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Il re di Nusco
«Viva ‘o Rre ‘e Spagna, mora ‘o malgoverno»

di Angelo Giubileo | 1 Giugno 2015

Quando si parla della Campania, si trova quasi sempre il modo di rifarsi alla figura di Masaniello o, più precisamente, del cosiddetto “masaniello” di turno. Spesso, però, si tralascia il fatto storico, di per sé viceversa rilevantissimo, non dell’ascesa bensì piuttosto della caduta del personaggio. Ucciso sì in circostanze oscure, ma dopo che, assunto il governo di Napoli e giurato comunque fedeltà al re di Spagna, si fosse dato lui stesso ad eccessi, stravaganze, maggiori imposizioni fiscali e confische. Fatto questo che, nel complesso dell’intera vicenda, giudico, come dicevo, assai rilevante.

In politica, la questione originaria è sempre la stessa. Saremmo anche tentati di dire “eternamente”, se non fosse che un inizio c’è sempre, e pertanto diciamo correttamente: sempre, ad ogni latitudine e longitudine. E’ la questione del pot-ère, il cui etimo riconduce ai concetti originari di “padrone e custode”, “sovrano e protettore”, “che può” e contemporaneamente “è”. “Colui che possiede la forza” ed anche “è in grado di esercitarla”. Colui che ha l’“autorità”.

In democrazia, però, la questione diventa anche un’altra. Nel senso che al “potere” occorre affiancare il “diritto”, riconosciuto in misura più o meno formale e sostanziale, da vocabolario, “di fare checchessia”. In democrazia, si tratta quindi della questione del potere legata alla questione, connotativa, della legittimità dell’uso della forza.

I pericoli per la democrazia derivano quindi da un mancato uso o eccessivo abuso della legittimità che deriva dal popolo. Nel primo caso, un’utile spia è rappresentata dal fenomeno, ancor più se crescente negli anni, del cosiddetto “astensionismo”; quanto invece al fenomeno del predetto abuso, in genere la fattispecie ricorre tutte le volte in cui, si suole dire, la legge è piegata ad almeno uno o più interessi cosiddetti “di parte”.

Riguardo alle cronache odierne della Campania, almeno stavolta, non nutro alcun interesse per eventuali “masanielli” di turno. Sono invece piuttosto incuriosito dalla figura del “re di Spagna”. Al quale, nonostante la ribellione al viceré spagnolo, Masaniello giurò comunque fedeltà.

Nell’attualità della Campania – regione che, come tutte le altre a statuto ordinario, è stata costituita nell’apparente lontano 1970 – molti critici ed intellettuali, forse anche inconsciamente, hanno di fatto reintrodotto il dibattito sulla questione, anche qui originaria, del potere: allo stesso modo, rispetto a quanto già scritto, ma come se il tempo si sia fermato. E cioè, dal potere nascente di allora al potere comunque di ora, di colui che da sempre conosciamo come il “re di Nusco”, Ciriaco De Mita.

In Campania, De Mita c’era già con Nicola Mancino, tra gli inizi e la prima metà degli anni Settanta, e anche in epoca più recente, c’è stato, e in maniera sempre decisiva, con Bassolino e Caldoro, esponente l’uno sia del centrosinistra l’altro del centrodestra. E ancora oggi, ancora una volta a quanto pare decisivo, De Mita è con De Luca.

Ancora decisivo, sì così sembra proprio! Perché il combinato delle disposizioni di norme e sentenze applicative della legge Severino oltre che di norme statutarie della Regione pare proprio affidare al potere del “Rre”, nuovo sindaco di Nusco, la capacità di garantire l’elezione di De Luca; sempre che, come egli stesso ha prontamente dichiarato, non abbia a che pentirsene. Precisando per l’occasione, al giornalista de Il Mattino che l’intervistava: i) riguardo al fenomeno dell’astensione, “se proprio vuole saperlo, confesso che ho la sensazione di trovarci tutti di fronte a una sconfitta della democrazia”; ii) e riguardo invece al profilo del nuovo presidente eletto, “la diffamazione non ha pagato. De Luca deve temere il suo ego”.

Infatti, la situazione dell’elezione del presidente campano, alquanto complessa sul piano giuridico, sembra possa prevedere, in regime di sospensione a causa della legge Severino, la nomina di un vicepresidente che tuttavia incontri, in qualche modo, il “gradimento” (art. 48 statuto Campania) del nuovo Consiglio regionale. Quello, s’intende, appena eletto e formato da 30 consiglieri di maggioranza e 20 di opposizione. Una maggioranza ampia, se non fosse che – aggiungo maliziosamente – tra i consiglieri di maggioranza, 2 sono dell’Unione di Centro di De Mita e 2 del Centro democratico, di cui è portavoce a livello nazionale l’onorevole Angelo Maria Sanza. Sì, proprio lui, l’amico di Ciriaco De Mita, suo antico pigmalione. In ordine a queste stesse vicende politiche, si dice anche che, per risolvere l’impasse, sia comunque necessario un decreto del presidente del Consiglio nazionale, Matteo Renzi. Il quale dovrà, come si suol dire, metterci comunque la faccia. E quindi, staremo a vedere …

Ah, dimenticavo: anche dopo la morte di Masaniello, la corona di Napoli rimase in mano spagnola per oltre cinquant’anni ancora.

Pubblicato in : Editoriale, Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. a.g.

    6 Giugno 2015 alle 15:54

    http://www.ilciriaco.it/politica/item/9283-caso-de-luca,-tra-legge-severino-e-statuto-regionale-c%E2%80%99%C3%A8-l%E2%80%99ipotesi-di-rosetta-d%E2%80%99amelio-reggente.html

    Rispondi

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