Contro il professionismo…
Per cambiare rotta drasticamente, per evitare le infiltrazioni dei “maneggioni nella vita pubblica”, bisogna fare in modo che ricoprire una carica, non comporti automaticamente diventare ricchi.

Così come stanno le cose attualmente, i più scalano i gradini della politica per la posizione economica, che il ruolo di consigliere regionale, deputato o ministro comporta.
Per cambiare rotta drasticamente, per evitare le infiltrazioni dei “maneggioni nella vita pubblica”, bisogna fare in modo che ricoprire una carica, non comporti automaticamente diventare ricchi.
Il problema del ricambio degli amministratori pubblici è strettamente legato ai costi della politica. La soluzione è semplice; occorre tornare indietro al concetto di “carica onorifica”, altro che ridicole riduzioni degli attuali stipendi, vergognosamente alti. Ai parlamentari ricchi non c’è ragione che gli si corrisponda uno stipendio. Possono pagarsi anche il soggiorno a Roma. I lavoratori dipendenti chiamati a ricoprire cariche pubbliche dovrebbero continuare a ricevere lo stipendio dalla propria azienda, che lo Stato potrebbe ripagare attraverso l’Inps, mentre il datore di lavoro detrarrebbe il tutto dal versamento dei contributi dei dipendenti.
Tutti i parlamentari hanno già il treno e l’aereo gratis, mentre per i deputati/lavoratori, lo Stato potrebbe fare delle convenzioni con gli alberghi. L’onore di rappresentare i cittadini nelle Istituzioni dovrebbe essere la vera gratificazione per chi fa politica.
Per meglio comprendere il fenomeno dei costi della politica, è opportuno un riferimento storico. Nel 1970, data di entrata in vigore delle Regioni a statuto ordinario, la legge non prevedeva nessuna indennità di carica per assessori e consiglieri comunali.
Il gonfiamento della spesa pubblica in generale e dei costi della politica in particolare è iniziato proprio con l’entrata in vigore delle Regioni.
Si discute molto del finanziamento ai partiti, e tutti i protagonisti che si esibiscono sulla scena, vorrebbero rimediare allo sconcio attuale, che coinvolge quasi tutte le regioni e i partiti. In effetti, i politici che hanno acquisito il diritto a favolosi emolumenti, alla faccia di tutti coloro che non riescono a sopravvivere, non vogliono assolutamente perdere i privilegi acquisiti. Si discute tanto, ma in effetti, al governo nessuno vuole prendere una decisione a riguardo.

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