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Il rischio neo nazista per l’Europa

di Marco Mayer | 25 Marzo 2024

I neo nazisti putiniani di Alternative fur Deutschland insieme ai partiti filorussi e filocinesi dell’ ungherese Orban (Fidesz) e dello slovacco Fico (SMER) potrebbero far parte di una nuova maggioranza di destra nel Parlamento di Strasburgo.  Il rischio esiste e spetta alla politica italiana prendere  adeguate contromisure in vista della campagna elettorale per le europee.   Il rischio che i “barbari”  di AFD che siedono al Parlamento Europeo nello stesso gruppo della Lega di Salvini possano entrare in coalizione è confermato   dai sondaggi più recenti  https://it.euronews.com/2024/03/19/ue-sondaggio-ipsos-per-euronews-avanti-i-partiti-di-estrema-destra-e-ultraconservatori. 

Proprio su Formiche nel luglio dell’ anno scorso Afd, un buco nero nel cuore dell’Europa. L’opinione di Mayer – Formiche.net avevo lanciato un  allarme rosso sul “buco nero” rappresentato da AFD in Germania. Purtroppo i nostri media mainstream non hanno ripreso in modo adeguato la materia e l’ opinione pubblica italiana non é stata informata su quanto sia grave la minaccia alle libertà politiche e civili, peraltro  sostenuta con crescente energia dalla disinformazione russa. La sottovalutazione del pericolo rappresentato dalla destra sovranista e filo putiniana  coinvolge sia l’ estrema destra che l’ estrema sinistra. 

Per quanto riguarda il versante della destra occorre innanzitutto tener conto che l’accordo Lega/Russia Unita del 2017   pesa negativamente sull’alleanza di governo Lega e Russia unite. L’imbarazzo nel partito per il patto del 2017 mai sciolto con Putin. “Ma è carta straccia”.  In questa cornice la presenza di Matteo Salvini a Palazzo Chigi e dell’ex prefetto di Bologna Matteo Piantedosi al Viminale pone  –  a prescindere dalla loro volontà –  inevitabili interrogativi rispetto alla postura euro atlantica dell’Italia. https://www.ilfoglio.it/politica/2024/02/20/news/lega-e-russia-unite-l-imbarazzo-nel-partito-per-il-patto-del-2017-mai-sciolto-con-putin-ma-e-carta-straccia–6237990/  

Sotto questo profilo non si deve, inoltre,   dimenticare che sin dal luglio 2018 con il blocco della nave militare irlandese Samuel Beckett  Matteo Salvini al Viminale é  riuscito a smantellare la missione della marina militare europea “Sofia” che  aveva rilevanti funzione di intelligence e di contrasto alla criminalità organizzata nonché significativi collegamenti con l’operazione NATO  “SEA Guardian”. Operation Sea Guardian Coordinating with EU’s Operation Sophia in the Central Mediterranean Sea . Al di là delle intenzioni quel gesto impulsivo di Salvini ha creato grandi problemi perché  indebolendo   l’azione navale e la UE  difesa europea ha  fornito un  oggettivo inaspettato vantaggio alla presenza  navale russa nel mediterraneo. 

Un analogo atteggiamento sussiste sul versante della sinistra, dove alcuni esponenti di spicco hanno assunto  atteggiamenti  troppo indulgenti verso il  Cremlino e/o  posizioni  dichiaratamente filo cinesi. Sebbene negli ultimi 5 anni le politiche di Russia, Iran e Cina abbiano subito una involuzione preoccupante (sempre più repressive in politica interna e caratterizzate da grande aggressività in politica estera) numerosi leader politici, intellettuali e  opinionisti sinistra e  del M5stelle hanno continuato ad agire  come se niente fosse accaduto a Mosca, Teheran e Pechino.

Trovo inoltre sconcertante   che  personalità quali Massimo D’ Alema, Michele Santoro, Beppe Grillo, Oliviero Diliberto, Giuseppe Conte, ecc. abbiano ignorato  il il rilevantissimo significato politico delle morti  di Alexey Navalny, di Masha Amini e del medico cinese  Li Wenliang, solo per citare i tre casi che  descrivono in modo paradigmatico la deriva totalitaria dei regimi guidati da Putin, Khameini e Xi Jinping.    .Fronte anti Usa e post-comunista. Conte, Salvini, e la “leadership Maxima” di D’Alema – Formiche.net  .

Verrebbe la tentazione di domandarsi se  questi comportamenti abbiano implicazioni negative  per la  sicurezza nazionale del nostro paese.  Per fortuna non é possibile rispondere a questa domanda in modo compiuto. Viviamo in un paese libero in cui  – contrariamente a  quanto avviene nella dispotica  Russia di  Putin o  in analoghi regimi dittatoriali –  la legge vieta, infatti, ai servizi segreti di mettere il naso nei partiti politici, nei  sindacati,  nei media e last but not least in  parlamento. 

