato (sedato). Per la patologia che egli aveva (morbo di Parkinson) non gli sarebbe stato possibile dire la Santa messa la mattina e la sera rendere l’anima a Dio se non, appunto, con una forte sedazione (eutanasia).
In Portogallo alla vigilia del voto la Conferenza episcopale portoghese ha preso in mano il timone ed è scesa in piazza. Lo ha fatto mobilitando veglie e distribuendo qualcosa come 1,5 milioni di volantini con le spiegazioni del “no”. Oppure la Chiesa cattolica da noi seguirà la strada di un referendum popolare, come per l’inseminazione eterologa e sue affinità legislative ad essa connesse, che la vide provvisoriamente vittoriosa (anche per la tanta ignoranza del popolo italiano)?
Questa battaglia sarà ancora una volta la cartina di tornasole per scoprire in che Nazione viviamo: laica, laicista o clericale?
Guglielmo Adilardi

Lascia un commento