Ritorna prepotente, nella logica dei più impegnati in politica, nell’area della sinistra, il ricorso al Socialismo per costruire un futuro migliore per il nostro Paese. Il modello, strano a dirsi, è quello Craxiano. Vale a dire, Socialismo Laico, Riformista, Liberale e Libertario. Lo scenario politico, dopo la caduta del “Muro di Berlino”, caratterizzato dalla scomparsa dei partiti politici, e dalla presenza di nuove realtà sociali a voler dirigere la cosa pubblica, trova un naturale stop ad andare avanti e una giusta indicazione a ritornare alla saggezza del passato.
E’ tutto il mondo politico in fibrillazione. Nell’Ulivo c’è insofferenza politica da parte di molti diessini, per la costituzione del così detto Partito Democratico, che servirebbe, in pratica, solo a rafforzare organizzativamente Romano Prodi a danno delle due parti principali, DS e Margherita.
Molti esponenti, qualificati e responsabili dei DS, non disposti alla completa sudditanza a Prodi, si sono dichiarati contrari al progetto Prodi e reclamano la loro identità e origine politica: quella socialista.
I giornali paventano una scissione nei DS. Danno risalto e attenzione alle dichiarazioni e ai comportamenti del ministro Mussi e del senatore Salvi.
Per i due, la diaspora tra i DS l’aprirebbero i compagni che aderirebbero al nuovo Partito Democratico, perché sarebbero loro a lasciare il partito d’appartenenza. Mussi esprime un giudizio negativo sulla riunione d’Orvieto perché non s’è parlato della forma del futuro partito. Nessuna chiarezza è stata fatta sull’identità del partito, sui valori fondativi, sulla posizione internazionale e su come proseguire il cammino in Italia.
Molto attento e interessato, all’evoluzione politica in atto, è il Nuovo PSI, che, per dichiarazioni dei suoi massimi esponenti dichiara tutta la propria disponibilità ad incontrare e dialogare con quanti ipotizzano un nuovo soggetto politico tutto socialista con la volontà di far parte dello PSE e, di conseguenza, dell’Internazionale Socialista. De Michelis, dopo la decisione di sganciarsi dalla CdL e d’essere lontano dall’Ulivo, sta registrando molte adesioni da parte dei compagni socialisti che hanno costituito movimenti ed altro, per non aderire a nessuno dei due poli. In Puglia, le diverse realtà socialiste, d’origine PSI, si stanno ritrovando per riprendere il cammino del PSI.
All’unità non risponde lo SDI. Boselli, socialista d’occasione, con predisposizione a servire, preferisce conservare il suo piccolo orticello, tutto Prodiano e D’Alemiano. Ci sono altre situazioni anomale di socialisti inseritisi in altre realtà politiche. Bisogna compiere ogni sforzo per fare capire, a tutti coloro che sono fuori, che la propria casa, pur piccola, e sempre più bella pure di una reggia.
E’ lo spirito che anima i socialisti, gelosi del loro DNA laico e riformista, che a Firenze, il 17 giugno 2006, con il Gruppo dei 101 di Nicola Cariglia, hanno avviato la formazione del 3° Polo laico, liberl-socialista, riformista e libertario, per la ricomposizione, in primo luogo, di tutti i socialisti laici, riformisti, liberali e libertari.
Domenico Civitano

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