La lettura della cosiddetta cronaca rosa è un’attività consolatoria, perché dimostra che esiste al mondo gente molto più matta della sottoscritta, che già non scherza, a dire il vero. Ad esempio, ci siamo di recente estasiate con i dettagli della messinscena, fantasiosamente denominata “matrimonio”, svoltasi nei giorni scorsi fra Tom Cruise e Katie Holmes, che si sono uniti nel nome di Scientology spendendo la modica cifra di due milioni e mezzo di euro per una cerimonia che non ha alcun valore legale. Mah.
Dunque, l’aspetto veramente esilarante di tale messinscena non sta, come potrebbe sembrare ad una prima superficiale analisi, nella statura da puffo di Tom, opportunamente rialzato da una pedana che lo fa sembrare quasi all’altezza di Katie, bensì in un punto cruciale del rito, che prevede che lo sposo doni alla sposa, nell’ordine, una pentola, un pettine ed un gatto. Ora, fino al senso dell’utilizzo dei primi due oggetti, potremmo anche arrivarci – ma è il gatto che ci manda fuori quadro. A che serve un gatto nella vita coniugale? A tirarselo addosso quando si litiga? O forse, con fine metafora, si sottintende che, in certi momenti, la presenza del partner è gradita quanto un gatto attaccato alle palle? C’è un’altra possibile spiegazione: essendo Katie di lontana origine italiana, potrebbe discendere da un vicentino “magnagatti”, per cui la pentola servirebbe a stufare il gatto, non prima di avergli opportunamente lisciato il pelo col pettine, onde evitare la spiacevole formazione di grumi nel sugo di cottura. Altro non ci viene in mente, ma l’enigma, lo confessiamo, non cessa di affascinarci.
Peraltro, abbiamo deciso che, qualora fossimo colpite da un improvviso attacco di follia e decidessimo di compiere un inopinato gesto di fiducia nella vita quale di fatto è il matrimonio, vogliamo sposarci secondo il rito di Nonna Papera che, comunque, ha lo stesso valore legale di quello di Scientology. Trattasi di rito appositamente studiato per le renitenti alle istituzioni che però non vogliono rinunciare a rompere le balle a tutti i parenti, costringendoli a comprarsi appositi abiti ed a consultare improbabili liste di nozze per fingere di partecipare ad un evento del quale, in realtà, gliene importa quanto dell’esistenza del bovino eurasiatico.
Rito di Nonna Papera:
– si cerchi una location la più scomoda possibile, che so, una tenda su un picco degli Urali, una capanna agli estremi della Terra del Fuoco, un caicco lasciato alla deriva del Mar della Cina: chiunque sia in grado di raggiungerla, si merita la pena che state per infliggergli.
– si studi un menù multietnico, multireligioso e multieconomico, perché a noi Armani non ci finanzia e dunque il nostro rito non può superare il costo complessivo dei dieci euro a persona, bevande incluse. Se Katie fosse comprensiva e generosa, come Scientology le impone, potrebbe stufarci il gatto e donarcelo come cadeu di nozze.
– si faccia confezionare un abito assolutamente stravagante, con carta riciclata, avanzi delle bucce dorate dei Ferrero Rocher, decorazioni assortite dell’albero di Natale, così che i magazine specializzati possano scrivere che la sposa rappresenta un meraviglioso esempio di coscienza ecologica del Terzo Millennio applicata alla dinamica psico-sociale. Che non vuol dire una mazza, ma serve a far capire ai lettori la portata di un evento epocale.
– si donino allo sposo i seguenti oggetti: un ferro da stiro, un ferro da calza, un ferro inteso come mazza da golf. Questo a simboleggiare i saldi principi sui quali poggia la vostra unione. L’utilizzo dei tre oggetti nel corso della vita coniugale è lasciato al buon senso ed alla fantasia – purchè non omicida – degli sposi.
– si suoni durante la cerimonia “Cerco un centro di gravità permanente”, immortale canzone di Battiato che, a tutt’oggi, resta l’unico ad essere stato capace di sintetizzare in una sola frase il senso autentico del matrimonio.
– si trovi uno sposo che si adatti a tutto questo. Abbiamo sondato Gorge Clooney, ma gentilmente ci ha fatto sapere che si ritiene agnostico e dunque, pur nel rispetto politically correct di ogni credo religioso, preferisce astenersi dal rito di Nonna Papera. Insomma, ci ha dato buca. Forse neanche lui ha digerito il gatto.
Chi.Bo.

Anch’io ho letto degli pseudonimi migliori del tuo…
deliziosamente demenziale, ma ho letto di meglio