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Il piccolo scrivano fiorentino

di Valerio Parigi | 31 Dicembre 2018

Il melenso libro per ragazzi di De Amicis, con la Piccola Vedetta Lombarda e altre storie strappalacrime, non ci dimentica e ci fa gonfiare il cuore di orgoglio cittadino con il Piccolo Scrivano Fiorentino.
Ma se le orride imprese del malvagio Franti (“e l’infame sorrise …”) fossero storie manipolate ad hoc, in stile giornalismo da colonna infame?
E se ci fosse nella realtà anche un Garrone, l’ “anima nobile”, che con la sua forza difende i più deboli?
Ma la domanda davvero assillante è: cosa ci riporta a tempi lontani e a inquietanti spiriti patriottici?
Non ci crederete, ma è il Corrier(ino) Fiorentino e il suo odierno fondo su “L’ALTERNATIVA ALLA TRAMVIA”. Originalissimo titolo che già da solo farebbe concorrere ad un qualche premio a giornalismi dei più vari.
Il pezzo ha il pregio di concentrare in poco spazio tutte le alternative fasulle, esistenti solo per chi ci vuole credere. Vediamole. Il giornalista ammette (bontà sua) che anche la busvia si prenderebbe due corsie sui viali (in realtà occupano più spazio dei binari del tram, ma tale know-how sarebbe pretendere troppo). E passa quindi al filobus (stesso ingombro) da far transitare però in centro, invece che sui viali. Con cavi aerei (doppi). Alt, però il giornalista ci svela si potrebbero far andare a batteria, no? E qui si capisce subito che non si è preso la briga di studiacchiare la materia, magari solo di dare un colpo di telefono a qualche esperto. La trazione a batteria è praticabile solo per brevi tratti. Come per le tramvie. E da dove dovrebbero passare questi ipotetici filobus? Oltre che in centro (con doppi cavi quasi dappertutto), su quale ponte, quali lungarni, o tratti dei viali?


Piccolo dettaglio, un filobus, o bus, anche a trazione fotonica, ha una capacità di trasporto molto minore di una tramvia (per il Sirio già in funzione 3700 persone l’ora, quello che serve per Bagno a Ripoli). E resta facilmente imbottigliato nel traffico, quello sì molto invasivo, che però si vuole preservare a tutti i costi. Ci può indicare l’autore del brillante articolo un solo caso in Europa in cui la funzione di una tramvia viene svolta dai filobus? I casi che cita (Genova, Roma, La Spezia) sono eredità del passato, obsolete e inadeguate, che si è tentato di rattoppare con trazioni miste, soprattutto diesel/linea aerea (bifilare). E che soprattutto possono essere solo, ove già esistenti e in città medie o grandi, al massimo sistemi secondari che non sostituiscono ma adducono alla rete su ferro, cioè le tramvie (e i metrò per dimensioni e masse da trasportare molto superiori a quelle di Firenze)
Ultimo appiglio: il costo. Cioè il signore vuole propinare a Firenze una soluzione inadeguata, che non risolverà i problemi di mobilità, e che è osbsoleta. Le nonne dicevano “fare le nozze coi fichi secchi“. Che saggezza avevano. Se i finanziamenti europei sono vincolati a reti su ferro, e non utilizzabili per i filobus, (o i jumbo-bus e altre strampalate soluzioni), ci sarà un motivo, no?
Sparse qua e là poi altre “perle“: la tramvia danneggia l’estetica dei viali. Mica il traffico da terzo mondo che li intasa e asfissia ogni santo giorno.
E il “maxitram“, che sarebbe quello che circola attualmente, con i suoi 32 metri (capienza 280 persone) la misura minima di produzione industriale. Semmai ci sarà da pensare a convogli più lunghi, sui 42-45 metri, che sono quelli più diffusi in Europa.
Ultima chicca: lo scotto di scelte fondate, udite udite, sul rifiuto delle metropolitana. Oltre che sovradimensionata per Firenze (si guardi le città europee che ne hanno una, e quelle che hanno tramvie …) non ha letto il giornalista che tutti gli studi fatti in materia hanno bocciato la soluzione sotterranea nel centro di Firenze? Eppure, sia pur in modo abborracciato, ne ha dato notizia anche il giornale per cui scrive.

Valerio Parigi

Pubblicato in : Punto e a capoTag: costi, europa, firenze, genova, mondo, notizia, parigi, persone, produzione industriale, roma, soluzione

Info Valerio Parigi

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Francesco Bosi

    3 Gennaio 2019 alle 17:27

    Portare la tramvia a Bagno a Ripoli significa invadere Viali di circonvallazione è lungarno del
    Tempio ovvero arrecare un danno incalcolabile alla circolazione dei veicoli che hanno in questa viabilità l’unica è antica soluzione.a me sembra una cosa pazzesca che,questa si, ci trasformerezze in un paese del terzo mondo per il caos che determinerebbe.

    Rispondi

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