Il sindaco con la vittoria in tasca su Coopy, e Pippo che cerca di rubacchiare consensi nell’elettorato del “nemico”.

Arrivando all’oggi, Coopy sostiene che il sindachino è una versione di sinistra del berlusconismo. Ardirei aggiungere la parte buona, che tutti ce l’hanno perfino lui, del Cav ( per ora, chè pare perderà anche il cavalierato..) «Non è un’accusa priva di fondamento, ma non è un’accusa morale, bensì politica. Renzi ha una concezione della leadership plebiscitaria non lontana da quella di Berlusconi. Ma il Pd è una cosa diversa: non credo che nasceranno i circoli “Meno male che Matteo c’è” …» dice il gelido baffino a Meli Corsera. Noi crediamo, di contro, che questi siano già nati e anche cresciuti, forse all’ultimo anno dell’asilo nido o al primo della scuola materna. E allora ci si chiede cosa è cambiato , nella pièce innovativa. Gli attori, certo. Da avversari per la conquista della segreteria di quel partito che nel frattempo ha perso una S, ma anche insieme, appassionatamente, contro il terzo incomodo. Il datato, stereotipo di politico che sia l’uno che l’altro volevano rottamare, senza incentivi ehhh. Prima della prima Leopolda. E ora ci riprovano: il sindaco con la vittoria in tasca su Coopy, e Pippo che cerca di rubacchiare consensi nell’elettorato del “nemico”. Tutto mentre lui, occhi di ghiaccio, con la sindrome da professorino, postcom, sorride e fa rabbrividire anche all’equatore e si difende dai ragassi sfoderando il glaciale cipiglio asburgico. Il Mecacci, intanto, fidatissimo supporter, sbircia affacciato alla finestra come una madonna fiorentina che aspetta la serenata…aspetta e spera . Ma tutti e tre hanno riacceso in qualche modo l’animo dei probabili elettori. Tutti, da tutte le parti, compresi quelli che non stanno da nessuna parte. La maggioranza silenziosa degli astensionisti incalliti. Che in verità avviso sono peggio della grandine. I tre moschettieri un certo pizzicore, un blando risveglio politico, lo riesumano. Oddio, cum grano salis di pliniana memoria. Il confronto è stato accattivante. Pare che la nemesi storica non si sia accanita stavolta e che le colpe dei padri non ricadano troppo sui figli, che si mostrano migliori… Ma Coopy no, dai… dal linguaggo e contenuto che non tutti comprendono, di un ceto intellettuale separato e chiuso, e orgoglioso di ciò e autoreferenzialissimo. E poi….. con baffino incombente e il tacchino sul tetto che scotta, pronto a ritirar fuori gli artigli.. ops, a fare la ruota.. E mi riecheggia nelle orecchie una canzone antica …
Pippo , i’ vorrei che tu e coopy ed io fossimo presi per incantamento, e messi in un vasel ch’ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio, sì che fortuna od altro tempo rio non ci potesse dare impedimento, anzi, vivendo sempre in un talento, di stare insieme crescesse ‘l disio…
Non parliamo delle signore, per carità, nè monne nè diavole. Chè non portano mica buono, in politica…però, a pensarci bene….
…e quivi ragionar sempre d’amore, e ciascuno di lor fosse contenta, sì come i’ credo che saremmo noi.
Ah a proposito , nel 2010 Gianni Cuperlo votò contro l’emendamento Tabacci che avrebbe tolto i soldini ai partiti per investirli nella ricerca. “Signor Presidente, voterò contro questo emendamento in quanto la sua copertura non è assolutamente accettabile. La copertura di questo emendamento non è accettabile da me e, mi auguro, anche da molti parlamentari dell’opposizione”
Ma la piscina è davvero vuota?
Boh.. oggi e nei giorni a venire, forse ne avremo contezza.

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