Ero subito invaso da una gran tristezza, quando leggevo la poesia: la Quercia Caduta, di Giovanni Pascoli. Immaginavo le emozioni e le amarezze di quelle persone che non potevano più godere il fresco dell’ombra che l’albero faceva, prima di essere abbattuto.
Come doveva essere emozionante ascoltare la gente che diceva: “Era pur grande”, ” Era pur buona” e come si doveva rimanere male nel vedere, subito dopo, le stesse persone consolarsi portando via una parte dell’albero, mentre rimaneva il pianto di una capinera, in cerca del nido che non aveva trovato.
Sono certo che Giovanni Pascoli, se fosse stato un nostro contemporaneo, farebbe le medesime considerazioni sul PSI, guidato da Bettino Craxi.
Bettino Craxi, come la quercia di Pascoli, era un uomo intelligente, importante e potente, soldato ed eroe, buono e generoso. Era socialista, riformista, laico, liberale e libertario. Tutto ciò, lo rendeva diverso dalla mediocrità dei collaboratori, dai più stretti ai più lontani, i quali erano verso di lui invidiosi e cattivi.
Il complotto dei senatori romani, tra cui Bruto, contro Giulio Cesare è la conferma che a tradire il capo sono, di solito, i più intimi. Non voglio che Bettino si rivolti nella tomba facendo io i nomi dei tanti traditori rifugiatisi a sinistra e a destra per far dimenticare di aver condiviso le azioni di Craxi e soprattutto per continuare a difendere i personali interessi.
Con simili soggetti, mediocri mestieranti politici, non sono ipotizzabili la riunificazione socialista e la riedizione del vecchio e sempre attuale Partito Socialista. Boselli sta bene con la rosa nel pugno, Martelli sta bene in televisione, Amato è sempre più sottile e sempre meno socialista. De Turco e Benvenuto si sono specializzati nel pianto del coccodrillo e Formica sempre più solo con le sue teorie.
L’unificazione socialista si potrà realizzare solo con la nuova generazione giovanile: con coloro, in una parola, che non hanno nulla da spartire né con la sinistra e né con la destra. Il verbo socialista non si può confondere con quello, post comunista o cattocomunista, con Bossi e con i postfascisti. Per i giovani, si sta aprendo una speranza: Il terzo polo laico socialista liberale, al via il 17 giugno a Firenze con l’assemblea costitutiva voluta da Nicola Cariglia, Giulio Laroni ed altri.
Domenico Civitano

molto espressivo e concludente
mipiace
bello
L’espressione colta qui (in alto) di Giovanni Pascoli ,tra lo stupito e l’inorridito ,mi sembra la migliore risposta alla nota del Rocca …….
LA STORIA NON PUO’ ESSERE STRAVOLTA DA……..
Il confronto, su temi di una certa serietà, storica, scientifica, politica e culturale, si svolge, per risultare efficace e costruttivo, con la dovuta serenità d’animo, senza oziosi e scorretti pregiudizi, intinti di odio e di maldicenze. La pretesa di essere il solo possessore del verbo della verità, negando, all’interlocutore, il diritto d’ analisi, del tema in discussione, offende ogni forma di convivenza civile.
A Firenze i Socialisti vanno a risciacquare i panni della loro storia passata e recente e a rilanciare la sfida socialista laica, autonomista e libertaria nella società italiana, che reclama la presenza di un solo partito socialista con le caratteristiche di quello di Craxi.
Sostenere che Craxi ha distrutto il PSI, significa offendere la storia e ignorare il ruolo che l’Italia ha avuto nel mondo per i meriti di Craxi. Le altre velenose considerazioni, del Sig. Beniamino Rocca, vanno ignorate e rispedite al mittente per evitare di offendere la memoria di Giovanni Pascoli.