Di fronte alle nuove minacce che provengono dalla Russia dall’Iran e dalla Cina ed alla complicità di partiti europei come la AFD tedesca  la risposta non può che essere politica. Per  contrastare  il rischio che nel Parlamento Europeo si formi una nuova maggioranza di destra comprensiva di partiti neonazi, putiniani e filocinesi  una delle risposte essenziali é presentare alle elezioni europee una lista unitaria (con candidati autorevoli)  di tutte le forze che si riconoscono nel gruppo parlamentare di Renew Europe  Stati Uniti d’Europa, serve una lista aperta alle elezioni. Il commento di Mayer – Formiche.net

Questa lista è essenziale per tre ragioni fondamentali.  La prima é di carattere “difensivo”. Tutti i  sondaggi (pur con alcune  variazioni tra le varie forze )  evidenziano che andando divisi esiste il pericolo  “catastrofico” che nessuno superi  la soglia del 4% e dunque di non  eleggere neppur un  parlamentare italiano di ispirazione liberal democratica,  europeista e riformista con effetti a cascata estremamente negativi sul peso  politico del gruppo Renew Europe.   Non voglio credere che ci sia un leader politico disposto a correre un rischio simile. 

La seconda ragione ha viceversa un  carattere  “offensivo” in relazione alla situazione politica italiana. Con buoni candidati e una campagna elettorale ben articolata la lista unitaria di tutte le forze che si ispirano a “Renew Europe” avrebbe la possibilità di superare in percentuale e seggi sia la  Lega sia Forza Italia (gli ultimi sondaggi danno rispettivamente al 8, 2% e al 8% https://www.panorama.it/news/ultimi-sondaggi-politica-voto-lega-m5s-pd-forza-italia-voto-elezioni). Il nuovo progetto potrebbe, infatti, attrarre anche  elettori che non si recano più alle urne delusi dall’assenza di un progetto riformista,  tramontato da tempo  per molteplici ragioni, non ultime le note e prolungate traversie del PD. 

C’ è poi un ulteriore  motivo che interessa gli elettori moderati. Non ci sono motivi di dubitare della buona fede di Antonio Tajani quando promette di escludere da future coalizioni europee  il partito tedesco Alternative für Deutschland (Afd),  il più influente alleato in Europa di Matteo Salvini in Identity e Democracy. Ma in politica si sa  nessuno può dire mai. Di fronte ad un risultato delle urne in cui l’apporto del  gruppo identity e Democracy   fosse determinante per costruire una nuova maggioranza di centro destra la pattuglia di Forza Italia potrebbe davvero permettersi di buttare tutto all’aria?  Non dimentichiamoci che nessuno avrebbe scommesso sul “connubio” di Matteo Salvini e Giuseppe Conte nel governo giallo- verde, eppure dopo le elezioni del 2018 é diventato realtà.

La terza ragione per procedere alla costruzione di una lista unitaria sotto l’egida “Renew Europe” é la più importante di tutti. Pur con alcune differenze c’è una visione profondamente unitaria sul piano dei valori  e delle strategie politico-programmatiche per l’Europa di domani, una  Europa diversa e migliore di quella di oggi. Rispetto alle grandi sfide che ci attendono  (difesa e  politica estera comune della UE,  cambiamenti climatici,   politiche migratorie,  politica fiscale, lavoro, diritti individuali e sociali, libertà civili e Stato di diritto) Azione, + Europa,  Libdem, Partito Socialista Italiano,  Radicali Italiani,  Repubblicani, Volt, e latre componenti laiche e cattoliche ecc. hanno  la possibilità inedita di creare un raggruppamento elettorale  che finalmente dia ai cittadini italiani fiducia nel futuro ed  un’offerta politica degna di questo nome.  Spero vivamente che non ci sia qualcuno che per ambizioni o ripicche personali si metta di traverso. 

Marco Mayer  

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, beppe grillo, bologna, cambiamenti, campagna elettorale, centro destra, cina, cittadini italiani, democrazia, elezioni, euro, europa, futuro, germania, governo, interesse nazionale, iran, italia, lavoro, lega, mondo, nazisti, notizia, opinione pubblica, palazzo chigi

Info Marco Mayer

Nell’arco degli ultimi trenta anni Marco Mayer ha svolto un’ intensa attività in campo internazionale, ricoprendo una molteplicità di ruoli : dalle relazioni commerciali alla promozione del Made in Italy, dalle operazioni civili e militari di pace alle attività di ricostruzione e riconciliazione post/conflitto; dall’emergenza umanitaria alla cooperazione allo sviluppo . Nell’ultimo decennio Marco Mayer, a lungo negli anni Ottanta Assessore alla Cultura della Regione Toscana, ha messo a frutto la sua esperienza sul campo, dedicandosi prevalentemente alla ricerca ed all’insegnamento universitario presso l’Università di Firenze dove insegna “Politica Internazionale” Dal 2003 insegna, inoltre, “Responsibility to Protect” and Post Conflict Management al Master “Human Rights and Genocide Studies” , promosso dall’Università di Siena, Kingston University – Londra , Collegium Civitas – Varsavia, Universität Viadrina – Francoforte. . Dal 2011 partecipa, infine, al programma di ricerca “Global Governance Programme” promosso dal Robert Schuman Centre for Advanced Studies dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole.

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