
Forse è giusto pensare che il fine giustifica i mezzi, ma è ancor più giusto pensare che la moralità è indispensabile per fare gli idealisti. Il re di Giordania ha affermato su X di aver espresso a Donald Trump la sua “ferma opposizione allo sfollamento dei palestinesi a Gaza e nella Cisgiordania occupata”. Nel post, il re Abdallah ha spiegato che “questa è una posizione araba comune. Ricostruire Gaza senza sfollare i palestinesi e affrontare la terribile situazione umanitaria dovrebbe essere una priorità”. Donald Trump ha accolto alla Casa Bianca il re Abdullah II di Giordania, accompagnato dal principe ereditario Al-Hussein bin Abdulla. E’ il primo incontro ufficiale tra i due leader alla Casa Bianca e dopo il recente accordo di cessate il fuoco tra Hamas e Israele. In particolare,re Abdullah II è il primo leader arabo a vedere il presidenteTrump durante il suo secondo mandato. Il segretario di stato Marco Rubio parteciperà all’incontro. Hamas ha definito i commenti del Presidente degli Stati Uniti “un appello alla pulizia etnica”. In una dichiarazione pubblicata sul suo canale Telegram, Hamas ha respinto l’insistenza di Trump affinchè gli Stati Uniti prendano il controllo della Striscia e trasferiscano i suoi due milioni di abitanti in Giordania ed Egitto. “Le dichiarazioni di Trump sono razziste e un appello alla pulizia etnica con l’obiettivo di liquidare la causa palestinese e negare gli immutabili diritti nazionali del nostro popolo”, ha affermato Hamas. “Sottolineiamo che l’occupazione è la parte che non ha rispettato i suoi impegni, e quindi la responsabilità per eventuali complicazioni o ritardi ricade su di essa”, ha affermato. Hamas accusa Israele di consentire solo consegne limitate di aiuti a Gaza e di uccidere palestinesi all’interno dell’enclave nonostante la tregua in corso. Israele nega di trattenere le forniture di aiuti e afferma di aver sparato contro persone che ignorano gli avvertimenti di non avvicinarsi alle posizioni delle truppe israeliane. Hamas ha garantito il suo impegno a tenere fede all’accordo di cessate il fuoco. E’ Israele, ha però accusato, a non rispettarlo. Hamas, in risposta alle minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha dichiarato di non avere intenzione di rilasciare gli ostaggi rimasti nella Striscia di Gaza se Israele non rispetterà le disposizioni dell’accordo sul cessate il fuoco nell’enclave. Lo riporta Al Arabiya. Il ministro delle Finanze di estrema destra di Israele Bezalel Smotrich ha chiesto al premier israeliano di “aprire le porte dell’inferno” ad Hamas se il gruppo palestinese non libererà tutti gli ostaggi entro sabato. In una dichiarazione, Smotrich ha esortato il premier Benyamin Netanyahu a “informare Hamas in modo inequivocabile: o tutti gli ostaggi vengono rilasciati entro sabato, niente più fasi, niente più giochi, o apriamo loro le porte dell’inferno”. Trump ha dichiarato di non aspettarsi che Hamas rispetti la scadenza di sabato per rilasciare altri ostaggi, poichè il cessate il fuoco di Gaza è stato sottoposto a una pressione crescente.Trump ha minacciato “l’inferno” se Hamas non rilasciasse tutti gli ostaggi israeliani nel fine settimana; parole che Hamas ha affermato “complicano ulteriormente” l’accordo con Israele. Netanyahu ha detto che la decisione presa all’unanimità dal governo è che “se Hamas non restituisce gli ostaggi entro sabato a mezzogiorno”, senza specificare il numero, “il cessate il fuoco verrà interrotto e le Idf torneranno a combattere intensamente finché Hamas non sarà definitivamente sconfitto”.Netanyahu ha anche detto che “alla luce dell’annuncio di Hamas della sua decisione di violare l’accordo e di non rilasciare i nostri ostaggi, ieri sera ho ordinato alle Idf di radunare leforze dentro e intorno alla Striscia di Gaza”. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato all’esercito di rafforzare le truppe dentro e intorno alla Striscia di Gaza dopo che Hamas ha minacciato di annullare il rilascio programmato di ostaggi previsto per sabato. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano, aggiungendo che Netanyahu ha anche ordinato ai responsabili della sicurezza “di prepararsi a ogni scenario nel caso in cui Hamas non rilasci i nostri ostaggi questo sabato”. I piani di preparazione arrivano dopo che il premier ha riunito il Gabinetto di sicurezza israeliano per discutere la risposta di Israele al rinvio del rilascio degli ostaggi da parte di Hamas. Il funzionario israeliano non ha chiarito se l’ordine di Netanyahu si riferisse a tutti gli ostaggi o solo ai tre il cui rilascio è previsto per sabato.
Sul piano tattico egli sceglie la strategia del terrore, sul piano ideologico egli abbraccia la teoria dell’accordo.
Giuseppe Basilico

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