Domenico Civitano Bitetto (BA)
Ho molto apprezzato questo articolo perchè la similitudine tra la Quercia e Bettino Craxi è molto azzeccata: le debolezze e le piccolezze che caratterizzavano la classe dirigente del PSI sono state coperte per 15 anni dalle enormi capacità politiche ed umane di Craxi. Il PSI senza Craxi sarebbe morto molti anni prima poichè è bene ricordare che Craxi prese in mano un partito che si stava lentamente esaurendo e che con un’altra segreteria invece di divenire il centro della politica italiana per un intero decennio sarebbe divenuto un succedaneo del PCI eurocomunista. La riunificazione socialista proprio perchè era un popolo tenuto insieme più dal carisma di Bettino Craxi che dalla capacità della propria classe dirigente secondo me è molto improbabile. Ed allora che fare? L’unica strada è recepire ed attualizzare gli insegnamenti di grandi uomini come Craxi, Ugo La Malfa e Spadolini e creare un qualcosa di nuovo che permetta a tutti noi che ci sentiamo e ci autodefiniamo laici, socialisti, repubblicani, liberali, radicali e riformisti di avere una piccola ma dignitosa casa e di non dover più mendicare qua e là un posticino. Abbiamo la fortuna di avere tre anni senza nessun appuntamento elettorale e di avere nel 2009 le elezioni Europee con proporzionale puro dove ognuno potrà essere libero di essere ciò che è. Non perdiamo anche questa occasione perchè temo che sarebbe l’ultima. Perciò dopo esserci incontrati a Firenze rilanciamo per settembre un’assemblea dei laici e dei riformisti italiani invitando la Rosa nel Pugno, il PRI, il Nuovo PSI, il PLI, la Giovane Italia di Stefania Craxi,i Riformatori Liberali di Della Vedova e personalità del mondo laico come Diaconale e Giacalone. Questo incontro pubblico dovrebbe servire per chiarire una volta per tutte chi è disponibile a creare questo nuovo partito, chi invece pensa ad integrarsi nel partito democratico o in quello unico del centrodestra e chi invece vuole rinchiudersi ancora nel proprio piccolo orticello che oramai non dà nemmeno più frutti. Io credo che i repubblicani, i liberali, i radicali, i socialisti e i laici-riformisti abbiano ancora molto da dire nell’Italia di oggi ma che manchi ancora la forma giusta per farlo. Finisco con un piccolo esempio: nelle comunali di Cesenatico il PRI ha avuto il coraggio di presentarsi da solo contro il candidato dell’Unione e quello della CdL ed è passato da poco più del 2% al 10%. Gli amici del PRI di Cesenatico hanno dimostrato con i fatti che con un po’ di coraggio garibaldino e di ferrea volontà mazziniana i risultati anche meno sperati possono essere ottenuti. Di queste due qualità spero che sia piena l’assemblea di Firenze.
Complimenti in questo articolo c’e’ l’essenza del progetto socialista, la sua nobile storia e l’averlo collegato a un grande poeta come Giovanni Pascoli da’ una grande emozione.
Mi segnala questo sito l’ottimo Nicola Terracciano …. ma dopo avervi navigato un pò , sospetto che nemmeno dalla bella città di Dante nascerà un nuovo Partito Socialista Italiano.
Ma quando i compagni socialisti capiranno che il glorioso Partito Socialista Italiano è stato distrutto proprio da Bettino Craxi ?
E’ stato un leader senza cuore ( vi ricordate o no il suo ivito a Nenni di comprarsi un cagnolino per la vecchiaia?)e senza coraggio ( vi siete già dimenticati la fuga in Tunisia che ha fatto vergognare tutti noi socialisti ?).
E non vi dice niente che i suoi due figli ( politicamente parlando, uno peggio dell’altro) oggi ben lo rappresentano in parlamento :uno al riparo di Berlusconi, l’altro di D’Alema?
Caro compagno Domenico Civitano,
posso capire che tu abbia la nostalgia per Giovanni Pascoli, ma per Bettino Craxi davvero mi risulta insopportabile.
Felice convegno , comunque
Beniamino Rocca