Esistono rimpianti ed esistono rimorsi.
Il rimpianto è il dolore o il malessere che provoca il pensiero di non aver fatto. Il rimorso è il dolore che provoca il ricordo di quello che si è fatto.
Il rimpianto è il riflesso dell’azione incompiuta o assente, della vita sospesa o della mancanza di vita. Il rimorso è il risultato dell’azione, della vita compiuta, pur nell’errore. Ma ‘chi non fa non falla’, mi ripeteva sempre mia nonna…
Un’amica di qualche anno più grande di me, mi raccontò che non sarebbe sopravvissuta al dolore della morte della madre se avesse avuto il rimorso di non aver fatto tutto il possibile per lei, quando già stava male.
Se la mia amica avesse parlato della propria vita passata, avrebbe usato la parola ‘rimpianto’ per azioni non compiute che avrebbe voluto aver compiuto. Parlando di sua madre, usava la parola ‘rimorso’.
Il rimpianto è il rimorso verso se stessi e la propria vita. Il rimorso dell’Io. Il rimpianto è introspettivo. Il rimorso è, invece, sempre rivolto verso gli altri.
Le Furie o Erinni, erano, nel Mito classico, la rappresentazione terrificante del tormento dell’anima afflitta dalla persecuzione del rimorso per i delitti commessi…
Evidentemente le colpe verso se stessi hanno sempre avuto un significato minore rispetto alle colpe verso gli altri.
L’offesa verso se stessi e la propria vita, da cui scaturiscono i rimpianti, è un delitto non riconosciuto.
Rosita Bimbi

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