Aspettavamo il risultato delle regionali, per tornare a parlare di cose serie in attesa di Commisso. Trattenendo il fiato, la politica fiorentina si era dichiarata nella vexata quaestio delle stadio Artemio Franchi, in un sperticata quanto disperata difesa dell’antico stadio. Oggi, però, questo è fatiscente e insufficiente per le logiche del football contemporaneo, per le ambizioni di Commisso e dei Viola. Il Calcio è cambiato. E’ cambiata la mentalità di come proporlo e farlo. Nel frattempo è cambiata anche la visione nel mondo, se mai era diverso, della separazione tra business e politica, tra sport professionistico e business. A Firenze invece, pare che tutto debba restare incantato, come per la bella addormentata. Si ascoltano dai pulpiti sperticate voci, cori, e controcanto della politica che annunciano il restauro, o il restyling , come promesse da marinaio per convincere il popolo Viola, non certo la società Fiorentina, che a Campo di Marte saranno fatti investimenti per parcheggi, fantasiosi hotels , trenini. C’è da domandarsi con quali tempi, con quale scomodità per i cantieri aperti. Con quali quattrini e di chi, verranno costruite queste promesse? Della Fiorentina? Con i quattrini dei fiorentini stessi che pagheranno con le loro gabelle? Sono d’accordo i fiorentini di frugarsi così tanto in tasca? Oppure il comune è così ricco e pieno di soldi da coprire le spese? Soprattutto in quanto tempo, visto che la storia non nasce oggi, ma data per lo meno l’anno domini 2009? Per giunta sentiamo raccontare che la Fiorentina è d’accordo, senza che questa abbia detto una parola in proposito almeno fino al 21 settembre. Uno alla volta, appena concluse le vittoriose elezioni, dallo scranno si alzano indefessi politici a magnificare il restyling e a sbeffeggiare il presidente e proprietario della Fiorentina, sapendo benissimo che il loro tentativo di restaurazione è più simile alla difesa dell’Ancien Regime di codina memoria dello Status quo ante bellum. Tra pause e piccole tregue, ora con toni accesi, ora con toni più tranquilli, s’accendo sfide che annunciano tempi lunghi contrari al “ fast fast” chiesto dalla Fiorentina. Il risultato però appare sempre più quello del marito che si tagliò le palle per far spregio alla moglie.
Enrico Martelloni


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