Non è tardata molto a manifestarsi la delusione del PSDI (Partito socialista democratico italiano) che fa parte della coalizione del Centro Sinistra ‘per Romano Prodi Presidente’, per il governo appena varato.
Le agenzie avevano appena battuto l’elenco dei 72 sottosegretari (un numero mai visto in 150 anni di storia unitaria) che Giorgio Carta, segretario nazionale del partito, ha espresso tutto il suo disappunto.
“Escludere dalla maggioranza le cosiddette formazioni minori- ha dichiarato- non e’ espressione di lungimiranza politica. Cannibalizzare le componenti firmatarie del programma di governo che hanno dato un apporto determinante alla vittoria della coalizione rende poco credibile, tra l’altro, l’enunciato progetto di riaggregazione di tutte le forze riformiste e della costituzione del Partito Democratico. Il tanto sbandierato pluralismo svanisce non appena si tratta di definire le rappresentanze nelle istituzioni.”
A quanto apprende Pensalibero, gli accordi che hanno portato il PSDI ad appoggiare la coalizione prevedevano il seggio alla Camera per Carta e, in caso di vittoria, il suo ingresso al governo.
Ora, non è da escludere un clamoroso gesto di rottura. “I competenti organi del Partito – ha infatti annunciato Carta- decideranno sui futuri orientamenti del PSDI”.
Bene, compagni: vi aspettiamo, a metà giugno, alla assemblea per il polo laico di Firenze
IL PSDI VERSO LA ROTTURA CON L’UNIONE?
A quanto apprende Pensalibero, gli accordi che hanno portato il PSDI ad appoggiare la coalizione prevedevano il seggio alla Camera per Carta e, in caso di vittoria, il suo ingresso al governo. Ma la promessa non è stata mantenuta.

Mi meraviglia che ancora nessuno abbia tenuto presente che la storia del Parito Socialista è costellata di incoerenti lotte intestine che ne hanno decretato la dissoluzione a vantaggio del comunismo di cui non si tiene conto la decadenza morale e politica (il popolo degli elettori pare non si sia reso ancora conto). Riformisti? E di che, sono degli autentici guastatori per non parlare di Bobo Craxi, figlio degenere che per ottenere una poltroncina di sottogoverno ( tra l’altro non conquistata)ha letteralmente sputato sulla tomba del padre. Si vergognino e stiano zitti, di che si lamentano, non sanno chi sono i comunisti ed i loro fiancheggiatori?
La storia tende a ripetersi. Nel ’76 una significativa vignetta vedeva De Martino intento a scrollare un albero di mele e Berlinguer sotto di lui a raccoglierle con un ampio cesto. Era una metafora delle elezioni di quell’anno: il PSI cornuto e mazziato da un ipercresciuto PCI che sottobanco cercava l’accordo con la DC bypassando i socialisti.
E’ il dazio che inevitabilmente paga chi si piega alla logica cattocomunista. Sempre e comunque. Craxi non perse tempo a prendere le contromisure, ma poi andò a finire come tutti sanno…
Oggi la situazione è notevolmente più complicata perchè non esiste una realistica terza forza sulla quale fare leva, la politica, quella “vera”, non esiste più, alle oligarchie economico-finanziarie vanno bene questi poli, gli italiani in politica usano ancora troppa passione e ben poco cervello…
La politica inglese è passata dallo stato tribale a quello manageriale. Quella italiana no. La verità è che l’anomalia degli italiani è insita nel loro DNA. Un popolo che scacciò lo straniero solo con l’aiuto dello straniero e che sente il bisogno atavico di un padrone da servire non può che meritarsi il cattocomunismo.
Se si pensa che Prodi ha fatto sottosegretario il leader di quella lista leghista che portandogli 45mila voti gli ha fatto vincere le elezioni, Carta ha ragione. In fondo il PSDI al Senato di voti ne ha portati 50mila. E poi va detto. Almeno un sottosegretariato sarebbe stato un prezzo giusto per il tradimento che, rispetto alla storia della socialdemocrazia italiana, il buon Carta, già deputato di quarta fila nel vero Psdi, ha fatto operare al suo partito. Vedere dei socialdemocratici insieme a Bertinotti, Pecoraro Scanio, Diliberto e Mussi fa davvero rivoltare lo stomaco. Ma questi sono i tempi.
PER FARE QUESTA OPERAZIONE POLITICA PERSONALISTICA NON SOTTOPOSTA AGLI ORGANI DEL PSDI IL SEGRETARIO CARTA HA SPACCATO E DISTRUTTO IL NASCENTE PARTITO RICOSTITUITOSI CON IL CONGRESSO DI ROMA DEL 2004. . BEN GLI STA.
Che proprio i socialdemocratici si siano fidati degli eredi del vecchio PCI ed ora si ritrovino cornuti e mazziati è significativo. Anche loro sono stati determinanti per la vittoria di Prodi e nessuno pretende che saltino il fosso rispetto alla scelta che hanno fatto. Ma rivendicare da ora in poi assoluta autonomia e libertà di azione, questo si. E’ il minimo!