
Un perfetto tempismo tra Renzi e la destra di governo: il primo dice di volersi eroicamente candidare alle europee e, poche ore dopo, Fratelli d’Italia fa sapere di essere disposto ad abbassare al 3 per cento la soglia per entrare nel parlamento di Bruxelles.
L’iniziativa finirebbe per favorire Italia Viva ma anche per dare un colpo al PD spingendo Sinistra Italiana a presentarsi da sola.
Meloni, ma anche Renzi, finirebbero per prendere due piccioni con una mossa, cambiando la legge elettorale che è lo strumento fondamentale che hanno i cittadini per far sentire la loro voce.
Purtroppo si tratta di un affronto che in Italia si ripete quasi ad ogni tornata elettorale, causando confusione e sconcerto che alimentano l’astensionismo.
L’operazione inoltre fa pensare ad un’intesa più ampia tra Renzi e Meloni, dove Italia Viva ottiene una legge elettorale favorevole e in cambio sostiene la riforma presidenzialista.
Renzi vuole ricostruire “il centro” con lo scopo di servirsi, andreottianamente, dei due forni della destra e della sinistra e fare così i suoi interessi politici.
Per far cessare questo teatrino, basterebbe che il PD dicesse che con Renzi non intende allearsi né a livello locale né a livello nazionale; non fosse, infatti, per la semplice ragione che allearsi con il “ragazzo” di Rignano fa perdere voti.
Al netto dei post renziani, ancora numerosi, se qualcuno nel PD ingenuamente si illude che il problema si risolverà da solo con il silenzio, senza intervenire, a mio avviso, si sbaglia di grosso.
Enrico Rossi

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