
Il professor Andrea Viero le ha coltivate, in anni vissuti tra lavoro, famiglia, amicizie. Una vita ricca di interessi vivaci: quello per lo sport, su tutti; e non solo per il calcio – tanto meno per il calcio corrotto e drogato – ma per gli sport altri, dalla pallavolo all’atletica; quello per la politica, che seguiva con spirito critico, che accompagnava con battute sarcastiche, lasciandosi andare, volentieri, ad una confidenziale quanto sacrosanta indignazione; quello per la cultura, che si nutriva di letture mai superficiali, scelte con personale passione ( un solo esempio: Garcia Marques ).
I suoi studenti, quelli del Machiavelli-Capponi di Firenze, lo hanno ricordato, in un pomeriggio che la scuola gli ha voluto dedicare, con le parole che Pensalibero qui pubblica; che non hanno bisogno di commento, ancor meno di spiegazione, tanto sono convinte, sentite, vivaci, riecheggianti i momenti impagabili che fanno del rapporto tra insegnante e alunni la caratteristica preziosa, indelebile, della migliore scuola; quella che crede nello studio responsabile, nella trasmissione del sapere, nel confronto critico, libero e civile.
E’ seguìto un concerto. Non un concerto qualsiasi Perché, tra le parole di Publio Ovidio Nasone e le note di Benjamin Britten, si sono affacciati ,nell’aula magna del liceo, i mitologici personaggi di Pan, Fetonte, Niobe, Bacco, Narciso, Arethusa, accompagnati dall’oboe di Francesca Viero, nell’espressione del quale coglievi non sai se più l’amor filiale o l’interpretazione magistrale .
I temi celebri del Chiaro di Luna , quello di Debussy e poi quello di Beethoven, sono risuonati con forza e tenerezza, per le mani di Rosa Maria Scarlino e di Giovanni Cicconi.
Subito dopo ,insieme, Rosa Maria e Francesca, hanno fatto ascoltare – meglio, sentire; meglio ancora, capire perchè e quanto l’amasse Andrea – la romanza opera 94 di Schumann.
Non poteva mancare Verdi. Il “nostro” Verdi. Del quale il professor Viero conosceva bene le opere:
dal Nabucco ai Vespri Siciliani, alla trilogia popolare di Rigoletto, Trovatore e Traviata ; popolare non perché Verdi “scendesse” incontro al popolo, ma perché riusciva ad elevarlo, spiritualmente, culturalmente, ad educarlo alla conoscenza , alla melodia, al canto, che per le bocche dei cittadini si diffuse, infatti, non solo nei teatri, ma nelle strade e nelle piazze d’Italia.. Il professor Viero, in più, teneva a sottolineare la grandezza dell’ultimo Verdi; dell’anziano e straordinariamente nuovo musicista , ispirato da Shakespeare; che egli aveva studiato con profondità, così come aveva letto e studiato Dumas, Hugo, Byron, Schiller, Garcìa Gutierrez, Scribe; del musicista creatore di Otello e di Falstaff; della sua intelligente , attenta, severa cura del testo del libretto d’opera ( il finale del Falstaff, indimenticabile: tutto nel mondo è burla, /l’uomo è nato burlone,/ la fede in cor gli ciurla, /gli ciurla la ragione./Tutti gabbati! Irride/ l’un l’altro ogni mortal,/ ma ride ben chi ride/ la risata final)
E’ stata scelta la trascrizione per pianoforte a quattro mani di un coro; IL coro, IL Va’ Pensiero, dal Nabucco, da ascoltare ripetendo, recitando , cantando nel silenzio del cuore, le parole immortali …va’ Pensiero sull’ali dorate…o mia Patria sì bella e perduta…arpa d’or dei fatidici vati..
Infine, come i ragazzi presenti, tutti gli alunni, avevano chiesto, in allegria, in sintonia con la personalità di Andrea Viero, un brano di Pasculli,” il Paganini dell’oboe”, dal titolo “Amelia, un pensiero dal Ballo in Maschera” ( di Giuseppe Verdi, tanto per gradire!), entusiasmante per energia e vitalità nella travolgente esecuzione delle due musiciste.
Ve li immaginate gli applausi?! Scroscianti, intensi, corali. Per la musica. Per l’indimenticato professore.
