A partire dal 24-25 aprile del 1915, in pochi mesi, i due terzi degli Armeni, un milione e mezzo, vennero trucidati. Nel 1916 gli Armeni sopravvissuti furono costretti a convertirsi all’Islam per sopravvivere.
Il primo genocidio del XXI secolo, dice Papa Francesco, è stato quello degli Armeni. Dura e sprezzante è stata la reazione del governo turco e di Erdogan. La Turchia respinge le imputazioni di genocidio, non vuole assumersi nessuna responsabilità per quanto accadde nel 1915 nell’Impero ottomano. Tutto iniziò con gli arresti e l’esecuzione delle élite intellettuali armene che vivevano a Istanbul. A partire dal 24-25 aprile del 1915, in pochi mesi, i due terzi degli Armeni, un milione e mezzo, vennero trucidati. Nel 1916 gli Armeni sopravvissuti furono costretti a convertirsi all’Islam per sopravvivere. Forse circa mezzo milione, tra donne e bambini, furono costretti, con la forza, alla conversione per sfuggire ad una morte sicura e lo Stato turco ha sbarrato loro l’accesso sia alle carriere pubbliche che nell’esercito. Ad oggi non solo non è stata resa giustizia a più di un milione e mezzo di morti, ma lo Stato turco ha proseguito per un secolo alla negazione di un così orrendo crimine. Il governo turco continua ad affermare che le deportazioni delle popolazioni armene avvennero nell’ambito di un vero e proprio conflitto e quindi esclusivamente per necessità militari. E’ stato detto che gli Armeni erano dei ribelli macchiati del crimine di omicidi di massa ed erano, di fatto, alleati dei russi. Dopo la prima guerra mondiale, con la caduta dell’Impero ottomano, le forze nazionaliste, in particolare quelle dei giovani turchi e di Kemal Atatürk, li costrinsero ad andare in esilio in Siria, che era sotto il dominio francese, e in Iraq, sotto il dominio britannico. Fu così che il disegno, prima dell’Impero ottomano e poi della Repubblica Turca, fu portato a termine con lo svuotamento completo di ogni presenza cristiana in Anatolia. L’opera fu proseguita negli anni ’30 con la confisca dei beni appartenenti alle chiese cristiane e continuarono i massacri non solo dei cristiani, ma di altre comunità compresa quella ebraica. Con la seconda guerra mondiale fu completata l’opera, con un esproprio generalizzato delle minoranze non islamiche costrette a pagare una tassa sulla ricchezza. Quest’ultima doveva essere onorata solo in contanti o in oro, pena la inevitabile confisca. A me sembra del tutto evidente una continuità storica fra quanto fatto dall’Impero ottomano e quanto continuato dallo Stato Turco oltretutto ad opera degli stessi personaggi.

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