Da quando, è iniziato a circolare il nome Mario Draghi, tra i possibili sostituti di Antonio Fazio a Governatore della Banca d’Italia, ho avuto immediatamente un moto di entusiasmo e di orgoglio.
Sì, perché davvero io posso dire: “Io c’ero”.
Dove?
A seguire le sue lezioni di economia e politica monetaria e di economia internazionale alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri”, dell’Università degli Studi di Firenze, allora in via Laura n° 48.
Lo ricordo bene il Professor Mario Draghi.
Sin dal primo momento, sia io che anche altri colleghi di corso, ci siamo resi conto che avevamo di fronte un insegnante straordinario.
Innanzitutto, era una persona molto affabile, dai modi garbati e signorili, ma molto esigente.
Allo stesso tempo, riusciva a rendere interessante e comprensibile l’economia integrando in modo continuo la teoria con la pratica. Ma soprattutto, il Professor Mario Draghi introdusse nell’insegnamento dell’economia, un metodo allora poco utilizzato nell’ambito della stessa Facoltà (l’unico altro caso era, infatti, rappresentato dal corso di diritto internazionale, tenuto dal Professor Antonio Cassese) e, cioè, l’uso delle esercitazioni e delle prove d’esame scritte integrate dal colloquio.
Fino a quel momento, tutti noi studenti eravamo bravissimi a svolgere i colloqui d’esame.
Con l’introduzione delle prove scritte, prendemmo di nuovo l’abitudine a scrivere.
Altra cosa molto interessante introdotta dal Professor Mario Draghi che, sinceramente, non mi era capitato di sentire prima e che sconcertò un pochino tutti noi studenti, fu il fatto che alle prove d’esame, che consistevano nella risoluzione di casi pratici, potevamo utilizzare ogni tipo di ausilio (libri, dispense, prospetti, calcolatore, ecc.). Questo, da noi studenti veniva percepito come “una pacchia”. In realtà, tutte quelle cose servivano a ben poco: per risolvere i quesiti dovevamo soprattutto aver studiato e capito bene i meccanismi dell’economia. Cosa non facile, assolutamente!
Eppure, anche nelle valutazioni il Professor Mario Draghi riusciva ad essere estremamente razionale e equilibrato, comprendendo bene il grado di preparazione di ogni studente.
L’unica pecca che, forse, potrei individuare nel Porfessor Mario Draghi, è l’abitudine di variare, in alcune occasioni e in maniera estemporanea, l’orario o il giorno di svolgimento delle sue lezioni, oppure di essere un pochino non tanto puntuale sull’orario di inizio delle stesse.
Tuttavia, sono sicuro che il Professor Mario Draghi non perderà questo treno e arriverà puntualissimo per il giorno e per l’ora del suo insediamento a Palazzo Kock.
CONGRATULAZIONI PROFESSORE e tanti auguri per il suo lavoro.
by Picche

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