Il video del concerto
Il ricordo degli allievi
Ed ecco come Andrea Viero, apprezzato collaboratore di Pensalibero è stato ricordato dai suoi ragazzi. Si tratta di ricordi “collettivi “. Perché ancora una volta le ragazze ed i ragazzi che lo hanno avuto come insegnante di storia dell’arte si sono uniti nel suo nome e, soprattutto, nel suo ricordo.
CLASSE VN
Buonasera, siamo i ragazzi della 5N e siamo emozionati di essere qua ricordare un nostro caro professore che è stato con noi per due anni: Ci ha trasmesso un grande amore per l’arte, insegnandoci un nuovo modo di approcciarci ad essa: le sue lezioni erano molto attive ed interessanti e anche un argomento che poteva risultare più complesso era affrontato con chiarezza ed ironia. Grazie a lui abbiamo riscoperto la passione per la calligrafia, ci ha insegnato l’uso del del pennino e dell’inchiostro facendoci così porre l’attenzione su qualcosa ormai dimenticato. Lo ricorderemo sempre come il professore con l’impermeabile giallo abbagliante che ci ripeteva sempre ” le linee curve sono fini come capelli d’angelo”
CLASSE V M
L’ARTE SI OCCUPA SEMPRE E SOLTANTO DELLA VITA.
COSA FACCIAMO NELL’ARTE? RESUSCITIAMO LA VITA.
(VIKTOR SKLOVSKIJ)
Non tutti si accontentano della realtà così come ci appare:
un 17 può essere trasformato in un “diciaspettami” e un “per davvero”
in “perdavviero”, proprio come diceva Lei, Professore.
Molti si fermano ad apprezzare l’aspetto estetico delle cose, del mondo
e dell’arte, mentre Lei ci ha insegnato ad andare oltre, a non esordire mai
con un “bello, pare vero!”.
E questo, Prof, questo vale più di qualsiasi altra nozione.
Scuola, luogo di incontri e di infinita conoscenza, costellata di persone talvolta
così profondamente capaci di coinvolgere gli alunni e di introdurli nel mondo.
Capaci di diffondere buoni valori morali e principi di umanità che
andranno a sostenere proprio quel mondo di cui noi, col tempo,
diventeremo protagonisti.
Lei, Professore, è la prima di queste persone, che attraverso il suo
carismatico modo di insegnare e l’attenta sensibilità verso ciò che ci circonda,
ha mostrato la più sincera disponibilità nei nostri confronti,
accompagnandoci in un percorso ormai giunto al termine.
Lei aveva scelto di insegnare perché credeva nella potenza dell’arte e se
una persona crede in qualcosa non se ne va mai veramente da questo mondo.
Ci ha insegnato a cogliere il valore del singolo dettaglio, di sculture multiformi,
di stupefacenti opere d’arte; attraverso le Sue lezioni Lei, Professore,
ci ha fatto capire che ognuno di noi può creare un capolavoro nella propria
vita, o perfino fare della propria vita un capolavoro.
Nonostante non tutti abbiano avuto modo di conoscerLa bene, chiunque
è stato in grado di captare la Sua forte personalità, il Suo carisma e
soprattutto il Suo desiderio di integrare i nuovi alunni nella classe e di
trasmetter loro l’amore per la Sua materia.
“Ricordo con dolcezza quando in seconda per caso vide alcuni miei
disegni”, racconta Bernardo, “mi disse che gli piacevano e che ‘avevo la mano’
ma mi mancava l’occhio”. Ebbene, in questi tre anni mi sono esercitato,
vorrei in qualche modo mostrarLe i miei passi avanti e darLe soddisfazione,
perché è anche grazie a Lei se ho raggiunto questo traguardo.
Mi rallegro pensando con certezza che, talvolta, guardi ancora i miei disegni
e che ogni tanto io riesca a renderLa fiero di me una volta di più.
A volte erroneamente le Sue parole ci sono apparse come giudizi, critiche,
e solo crescendo ci siamo resi conto che quelle parole non erano altro
che tentativi di venirci incontro. Ce ne accorgiamo solo ora,
ma stringiamo fra le mani la speranza che non sia mai troppo tardi per
capire cose di questo tipo. Così facciamo tesoro delle Sue parole e del
Suo grande amore per l’arte, per il Suo lavoro, ma soprattutto per ognuno
di noi tutti che, oggi, in questo giorno di commemorazione, l’abbracciamo
più di sempre.
Quando accadono certe cose si smarriscono sempre tutte le belle parole,
si diventa monotoni, tutti uguali, banali. Probabilmente anche questa lettera
apparirà allo stesso modo; però una cosa la vogliamo ricordare: le risate.
