Napoli è sicuramente la città dove si vive con più intensità il piacere legato all’aroma del caffè come un’esperienza di cui non si può fare a meno, probabilmente perchè vivacizza molti momenti della giornata napoletana: il risveglio, la prima colazione, l’incontro con un amico, la pausa di lavoro.
Questa odorosa bevanda dal sapore dolce-amaro e avvolta da un alone di sensualità misteriosa, inebriante perciò indefinibile, scandisce la giornata dei napoletani. E’ un piacere, una pausa, una manifestazione d’amicizia.
Sarà quel sapore denso e quell’aroma esotico-familiare, capace di rendere l’ambiente più conviviale, rilassato, stemperando anche i motivi di insofferenza e di nervosismo. Di regola il caffè dovrebbe bersi comodamente seduti, ma oggi, si ha meno tempo, quindi si è diffusa l’abitudine di consumarlo in piedi. La gran parte dei bar di Napoli, luoghi cult del consumo del caffè, non ha sedie e tavolini. Ma se il bar è il simbolo del caffè veloce ma caldissimo, nerissimo e dolcissimo, la casa è il luogo del caffè domestico, bevuto in famiglia o con amici: c’è chi lo preferisce amaro, o leggero. Chi lo preferisce nei bicchierini, chi nelle tazze di porcellana. Non è esagerato dire che forse il caffè è un po’ come la madeleine di Proust. Respirarne l’odore evoca, l’aria natia. Da precisare che l’aroma a cui un napoletano è legato è quello del caffè che si prepara solo a Napoli, perché un odore non è solo una sensazione olfattiva, è associato a gesti, a parole del quotidiano, a un sentimento di appartenenza alle proprie radici, familiari, culturali, a un modo particolare di sentire e amare la propria città.

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