In scena all’Opera di Firenze a partire dal 4 dicembre con la direzione di Zubin Mehta e la regia del tedesco Henning Brockhaus.
C’è grande attesa per Rigoletto di Verdi, che andrà in scena all’Opera di Firenze a partire dal 4 dicembre (ore 20, repliche alla stessa ora il 9, il 12, il 15 e il 18, pomeridiane il 6 e il 20 dicembre), con la direzione di Zubin Mehta e la regia del tedesco Henning Brockhaus, che è stato a lungo collaboratore di Giorgio Strehler. L’allestimento è del Teatro Regio di Parma.
Il celebre capolavoro verdiano, che apre la cosiddetta “trilogia popolare” nel 1851, è tratto dalla pièce Le roi s’amuse di Victor Hugo e si avvale dell’ottima trasposizione librettistica di Francesco Maria Piave. Com’è noto in quest’opera la figura di Rigoletto, grottesco buffone presso la corte del Duca di Mantova, ha un’assoluta centralità, ma anche il personaggio della figlia Gilda riveste un ruolo di grande rilievo, soprattutto da un punto di vista musicale (si pensi alla splendida aria “Caro nome”). Il Duca di Mantova, invece, non detiene il consueto predominio attribuito generalmente alla voce di tenore nel melodramma ottocentesco, ma qui interpreta un’aria straconosciuta anche dai non melomani, quella “Donna è mobile” cui Stravinskij, in forte polemica con gli avanguardisti del Novecento, attribuì “più sostanza e più genuina invenzione” rispetto all’intera Tetralogia wagneriana.
Dunque Rigoletto è a buon ragione una delle più amate ad anche una delle più perfette opere verdiane, sia da un punto di vista musicale che drammaturgico. Nella sua lettura il regista Brockaus sottolinea che «la sostanza dello spettacolo risiede nell’ossessiva riflessione che Rigoletto fa, nel corso di tutta la vicenda, della maledizione di cui è stato oggetto, e nella successione di scelte sbagliate che lo condurranno al suo tragico errore». Mettendo così in evidenza la dimensione interiore del protagonista, il regista ritiene «necessario l’uso di un linguaggio scenico libero da connotazioni esterne alla vicenda. Il naturalismo o il realismo storicizzante non farebbero altro che seppellire la sostanza drammaturgica della musica di Verdi».
Una curiosità per certi aspetti incredibile: per Zubin Mehta, impegnato a dirigere orchestra e coro del Maggio Musicale, si tratta del primo Rigoletto a Firenze.
Per quanto riguarda il cast dei cantanti figurano Vladimir Stoyanov/Ambrogio Maestri (Rigoletto), Julia Novikova/Cristina Poulitsi (Gilda), Ivan Magrì/Arturo Chacón-Cruz (Duca di Mantova), Giorgio Giuseppini (Sparafucile), Anna Malavasi (Maddalena) e Konstantin Gorny (Monterone). Le scene sono di Ezio Toffolutti e i costumi di Patricia Toffolutti, mentre Valentina Escobar cura i movimenti coreografici.
Per info, si veda www.operadifirenze.it

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