Quando hai dello smalto rosso-rosso, un bicchiere alcolico di fronte e più avanti hai uno davvero carino, la differenza la fa come prendi con due dita una (sola) nocciolina dal vasetto che vi divide.
Mi sono fatta corteggiare ieri sera.
Soffro (evidentemente) della crisi della settima settimana. N’anticchia in anticipo rispetto a quella del settimo anno, d’altronde sono fidanzata solo un pochino (all’incirca, più o meno, orientativamente). Poi (dai su!) non si può mica pretendere troppo: occorre mantenersi in esercizio. Ogni donna ha il suo modo di sedurre e richiede una qualche perizia da tenere allenata.
Il mio modo d’irretire il maschio si fonda su alcuni imprescindibili punti fermi (tutti) figli della mia adolescenza e del mio pessimo carattere (attaccabrighe e rissoso). Indi, di fronte al rappresentante del sesso forte, non scodinzolo e mi piace pormi a quello che viene (da lui) considerato un livello paritario… e da lì partire. E siccome amo sorridere e adoro scherzare, mi devo tenere allenata a questa sfida che per alcuni è piacevole e salutare (mentre, per altri, è insopportabile, com’è insopportabile vedere una che non si fra grattare dietro le orecchie e non corre a riportare il bastoncino).
Avendo scoperto (solo da grande) smalti, rossetti, gonne, tacchi e spacchi, uso tutto (allegramente). Ho imparato anche l’importanza che hanno le movenze e le apparenze delle appendici: scarpe (piedi) e mani (unghie).
Quando hai dello smalto rosso-rosso, un bicchiere alcolico di fronte e più avanti hai uno davvero carino, la differenza la fa come prendi con due dita una (sola) nocciolina dal vasetto che vi divide. Da come la tratti (quella piccola nocciolina rotonda e salata). Da come la rolli. Da come la tieni ferma in un leggero equilibrio tra due dita, al centro dei polpastrelli. Due dita che poi diventano inevitabilmente salate mentre lui le guarda.
Ieri sera, durante una festa nei pressi di Rue du Luxembourg (Bruxelles), ho giocherellato (un pochino). Ero di fronte ad un classicissimo Martini e di fronte ad un newyorchese. Un asset manager (reddito fisso, governativi) che lavora per uno di quei fondi davvero grandi. Non amo molto gli americani, ogni tanto però (devo ammettere) che le loro mamme ne sfornano d’interessanti e bellocci. Comunque, nonostante il suo fascino, mi sono limitata perché (un pochino) fidanzata. Anche quando ha chiesto come mi comportavo con gli sconosciuti, ho detto che non do loro confidenza. È stato sufficiente uno sguardo ed una lenta sfregaturina tra i polpastrelli salati perché capisse che ero una bugiarda patentata, però (!), fidanzata quel tantino che basta per non farmi (ahimè) accompagnare in albergo da lui.
Peccato, sarà per la prossima con il gringo (qualora mi trovi in libertà).
Comunque, gli ho dato il mio numero di cellulare (per parlare di mercati, s’intende. Soprattutto di come, se e quando, tornare sulla parte lunga della curva italiana, sulle banche e sull’Euro. Speriamo for good).
La giornata dedicata alla sconfitta di Napoleone ed alla visita ai soldati di Waterloo è finita così. Io da sola nel letto, tutta dentro uno short (di maglia) ed una t-shirt (leggera-leggera). Vicino a me nulla e nessuno, a parte un bel rapporto da leggere.
Povero Napo, a lui (dai) è andata peggio: a Waterloo ha perso un impero, io solo un’occasione… ma sono quasi fidanzata (io)

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