
Da tenere in evidenza per gli avventurosi panegirici in cui provetti colleghi giornalisti si inabissano nel tentativo di cimentarsi con la Storia.
La situazione geopolitica compresa ed attuata dal De Gasperi partiva da una chiara visione
“La frattura tra la posizione americana e quella inglese era divenuta molto evidente, con una contrapposizione diretta tra Roosvelt e Churchill” e proseguita ed ampliata con Truman.
Inoltre, Churchill iniziava a rendersi conto che la forza americana alla fine della Seconda guerra mondiale lo relegava un po’ ai margini e, per contrastare questa deriva, decise di recarsi a Mosca da Stalin il 9 ottobre del 1944 con lo scopo primario di aumentare la sua sfera d’influenza sull’Italia.
“Durante la riunione tra sovietici e inglesi del 9 ottobre 1944 Churchill, dopo aver ottenuto un parziale ok sull’Italia, propose una tabella in cui venivano fissate le percentuali d’influenza dell’Urss e della Gran Bretagna nei Balcani”
Le percentuali concordate nel celebre appunto furono le seguenti:
Romania: 90% URSS, 10% Gran Bretagna; Grecia: 90% Gran Bretagna (e alleati), 10% URSS; Bulgaria: 75% URSS, 25% Gran Bretagna; Ungheria: 50% URSS, 50% Gran Bretagna; Jugoslavia: 50% URSS, 50% Gran Bretagna; in sostanza Churchill trasferì quasi l’intera Europa orientale nelle mani di Stalin.

Per gli amanti del “volevomose bene” o se preferite nella forma aulica del “politicamente corretto” questo fu il modo molto pragmatico con cui ci si spartì il mondo fra il 1943 ed il 1946. Spesso bastava un pezzettino di carta, per fortuna conservato negli archivi, come quello scritto da Churchill in persona e che abbiamo riportato. Ora ci tocca dare un colpo definitivo ai “narratori” per cui eravamo diventati alleati degli anglo americani prima e dopo il 25 aprile del 1945 festeggiato a livello nazionale, cosa giusta per carità, ma storicamente la situazione fu questa a Parigi il 10 febbraio 1947 alla firma del trattato di Pace fra gli alleati vincitori della seconda guerra mondiale: Unione Sovietica, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Canada, Cina, Polonia, Etiopia, Brasile, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Lussemburgo, Jugoslavia, Albania, Cecoslovacchia, Australia, Nuova Zelanda e Grecia e gli sconfitti e gli sconfitti Germania che fu addirittura esclusa dalle nazioni firmatarie, Italia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Finlandia. Per l’Italia non ci fu nessun trattamento di favore in quanto come nazione sconfitta pagò in sia in danaro che in territori ceduti, molti dei quali totalmente italiani. Dovette ingoiare, tra tante altre cose, anche l’articolo 16 mantenendolo top secret:
“L’Italia non incriminerà, né altrimenti perseguiterà alcun cittadino italiano, compresi gli appartenenti alle forze armate, per il solo fatto di avere, durante il periodo di tempo corrente dal 10 giugno all’entrata. in vigore del presente Trattato, espressa simpatia od avere agito in favore della causa delle Potenze Alleate ed Associate.”
La qual cosa rivelava che c’erano state infiltrazioni spionistiche a tutti i livelli “reclutate” fra civili e, soprattutto, fra “militari” molti anche di grado elevato. Come se non bastasse ci facemmo male da soli completando l’opera con l’aiuto di Togliatti che, da ministro di Giustizia, il 22 giugno 1947 promulgò la famosa “amnistia”. Tutti promossi: W l’Italia!
Raffaele Romano

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