Quelle vere, mai imbarazzate. E i sorrisi anche.
Ricordiamo soprattutto la Sua voglia di vivere che non L’abbandonerà mai,
perché essa vivrà dentro di noi, giorno dopo giorno.
CLASSE VM continua
Oggi, 26 ottobre 2013, siamo qui per ricordare il professor Viero ad un anno dalla sua scomparsa. Vogliamo innanzitutto ringraziare i suoi parenti che ci hanno chiesto, e direi sopratutto dato l’onore, di scrivere un discorso in sua memoria. Speriamo che riescano a sentire la nostra profonda vicinanza e il nostro sostegno.
Questo discorso, più che essere un pensiero per ricordarlo, vuole essere un dialogo diretto con lui, Andrea il nostro professor DavViero.
Salve prof, come può vedere siamo tutti qui per Lei ed è l’ora di iniziare una nuova lezione; siamo pronti a trovarci di nuovo tutti n sua presenza e aspettiamo la solita frase”alzi la mano chi è assente”. Quest’oggi però, può star certo che nessuno alzerà la mano, nessuno è assente, finalmente siamo di nuovo tutti qui come se fosse un’altra ora di storia dell’arte con Lei; potrà chiamare il numero quattornaci e sarà presente, come anche il numero diciaspettami, e farà ridere ognuno di noi come sempre. Ma questa volta, come se fosse un’interrogazione, sarà lei ad ascoltare la nostra voce, che cerca di riportare ciò che Lei ha avuto la capacità di insegnarci.
Si Prof, Lei ci ha dato degli insegnamenti, insegnamenti che vanno al di la della storia dell’arte; Lei ci ha trasmesso dei valori, come ci ha trasmesso la forza che aveva; quella forza che le faceva continuare la lezione dopo aver perso la pazienza con quei ragazzini che eravamo, ormai arrivati in quinta, ma in cui lei ha sempre creduto; la stessa forza che aveva quando ci diceva che stava bene e noi speravamo che tornasse presto in classe a darci nuovi insegnamenti e seguir i nel nostro percorso.
Ma anche adesso, sebbene non sia più presente tra noi, continua ad accompagnarci e sempre ci accompagnerà; le garantiamo che gli insegnamenti che è riuscito a darci, i valori che è riuscito a trasmetterci, resteranno vivi e saldi dentro di noi, come un albero resta solidamente attaccato al terreno grazie alle sue radici; sono forti e resistenti.
Come questi rimarranno dentro di noi, rimarrà il Suo ricordo, immutabile e bello; rimarrà l’immagine del Suo volto con gli occhiali e i baffoni, delle Sue mani grandi dall’estrema delicazza capaci di fare disegni perfetti, della Sua personalità dalla battuta sempre pronta. La ricordiamo così, e sempre la ricorderemo.
Come attraverso l’arte il momento o il soggetto rappresentato rimane vivo in eterno, attraverso di noi continuerà a vivere Lei.
Arrivederci Professore, Lei ha sempre creduto in noi e noi non la deluderemo.

Un bellissimo ed emozionante pomeriggio in una cornice adatta per ricordare il caro Andrea e la sua grande passione per l’arte e la musica. Grazie da Angela e Michele.
Grazie infinite a voi, Francesca e Donatella, da tutti noi. Grazie soprattutto ad Andrea per quanto ci ha dato.
Claudio Tirinnanzi
Ringrazio gli amici di Pensalibero per questo articolo e per l’affetto che hanno sempre dimostrato nei confronti di mio padre e nei nostri. E’ stata una giornata speciale, le parole degli studenti e le parole di Adalberto Scarlino le custodirò sempre gelosamente nel cuore.
Grazie,
Francesca Viero
Vorrei avere parole “alte” per esprimere la gratitudine di tutti noi, ma sorge spontaneo un GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE. Grazie a chi ha contribuito a realizzare una giornata così speciale, grazie a chi ha partecipato, grazie agli amici di Pensalibero che tanto spazio e affetto hanno dato al ricordo di Andrea.
Un ringraziamento particolare va ad Adalberto che, come suo solito, ha espresso al meglio l’essenza del modo di essere di Andrea.
Con tanta emozione, grazie a tutti
Donatella Viero
Quel pomeriggio ho creduto di essere in un altro paese. Grazie Andrea.