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IL PROBLEMA DELL’UCCELLO

All’interno anche: DAGLI AL MASSONE ITALIANO! MENTRE DAN BROWN ESALTA QUELLO AMERICANO. di Oscar Bartoli

di Oscar Bartoli | 13 Dicembre 2009

È passato quasi un anno dal famoso ‘Miracolo dello Hudson’ quando un aereo della USAir ammarò nel fiume di New York con i due motori fuori uso a causa di una collisione con uno stormo di uccelli al momento del decollo.
Ma non si è trattato di un caso singolo. Il 14 novembre un aereo della Frontier in decollo da Kansas City ha avuto lo stesso problema. Per fortuna uno dei due motori ha continuato a funzionare e l’aereo è potuto atterrare. Sempre in novembre un uccello ha mandato in frantumi il vetro della cabina di un aereo cargo in Arizona. Un altro incidente si verificato ad un aereo della Delta Air Lines vicino a Phoenix, mentre alcuni crash di elicotteri sono stati attribuiti all’impatto con gli uccelli. Il Commercial Aviation Safety Team, per la prima volta nella storia dell’aviazione, ha incluso il problema della collisione in volo con volatili come uno dei più importanti che la FAA, l’agenzia governativa, deve tentare di risolvere imponendo agli aeroporti dei radar speciali o impianti luce che allontanino gli stormi.

DAGLI AL MASSONE ITALIANO! MENTRE DAN BROWN ESALTA QUELLO AMERICANO.

MASSONERIA: RAFFI (GOI), P2 VECCHIA STORIA DA PALUDE, ORA FAZIO MI INVITI IN TV DAN BROWN HA COLTO ALCUNI SEGNI DELL’ISTITUZIONE, MA RESPINGIAMO CON FORZA EQUAZIONE CON GELLI

Parigi, 7 dic. (Adnkronos) – ”Certo giornalismo qualunquista e nalzionalpopolano non perde occasione per passare legna ad anacronistici roghi”. Non ci sta a ridurre la Massoneria alla P2, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi, che in un’intervista da Parigi all’ADNKRONOS scuote le testa e con decisione spiega: ”Di fronte a Dan Brown, che giustamente parlava dello spirito della Massoneria come di una forza che unisce sotto lo stesso Tempio uomini di diverse fedi e storie nel segno dell’umanità e della tolleranza, Fabio Fazio ieri sera a ‘Che tempo che fa’, senza alcun contradditorio e parlando solo dalla sua parte di vetro, non trovava di meglio da fare che ricondurre la Massoneria italiana alla sola P2, evocando spettri e tristi periodi consegnati a un passato che non può ritornare e di cui siamo stati le prime vittime”.
”Per fare un esempio – aggiunge – sarebbe come parlare di tutta la Chiesa facendo riferimento ai roghi degli eretici e alla caccia alle streghe, o considerare il Pd ricordando di questo partito solo le radici comuniste. Ma gli esempi sarebbero milioni. L’equazione Massoneria uguale P2 e Licio Gelli – rimarca quindi il numero uno di Palazzo Giustiniani – è un’operazione che respingiamo con forza, tanto più che su quel signore di Villa Wanda ormai anche i muri sanno che fu messo alla porta dal Goi con sonore pedate al sedere e con una condanna morale senza appello. Ho ribadito sempre che Gelli sta al Grande Oriente come le Brigate Rosse stanno al Pci. Per questo non accettiamo improvvisate gogne mediatiche, da qualunque parte vengano”.
Quanto all’autore de ‘Il Simbolo perduto’, ”l’ho invitato da tempo al Vascello – rivendica Raffi – per un confronto a tutto campo e trasparente, come è nel nostro stile, sulle radici e il messaggio della Massoneria e anche per presentare il suo libro che in molti passaggi riesce a cogliere, da profano, alcuni spunti importanti della nostra scuola di pensiero che va oltre il tempo e le storie: per noi parlano i fatti, non i luoghi comuni di chi rimesta acque di palude”. ”A questo punto – incalza Raffi – se la terza rete Rai ha un sussulto di dignità, mi aspetto di sedere una sera, per pochi minuti, sulla poltrona di Fazio per spiegare agli italiani cosa è davvero la Massoneria e da quali uomini è formata. Se questo invito non dovesse arrivare, a mal partito si troverebbe chi pensa di detenere la verità entrando con delle falsità nelle case della gente e la televisione italiana avrebbe perso un’altra occasione per fare il suo compito: informare e raccontare come stanno le cose”.
”Rispetto alla P2, lo ripetiamo fino alla noia, abbiamo i guanti bianchi e puliti e il volto fermo. Forse, però – fa notare il Gran Maestro Raffi – fa più comodo riesumare le malefatte di un ‘ex materassaio’, come lo definisce il presidente Cossiga, che il lavoro silenzioso e operoso di 21mila persone e coscienze che ogni giorno portano il loro contributo onesto e costruttivo alla società italiana”.
”Ci permettiamo infine, con massonica umiltà e tolleranza, di ricordare al guru Fazio che la foresta che cresce fa meno rumore di un albero che cade, ma alla lunga quella foresta silenziosa è una boccata d’ossigeno per tutti. Nella vita, come nella tv, esiste il confronto e per farlo bisogna essere in due. E pensare che il primo dovere del giornalismo dovrebbe essere quello di verificare fatti e fonti. Nessuno – taglia corto l’avvocato ravennate alla guida del Goi – si stracci le vesti per queste doverose precisazioni: abbiamo un dovere morale di fare chiarezza, come abbiamo sempre fatto, nei confronti di migliaia di giovani che compongono come pietre di senso e di speranza le colonne dei nostri Templi. E costruiscono insieme a tutto il Grande Oriente il tempo della proposta per l’Italia, invitando al dialogo sempre. Il resto sono giochini da imbonitori catodici o chiacchiere da supermercato delle idee. E i trovarobe delle ideologie e degli schemi precostituiti da sempre non appartengono alla nostra storia di libertà di pensiero”.
(Red/Zn/Adnkronos)

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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