
C’era una volta, vale a dire da quando si narrano le prime leggende, Ser Niglio, un leprotto coniglio con un bellissimo pelo bianco, un cappello a bombetta nero sulla testa ed una grossa cravatta rossa scintillante, che gli ricadeva giù sul petto, fino ad arrivare a toccare per terra. Al pari di un lord inglese, anche se non lo era in realtà, si muoveva con un’eleganza impeccabile ed irresistibile. Era un leprotto così bello ed affascinante, che avrebbe fatto perdere la testa a tutte le conigliette che incontrava lungo il suo cammino, peccato che, nessuna lo aveva mai visto fino ad allora. Come mai? Ve lo spiegherò tra poco…
Era una vera e propria autorità nel suo campo lavorativo, perché ricopriva e svolgeva ogni anno un compito molto, molto importante: doveva consegnare le uova di Pasqua ai bambini di tutto il mondo. Avete capito bene, di tutto il mondo e lo doveva fare in una sola giornata, meglio… in una sola mattinata e senza farsene accorgere da nessuno! Pensate che, nello svolgere le consegne, si stancava così tanto, ma così tanto, che gli ci voleva un anno intero per riprendersi da tale e tanta fatica ed era proprio questo il motivo, che lo rendeva così disperato. Gli piaceva moltissimo il suo lavoro, ma avrebbe voluto fare anche altro, come conoscere animaletti simili a lui, con cui passare del tempo insieme a giocare, a parlare e fare amicizia. Anche i suoi grandi capi, i signori Pasquin, appartenenti all’antica e grande Casa Reale della Pasquina Uovadiciocca, che aveva interpellato proprio per aiutarlo, non erano riusciti a trovare una soluzione, che lo facesse stancare di meno e che gli permettesse di vivere una vita insieme agli altri e non più così solitaria. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/il-racconto-di-pasqua-ser-niglio-e-santacola_2957.html

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