La Chiesa e il mercato. Una difesa cattolica della libera economia di Thomas E. Woods jr.
L’ultimo intervento della Chiesa sulla questione economica risale a pochi giorni fa. I salari sono troppo bassi e il presidente della CEI Angelo Bagnasco invita le parti politiche a cercare larghe intese dopo le elezioni per risolvere l’emergenza.
Il saggio di Woods, pubblicato per la prima volta in lingua italiana, rappresenta, come scrive Carlo Lottieri nella prefazione, “un’utile occasione per approfondire il dibattito sul rapporto tra fede cristiana e società liberale”.
Lo scontro – evidente specialmente nella cultura italiana – fra le posizioni rigide dei fautori di un liberismo agnostico e quelle di una parte del mondo cattolico ancora fortemente condizionata da una visione pauperistico-comunistica, che considera il profitto lo sterco del demonio, è indifendibile sul piano storico e su quello concettuale.
L’Autore, nell’alveo del revisionismo storico a un tempo filocattolico e filocapitalista, evidenzia quanto sia stato importante il contributo di pensiero della Chiesa di Roma nel porre le premesse all’espansione economica e civile fin dall’Europa medievale. Woods, con grande rigore e profondità analitica, ripercorre il filo conduttore che collega S. Tommaso a Jean Olivi, a S. Bernardino da Siena, a Juan de Mariana, ad Hayek, Mises e alle Encicliche sociali dalla Rerum Novarum alla Centesimus Annus, ponendo in luce la profonda consonanza filosofica tra il cattolicesimo e la costruzione teorica della Scuola austriaca d’economia. Consonanza filosofica fra i principî morali dell’economia di mercato e l’insegnamento che proviene dal Vangelo, dalla Tradizione, dal Magistero e che, a dispetto di alcune episodiche divergenti formulazioni, riscontrabili in alcuni più recenti encicliche, permane salda, feconda e incontestabile.
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Perché punire. Il collasso della giustizia penale di Vittorio Mathieu.
La sequela ormai quotidiana degli sconti di pena, degli arresti domiciliari e di tutte le forme di punizione alternative al carcere denunciano, nel campo della Giustizia, il prevalere di una concezione quasi esclusivamente di tipo “educativo” e non anche di tipo punitivo della pena stessa.
Perché punire, scritto da Vittorio Mathieu nel 1977, era diventato introvabile: ecco la ragione di questa seconda edizione, ristampata praticamente immutata a distanza di trent’anni. L’autore afferma che, da allora, “poco o nulla è cambiato”, la crisi drammatica della giustizia penale permane più profonda che mai, e il testo getta luce su aspetti fondamentali delle cause del suo collasso. Come non è cambiata la “tendenza verso il peggio” iniziata dopo l’età positivistica che ha portato gli operatori giuridici ad un “rifiuto generalizzato della pena”. Mathieu approfondisce sul piano filosofico e giuridico il senso e il concetto di pena, analizzandone scopo, natura ed efficacia. Affronta anche i temi forti e controversi della pena di morte e dell’ergastolo, dibattendone legittimità e opportunità.
Queste ultime due pubblicazioni vanno ad infoltire il già ricco numero di titoli in catalogo dedicati da un lato al rapporto fra Chiesa – e più in particolare fra pensiero cattolico – Stato, economia e politica, dall’altro ai temi della giustizia.
Fra i primi, figurano opere quali Verso una teologia dell’impresa di Michael Novak; Cristiani per la libertà di Alejandro A. Chaufen; Opus Diaboli di Karlheinz Deschner; Il gatto in sacrestia di Francisco Pérez de Antón e Orazioni di un miscredente di Robert G. Ingersoll.
Nel secondo filone si inseriscono testi come Il circo mediatico-giudiziario di Daniel Soulez Larivière; La giustizia virtuosa di Roberto Racinaro; La Repubblica penale di A. Garapon e D. Salas; Giudici e Inquisitori di Angeletti, Cavalla, Frigo, Lanza, Longo e Taradash; Tenera è la legge di Giancarlo Bagarotto; Giustizia politica di Otto Kirchheimer; Discorso sulla giustizia di Francesco Cossiga; Il giudice sovrano di Robert H. Bork; La mondializzazione dei giudici di Julie Allard e Antoine Garapon.
Thomas E. Woods jr., nato nel 1972 in Massachusetts, è Senior fellow presso il Ludwig von Mises Institute. Ha studiato storia alla Harvard e alla Columbia University. Ha pubblicato scritti e saggi su autorevoli riviste quali «American Studies», «New Oxford Review», «Religion & Liberty», «Human Rights Review» e «Journal of Libertarian Studies». È autore di The Politically Incorrect Guide to American History (2004); The Church Confronts Modernity (2004); How the Catholic Church Built Western Civilization (2005). Nel 2006 ha vinto con questa opera (titolo originale The Church and the Market), il primo premio del prestigioso Templeton Enterprise Awards.
Vittorio Mathieu ha insegnato Storia della filosofia all’Università di Trieste e Trento. Accademico dei Lincei, socio del Comitato nazionale di bioetica e dell’Accademia delle Scienze di Torino, è stato vicepresidente del Consiglio esecutivo dell’Unesco e rappresentante italiano nella Commissione Europea contro il razzismo e la xenofobia. Tra le sue numerose pubblicazioni: Dialettica della libertà (1974); Cancro in Occidente (1980); Filosofia del denaro (1985); Crisi della tecnica nell’età tecnologica (1999); Goethe e il suo diavolo custode (2002); Privacy e dignità dell’uomo (2005).
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